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Prima fumata nera per la cessione della Lucchese

  • Pubblicato in Sport

stadio porta elisaLucchese, la cessione è ancora lontana. E’ questo quanto è emerso dall’assemblea dei soci di Lucchese Partecipazione che si è tenuta questa mattina e che aveva all’ordine del giorno una prima valutazione dell’offerta d’acquisto del gruppo Nocetti-Todini, cordata tosco-umbra ‘sponsorizzata’ da Arnaldo Moriconi, uno dei soci della Lucchese (anche se allo 0,1 per cento) che più si sta muovendo per trovare una nuova proprietà a società e squadra.
L’assemblea dei soci ha approvato, dopo una discussione a tratti molto serrata, due ordini del giorno. Nel primo si è deciso che nessuna decisione verrà presa dal solo cda senza prima ascoltare l’opinione dell’intera assemblea dei soci, nel secondo si è votato contro l’ipotesi di cessione al gruppo Nocetti – Todini, non per una valutazione negativa degli imprenditori ma per mancanza di elementi utili per capirne la consistenza economica e il progetto sportivo. E’ passata, alla fine, in sostanza, la linea di Carmelo Sgrò, socio al 10 per cento di Lucchese Partecipazione, che ha invitato gli altri soci a prendere eventuali decisioni in maniera trasparente e dopo aver acquisito tutti gli elementi utili per capire a chi si andrebbe a mettere in mano la Lucchese. Una posizione, condita anche da alcune reprimende sulla conduzione della holding negli ultimi mesi, che alla fine ha condotto a un voto unanime per dare mandato a Carlo Bini, rappresentante di Lucchese Partecipazione nell’assemblea dei soci della Lucchese e presidente pro tempore (ormai da tempo) della società, di non presentare un parere favorevole alla cordata.
Ma intanto le scadenze incombono. Il prossimo 16 di ottobre, infatti, c’è un nuovo termine per il pagamento degli stipendi dei calciatori e dei dipendenti che, se non onorato, potrebbe portare a penalizzazioni in classifica per la squadra. Per questo, visto che i soci lucchesi potrebbero non essere più propensi a finanziare l’avventura della società, si intensificano i contatti per cercare una nuova figura in grado di rilevare il pacchetto di maggioranza che fu di Andrea Bacci. All’orizzonte spunta anche una nuova cordata, toscana, prevalentemente pisana, che sarebbe interessata all’acquisto della società e con la quale sarebbe in programma un incontro proprio questa sera.
Ma il problema, a questo punto, diventa di metodo. Chi vuole acquistare la Lucchese, inevitabilmente, dovrà uscire allo scoperto non solo con i soci ma anche con la città. E rendere agli occhi di tutti, tifosi compresi, un progetto sportivo dopo tanti, troppi fallimenti e marce indietro. La Lucchese non ha (solo) bisogno di soldi ma anche di certezze per il futuro. Per non ritrovarsi periodicamente ad interrogarsi sul suo futuro o su una sua possibile fine.

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Pia Casa, intesa per Pro.ges.: ora l'assemblea

piacasaprogesNella serata di ieri 13 settembre, è stata finalmente siglata una ipotesi di accordo per gli orari di lavoro e l'organizzazione dei turni delle lavoratrici dipendenti della cooperativa Pro.ges. presso le Rsa di Monte San Quirico e Pia Casa. L'intesa è finalizzata a mettere ordine in materia di orari di lavoro e soprattutto a garantire la stabilità degli stipendi su base mensile.

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Aeroporto Capannori, opposizioni: "Baronti ha poco di cui vantarsi"

aeroporto di capannori 1 001Non convince appieno la risposta di Eugenio Baronti sulle accuse di conflitto di interesse sulla questione aeroporto le opposizioni consiliari di Capannori. Che tornano così all'attacco puntando il dito sull'attuale ad di Zefiro Innovazione.
"Si è “svegliato” dalla calura estiva - dicono - chi, da amministratore dell'aeroporto, ha usufruito del relativo compenso negli anni in cui le casse pubbliche sono state munte come se fossero delle vacche. Per noi minoranze risulta incomprensibile l'atteggiamento del signor Baronti quando afferma di non avere conflitti di interesse. E' altresì incomprensibile come lo stesso Baronti affermi che nella società Zefiro, da lui attualmente amministrata ci siano, a suo dire, ricercatori e soggetti che svolgono il tutto gratuitamente, quindi: egli afferma che la società Zefiro (sostenuta per oltre 80% da sole risorse di privati) vada avanti grazie alla volontà e gratuità delle persone stesse che fanno ricerca; se tale assunto fosse vero, non riusciamo a comprendere come mai lo stesso Baronti non abbia offerto gratuitamente in tutti questi anni la sua “professionalità” alla società Aeroporto di Capannori e di conseguenza a tutta la collettività, dimostrando che l'area politica da cui proviene è quella che si batte per l'interesse della collettività".
"Ovviamente, si comprende benissimo - proseguono le opposizioni - che dove c'è la mammella pubblica a soddisfare la crescita di un nascituro, il compenso debba essere legittimamente preso ma allora lo stesso Baronti ci potrà spiegare come mai dal giugno 2017 ha rinunciato a percepire “lo stipendio” come dichiarato nel verbale del cda? Forse perché le banche stanno chiudendo i rubinetti ed i 2mila euro mensili non possono più essergli devoluti, stante la cronica mancanza di produttività dell'aeroporto? Non ci sembra inoltre una circostanza di cui vantarsi quella di aver perso la collaborazione di una azienda innovativa di Pisa che ha preferito andarsene in Puglia piuttosto che continuare il rapporto con l'aeroporto di Capannori".
"A Baronti - concludono i gruppi di Forza Italia, Alternativa Civica, Movimento Cinque Stelle e Udc - vorremmo caldamente dire una sola cosa: stia sereno, la vita è ancora lunga ed ha ancora molto tempo per dimostrare le sue qualità di amministratore (in ogni campo), ma ricordi che le persone comprendono bene i numeri e le opportunità, come lei del resto".

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