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La storia dei bersaglieri in un volume di Umberto Stefani

bersaglieriUn libro ancora fresco di stampa, Bersaglieri Ieri e Oggi, per l'editore La Grafica Pisana, realizzato dall'Associazione nazionale bersaglieri di Lucca e dal suo presidente, Umberto Stefani, intende celebrare degnamente il 180esimo anniversario della costituzione del corpo dei fanti piumati.


Non solo una nuova specialità militare, i bersaglieri, non solo un nuovo modo di intendere e praticare la vicenda bellica, ma la proposta di un nuovo tipo di uomo e d'italiano. Non più subalterno, ma protagonista; non più ignaro della propria storia, ma di essa pienamente consapevole e orgoglioso; non più incerto, incredulo, scettico, ma fiducioso, sereno e tranquillo nei propri mezzi e del proprio avvenire.
Nelle pagine corredate di numerose fotografie a colori di Bersaglieri Ieri e Oggi, la storia grande si intreccia con decine, centinaia di storie minori, ma altrettanto importanti e significative: quelle dei fanti piumati di Lucca e della sua provincia che, da prima ancora che l'Italia fosse unita sino ai nostri giorni, hanno sempre saputo fornire esempi virtuosi di coraggio, spirito di sacrificio, disposizione al servizio in favore degli altri, piena dedizione alla Patria. Dalla nascita dei bersaglieri alle prime prove sui campi di battaglia (Goito; la Repubblica Romana); dalla spedizione di Crimea a Porta Pia, attraversando anche le zone d'ombra di un processo d'unificazione nazionale faticoso e contraddittorio (Aspromonte; il brigantaggio), sino alla Grande Guerra, l'epopea dei fanti piumati è raccontata utilizzando le categorie della storia con la s maiuscola: battaglie decisive per le sorti del nostro Risorgimento; illustri protagonisti; imprese ormai entrate nel canone della storia patria e nella memoria di ogni italiano.
La narrazione del secondo conflitto mondiale è, invece, affidato al ricordo e alla voce dei bersaglieri lucchesi - della città o della provincia - che, con maggiori o minori responsabilità, si sono battuti sempre con abilità, coraggio e attaccamento alla divisa e alla Patria, nei Balcani in Africa, in Russia. Il bersagliere ciclista Ernesto Piria; il caporale Ernesto Nildi, prima fante piumato assaltatore controcarro, poi inquadrato nel corpo italiano di Liberazione; il bersagliere motociclista Alfido Marcheschi; il bersagliere e partigiano Alvi Frizza; la fiamma cremisi Sergio Del Bucchia, deportato in Germania dopo l'8 settembre e testimone del terribile bombardamento di Dresda; Giuliano Lencioni che, senza mai cedere, soffrì gli orrori della ritirata in Russia; l'indimenticabile Mario Romagnoli Bufera e altri ancora, narrano, in maniera semplice, diretta, disadorna e per questo ancora più incisiva, una guerra difficile, condotta spesso in condizioni d'inferiorità di mezzi e risorse militari, mai deficitaria, però, per ardimento e spirito di sacrificio.

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