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"Più braccialetti, meno carcere": iniziativa degli avvocati penalisti in tribunale

aulatribunaleLa camera penale di Lucca aderisce alla terza edizione dell’iniziativa + braccialetti – carcere, promossa dall’osservatorio carcere dell’Ucpi per denunciare "il sostanziale inutilizzo da parte da parte dei giudici del cosiddetto braccialetto elettronico - spiega la camera penale di Lucca - disciplinato dagli articoli 275 bis del codice di procedura penale e 58 quinquies dell’ordinamento penitenziario".

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Carceri, il garante: "Strutture sovraffollate, peggiora la qualità della vita"

carcereluccainternoIl sovraffollamento, il peggioramento della qualità della vita dei detenuti, la mancanza di governo delle carceri, i decreti delegati di riforma dell’ordinamento penitenziario e del regime delle misure di sicurezza. Questi alcuni punti sui quali il garante regionale dei diritti dei detenuti Franco Corleone si è soffermato, questa mattina (28 novembre) a palazzo Bastogi, in consiglio regionale, nel corso dell’incontro con il coordinamento nazionale dei garanti dei diritti dei detenuti. Corleone ha parlato di una “contraddizione profonda tra la fase conclusiva di riforma dell’ordinamento penitenziario, con la definizione dei decreti attuativi nei vari settori, e la realtà quotidiana che si vive nelle carceri”. “Si rileva – ha detto – una voragine tra un lavoro quasi concluso, per l’ampliamento delle misure alternative alla detenzione, e un lento, costante e inesorabile peggioramento delle condizioni, con un continuo e progressivo aumento della popolazione detenuta: al 31 dicembre 2016 in Italia i detenuti erano 54mila 653 ad ottobre 2017 sono 57mila 994”.

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Maxirissa in carcere, Sappe: 'Situazione esplosiva'

  • Pubblicato in Cronaca

carcereluccainternoMaxirissa fra detenuti durante l'ora di passeggio al carcere di San Giorgio. A riferirlo è il sindacato autonomo Sappe che ancora una volta punta il dito sulle condizioni delle case circondariali.
“La situazione è stata davvero pericolosa - denuncia il segretario nazionale per la Toscana del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, Pasquale Salemme - Tutto si è svolto nel turno pomeridiano durante la permanenza all’aria dei detenuti della terza sezione. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che si è scatenata una rissa tra marocchini, albanesi e sinti. A scatenare il tutto, sembra ancora una volta un detenuto  già responsabile di aggressioni contro poliziotti penitenziari a Pisa e Lucca e contro un altro detenuto, sempre a Lucca. Il detenuto, durante i passeggi, ha colpito con in calcio al petto un albanese e da lì è nata la rissa che ha coinvolto tutti i detenuti. Soltanto grazie all'intervento del personale di polizia penitenziaria, si è riusciti ad evitare il peggio. L’amministrazione penitenziaria regionale adotti con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dall’assumere seri provvedimenti disciplinari e penali verso i detenuti responsabili dei gravi fatti accaduti ieri nel carcere di Lucca”.

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