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Coldiretti, appello ai sindaci: "Il Ceta va fermato"

coldirettiluccaIl Parlamento ha in discussione la ratifica del Ceta, il comprehensive economic and trade agreement, accordo siglato tra Unione Europea e Canada sui trattati di libero scambio dei prodotti. Maurizio Fantini, direttore Coldiretti Lucca, fa un appello ai sindaci e ai parlamentari: "Prima di prendere una decisione chiediamo ai parlamentari di fermarsi e valutare attentamente i contenuti dell’accordo per evitare gravi conseguenze per i nostri territori e per il nostro Paese - spiega -. Per questo abbiamo sollecitato gli amministratori dei Comuni della Provincia di Lucca a schierarsi a sostegno della battaglia di Coldiretti. L’accordo Ceta con il Canada non solo legalizza la pirateria alimentare, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti più tipici, ma spalanca le porte all’invasione di grano duro trattato in preraccolta con il glifosate vietato in Italia e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. E’ necessaria quindi una valutazione ponderata e approfondita dell’argomento, soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato".

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La grande sete fa danni all'agricoltura. Vertice in Regione

siccitaokConvocato a Firenze dal presidente della giunta regionale, con gli assessori competenti e l’Autorità idrica, un vertice per fare il punto della situazione sull’emergenza siccità in Toscana. Se sul versante idro-potabile non sembrano presenti particolari allarmi sul versante del rifornimento idrico per l’irrigazione la situazione desta forte preoccupazione. I cambiamenti climatici ripropongono in modo ciclico il problema della risorsa acque che deve essere affrontato in modo strutturale, è questo il mandato che i convenuti si sono dati. I numeri presentati al tavolo dalla Coldiretti Toscana sono impietosi, crollata la produzione di cereali del 40%, con punte del 70% per il mais; foraggi, ortaggi, pomodoro da industria e frutta segnano perdite intorno al 50%, come anche l’apicoltura, non stanno meglio vite ed olivo con danni dal 20 al 40% e pure l’allevamento sia bovino che ovino segna un -10%. La grande sete si è portata via anche fiori e piante in vaso per un 20%.

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Agricoltura lucchese dai 'decani' ai giovani imprenditori

Foto Pietro giovane e Paolo Giuseppe Boschi allevatori LammariIn tre fanno 132 anni di storia. Quasi un secolo e mezzo spesi tra campi, stalle e viti. Non sempre facili. Le rughe, tante quante le stagioni che hanno vissuto in prima linea, le mani grandi e robuste e la pelle, “arsa” dal sole delle estati come gli anelli degli alberi che misurano l’età sono, insieme alla passione smisurata per terra ed lavoro, i segni distintivi dello loro lunga “carriera”. Volti ed esperienze che potrebbero raccontare, come pochi, la storia dell’Italia degli ultimi 60 anni.

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