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Al centro Maria Eletta Martini il primo libro in italiano in versi di Elisabeta Petrescu

invito petrescudefTavolo tutto al femminile per la prima presentazione del volume d'esordio in lingua italiana per Elisabeta Petrescu, Marinaio di nuova poesia, edito da Pacini Fazzi, in programma mercoledì (22 novembre) alle 17,30 al Centro di documentazione Maria Eletta Martini in via Sant'Andrea al 33. Dopo il saluto dell'assessora Ilaria Vietina, seguono gli interventi della presidente della commissione cultura Teresa Leone e della poetessa Teresa Tosi, che dialogheranno con l'autrice accompagnate dalle letture curate da Sandra Tedeschi.


Ed è ancora una donna, Neria de Giovanni, presidente dell'associazione internazionale critici letterari che firma la prefazione al volume sottolineando come all'interno di una raccolta poetica che pure niente concede ad un femminismo di maniera, forte e concreta sia la presenza della coscienza femminile... Da Eva (Il succo della mela) alla Sibilla (Sibilla primula, profezia di eterna giovinezza) a Maria (Ave), in questi versi potente è la presenza dell’autorità femminile che procede da un’autorevolezza culturale, religiosa, letteraria e mitologica”. Una raccolta intensa, mai banale, ritagliata in una lingua ricercata (coinvolgente e sorprendente per la raffinatezza quasi classicista in un' una autrice non madrelingua) questa della Petrescu, che sta vivendo nella poesia un suo nuovo momento di grande vitalità (risale a meno di un anno fa la vittoria del primo premio assoluto alla 25esima edizione del premio per la pace e la giustizia sociale a Torino). Poetessa in lingua italiana, Elisabeta Petrescu è di madrelingua romena, paese in vui a vissuto fino al 1998, anno in cui si è trasferita in Italia; e in Romania ha pubblicato negli anni Ottanta raccolte poetiche in volume e su rivista. Ed è interessante sottolineare, ancora una volta insieme a Neria de Giovanni, come “in questo anno di celebrazioni ovidiane, sia ben augurante per la Petrescu ricordare il ruolo del poeta Ovidio che unì con la sua vita e la sua opera il mondo latino, dall’Italia alla Romania. Ma per Elisabeta, il viaggio è all’inverso: dalla Romania all’Italia, per vivere e poetare”.

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