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Credito di imposta per gli albergatori che hanno investito nelle proprie strutture ricettive

cantiere operai lavoroTorna il credito di imposta relativo alle spese sostenute dalle imprese del settore alberghiero per interventi rivolti alla riqualificazione delle proprie strutture ricettive. Il credito di imposta copre il 65 per cento delle spese ammissibili (nella precedente legge di bilancio copriva il 30) fino all'importo massimo di 200mila euro nei tre anni d'imposta; a disposizione ci sono 60 milioni di euro per l'anno 2018, 120 milioni nel 2019 e 60 milioni nel 2020. Gli interventi per i quali è possibile richiedere il beneficio riguardano ristrutturazioni edilizie, eliminazione delle barriere architettoniche, incremento dell'efficienza energetica, spese per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture ricettive. Le spese dovranno essere certificate (con firma digitale).

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Bto, la Toscana premiata per 4 strutture ricettive

strutture ricettive MEDIUM pagine interneSono tutte eccellenze in campo turistico quelle premiate alla Bto di Firenze. Gli Oscar dell’ecoturismo 2018 sono stati assegnati da Legambiente Turismo e Vivilitalia ad alberghi, hotel, stabilimenti balneari, agriturismi, parchi e aree protette che si sono messe in luce grazie alle migliori soluzioni di ecosostenibilità e pratiche innovative in tutta Italia. Tra le 15 eccellenze italiane sono 4 le strutture turistiche ricettive toscane che figurano nella vetrina di Legambiente. Mentre tra i riconoscimenti per le 7 aree protette italiane, è stato assegnato l’Oscar al Parco nazionale delle foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna, per il progetto FestaSaggia, dove, nell’ambito dell’organizzazione di eventi si richiede una particolare attenzione verso la riduzione dei rifiuti e/o riuso e/o riciclaggio e più in generale al contenimento degli sprechi energetici. La premiazione è stata fatta alla Bto (Buy Tourism Online) di Firenze, evento di riferimento su Travel & innovation giunto quest’anno alla decima edizione.

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Confesercenti: “Crolla il commercio, tiene turismo”

turisticentrollPub, bar, ristoranti, strutture ricettive al posto di negozi tradizionali, soprattutto di abbigliamento. E’ questo il quadro che emerge dallo studio Confesercenti che è stato presentato nei giorni scorsi. Uno studio suddiviso per regioni e province che prende in esame un intervallo di tempo di dieci anni. A livello regionale, dal 2007 al 2017, sono sparite oltre 6500 attività di commercio a dettaglio a fronte di 4600 nuove aperture tra strutture ricettive e ristorazione.

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