Menu
RSS

Innocent, fuggito da Benin sogna di fare il musicista

innocentIl regno del Benin fu un luogo pacifico, prospero e ricco di antiche e poetiche tradizioni. Fu il regno del bronzo, dell’arte, delle sculture, delle maschere in avorio che raccontavano le eroiche gesta dei sovrani. Ma non tutte le favole, si sa, hanno un lieto fine. Innocent è un giovane uomo di 32 anni che viene proprio da quella città, adesso conosciuta come Benin City, declinata a causa della massiccia colonizzazione inglese e oggi tristemente famosa per i suoi loschi giri d’affari: è proprio dall’antico regno di Benin, infatti, che oggi proviene il maggior numero di ragazze coinvolte nel traffico di prostituzione internazionale. Traffico molto noto soprattutto sulle strade delle periferie italiane. Innocent pur avendo un nome bellissimo ama molto di più il secondo, Izogie, datogli in ricordo della nonna materna: il padre, come spesso accade in questi stati dell’Africa, non lo ha mai conosciuto, partito per chissà dove in cerca di fortuna e mai più tornato a casa.

La madre invece se ne è andata qualche anno fa, ormai anziana, lasciando i tre figli nella solitudine e nella miseria. Innocent per trovare uno straccio di lavoro è dovuto partire per la Libia, la terra che tutti temono ma che a volte è l’unica a regalare speranza: lì ci ha vissuto per un anno e ha lavorato come fabbro, finendo per fare il piastrellista in una ditta di muratori. “La Libia non è un paese bello – racconta Innocent che fa ancora un po’ fatica a parlare in italiano –. Non è un posto dove le persone possono vivere tranquille, ci sono tanti problemi. Non volevo più vivere così, per questo ho preso la barca: sono stato tre giorni in mare e poi i soccorritori sono venuti a prendermi. Sono arrivato in Calabria e poi mi hanno portato alla Croce Rossa di Lucca, dove sono stato tre mesi. Adesso vivo a Capannori con altri 14 ragazzi”.
Innocent è arrivato qui poco più di un anno fa, lavorando di tanto in tanto nei campi a pochi euro l’ora. Anche uno dei suoi fratelli è partito per l’Italia ma non ha sue notizie da molto tempo. L’altro fratello, invece, è rimasto in Nigeria, nella loro Benin city, e si è fatto una famiglia. Ha anche dei figli ma Innocent non ha ancora avuto il piacere di vederli. Non una foto, non un disegno, non riesce a ricordare nemmeno i nomi. “Ci telefoniamo poco perché le chiamate costano molto, lui adesso deve pensare ai bambini e non può spendere soldi per me”. Ma nonostante abbia perso molto la vita gli ha regalato tanto altro: ciò che non ha mai perso è la fede, una fede profonda a cui dedica ogni domenica della settimana, andando a pregare alla Holy Trinity di Montecatini con molti altri ragazzi della Nigeria. Una messa interamente in lingua Edo, il dialetto della sua città, in cui Innocent ha un ruolo molto speciale: ormai da anni, completamente da autodidatta, quelle mani ruvide da muratore sono diventate abilissime nel suonare l'organo, o ''pianoforte'', come lo chiama lui, strumento con cui accompagna i canti durante le cerimonie. “Da bambino non sono potuto andare poco a scuola perché eravamo molto poveri – spiega – sono molto felice di essere in Italia perché qui mi stanno dando l’opportunità di studiare e posso esercitarmi con la mia passione: la musica”. Il suo sogno, oltre a quello di trovare un lavoro, sarebbe infatti quello di comprare un flauto e di imparare a suonarlo, ma per ora è un capriccio che ancora non si può permettere. Oltre alla musica il suo cuore è dedicato alla famiglia: in questi mesi ha legato in modo particolare con tutti i suoi coinquilini, gli unici fratelli che può abbracciare, per i quali si diverte anche a cucinare: è Innocent il vero chef di casa, quello che riesce a tener viva la combriccola con un sorriso e una bella tavola. Perché anche se la vita è stata dura trova sempre del buono in tutto e la forza per stare bene...o almeno ci prova.

Giulia Prete

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Torna in alto

 

Contatti

Per contattarci

mailicona email redazione@luccaindiretta.it 

telefonoicona telefono 346.6194740

Newsletter