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Il blogger fermato: sto bene, farò sciopero della fame

gabrieledelgrande"Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato". "Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato". Lo ha detto al telefono Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto.
Mentre telefonava ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti. Non si sblocca la vicenda del fermo in Turchia per il documentare giornalista italiano fermato 8 giorni fa durante un controllo di polizia al confine con la Siria, "in una zona del Paese in cui non è consentito l'accesso". Da stasera Del Grande inizierà lo sciopero della fame. Secondo quanto apprende l'Ansa da fonti diplomatiche, al momento non c'è ancora una data certa per il suo rimpatrio, che dovrebbe avvenire con un provvedimento di espulsione, dopo il completamento delle relative procedure giudiziarie. Il reporter resta sotto sorveglianza in una "guest house" nella provincia sudorientale di Hatay. 

"Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me", ha proseguito Del Grande nella breve telefonata che è riuscito a fare oggi  alle 14,30. "La prima telefonata - rendono noto la compagna Alexandra d'Onofrio e i compagni di viaggio di ''io sto con la sposa'' - che gli è stato concesso di fare da domenica 9 quando è stato fermato dalle autorità turche al confine nella regione di Hatay". Il giornalista era in Turchia dal 7 aprile.
Ai compagni Gabriele ha raccontato: "Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento".
"Da stasera inizio lo sciopero della fame - ha annunciato Del Grande - e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo - ha aggiunto nella telefonata - La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta".
La Farnesina chiede il rilascio. Il ministro Alfano ha disposto l’invio a Mugla – dove Del Grande è detenuto - del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. "La Farnesina - si legge in una nota - chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare. Anche grazie all’azione di sensibilizzazione condotta dall’Italia fin dall’inizio della vicenda, Del Grande ha potuto oggi avere un colloquio telefonico con la famiglia. Ma ciò ovviamente non basta, in quanto la Farnesina chiede che Del Grande sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge".
Consiglio comunale e istituzioni si mobilitano. Le autorità italiane, in costante contatto con quelle locali, continuano a seguire il caso con la massima attenzione per favorire una rapida soluzione della vicenda.  A Lucca sono ormai giorni di grande apprensione per la famiglia del blogger e anche le istituzioni hanno lanciato appelli per il suo rimpatrio. In serata il caso di Del Grande è approdato anche in consiglio comunale. Il sindaco Alessandro Tambellini ha chiesto all'assemblea di discutere un ordine del giorno e approvarlo nella prossima seduta per mandare un segnale univoco al governo affinché metta in campo tutte le iniziative necessarie per il rilascio del giornalista. "Ho parlato con la famiglia Del Grande e ho espresso loro la mia piena disponibilità e vicinanza - ha detto il primo cittadino -. Siamo molto preoccupati di cosa sta accadendo in Turchia in questi mesi - ha detto il sindaco Tambellini -: è necessario da parte nostra prendere alcune iniziative su un tema di alta rilevanza come questo. Il caso di Del Grande non può lasciarci indifferenti. Chiedo che nel prossimo consiglio comunale sia predisposto un ordine del giorno, in modo che poi possa essere trasmesso al presidente del Consiglio e al ministro degli esteri affinché siano messe in campo tutte le iniziative per riportare in Italia Del Grande".
"La Turchia - scrive in giornata anche il senatore del Pd, Andrea Marcucci - rilasci subito Gabriele Del Grande, il documentarista lucchese fermato senza motivo nella provincia di Hatay. Le autorità italiane hanno rassicurato sulle sue condizioni ma serve una rapida soluzione della vicenda ed il rimpatrio". "Sono passati otto giorni e non abbiamo ancora sentito la voce di Gabriele del Grande. Le istituzioni rassicurano che sta bene", è quanto scrive il deputato Pd Federico Gelli. "Familiari e amici sono preoccupati - ha aggiunto -. Le autorità turche accelerino il rilascio del nostro giovane giornalista. Non ha commesso alcun reato e deve tornare subito libero".
Per giovedì (20 aprile) alle 18 a Palazzo Marino, a Milano, è organizzata una mobilitazione pubblica per chiedere la liberazione del giornalista lucchese.

Ultima modifica ilMercoledì, 19 Aprile 2017 09:35

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