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Ridley Scott delude con “The Counselor”

the-counselor-pitt-fassbenderUn film ambizioso, The Counselor, ma che si perde in dialoghi, in sequenze, in personaggi affascinanti da vedere ma fini a se stessi, la trama basata sull’idea di un avvocato (Michael Fassbender) desideroso di recuperare un po’ di soldi inserendosi nel giro del traffico della droga porta lo spettatore ad aspettare per l’intero film che succeda qualcosa, ma poi tutto sembra sfociare solamente in una mera autocelebrazione del regista, con riprese e battute che ricordano i peggiori passaggi del capolavoro Traffic ed i più insulsi dialoghi di un film di Tarantino.

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L'ultimo Ridley Scott per il martedì del Cineforum Ezechiele

Riprende dopo il weekend pasquale la rassegna dei film al Cineforum Ezechiele. Appuntamento domani (22 aprile) all'Astra alle 21,30 con una prima assoluta, The Counselor - Il procuratore di Ridley Scott con Michael Fassbender, Penelope Cruz, Brad Pitt. La trama: uno stimato avvocato pensa di poter entrare nel business dello spaccio di droga senza venirne risucchiato. L’uomo fa la scelta sbagliata e si trova costretto a tentare il tutto per tutto per sopravvivere in un contesto drammatico. Un cast di grandi attori per questo film di Ridley Scott, la cui sceneggiatura è firmata dal celebre Cormac McCarthy. Ammantato da una affascinante patina di derivazione pubblicitaria, sporcata però dalla terra del deserto The Counselor è un incalzante thriller d’azione dove si mescolano, in modo estremamente efficace, violenza ed erotismo arricchito dalla consueta attenzione maniacale ai dettagli sonori. Ridley Scott si ricorda finalmente di essere un grande regista.
Mercoledì (23 aprile) alle 21,30 all'auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca dalle 20,30 l'episodio numero sei di The story of film, an odissey di Mark Cousins. A seguire, Il lamento sul sentiero di Satyajit Ray. Si narra la dura vita di una povera e decaduta famiglia bengalese, di casta bramina, all’inizio del Novecento, vista con gli occhi del piccolo Apu, l’ultimo nato, e di Durga, la sorella più grande che muore mentre un violento monsone spazza il villaggio. Finanziato con pochi mezzi, è lo straordinario esordio di Ray che diventerà il più grande regista indiano. Trepida, sommessa, commossa elegia delle piccole grandi cose che costituiscono e riempiono la giornata di una famiglia contadina qualsiasi.

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