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Manifestazioni al Foro Boario, Fdi: "Il sindaco non lo conceda a chi predica violenza"

fdiNo al Foro Boario per il 25 aprile ai movimenti antagonisti. A chiedere la servoca dell'autorizzazione all'utilizzo della struttura ai promotori della manifestazione Aldo dice 26X1 è il Circolo di Lucca di Fratelli d'Italia. "Sono gli stessi - dicono dal partito della Meloni - che si sono resi protagonisti della manifestazione contro il G7 e sono legati ad una pubblicazione dal titolo inequivocabile Il Tafferuglio e portano avanti una cultura di violenza ed illegalità”.

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Visite gratuite a Palazzo Ducale dopo i restauri per il G7

palduc2Sarà un 25 aprile particolare per Palazzo Ducale: il grande complesso architettonico, infatti, ospiterà dalle 10,30 le celebrazioni della Festa della Liberazione, che inizieranno, come di consueto, nel Cortile degli Svizzeri. Ma non è finita qui: dopo la cerimonia, gli intervenuti potranno accedere, con l’ausilio di una guida, al piano nobile del Palazzo fino alle 13,30. Nel pomeriggio il Palazzo Ducale sarà poi di nuovo aperto alla cittadinanza, dalle 15 alle 17,30, per ulteriori visite guidate gratuite che dureranno, indicativamente, 45 minuti, e saranno effettuate ogni 15 minuti, per gruppi di massimo 20 persone, con un punto di incontro sotto i loggiati di Cortile degli Svizzeri ed accesso al piano nobile di Palazzo Ducale dalla Scala Regia della Prefettura.

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Lucca contro il G7: "Libertà per Gabriele e per tutti i detenuti politici in Turchia"

delgrandedueAnche Lucca contro il G7 esprime la sua solidarietà a Gabriele Del Grande e ne chiede la liberazione. "Il 10 aprile, nel Sud-Est della Turchia, Gabriele Del Grande, giornalista e blogger lucchese - ricorda Lucca antagonista in una nota -, viene arrestato al confine con la Siria. Si era recato lì per documentare la condizione dei profughi in fuga dall'inferno siriano, come già aveva fatto altre volte nella sua attività di giornalista attento alle migrazioni verso la Fortezza Europa, alla scia di morte e sofferenza che si accompagna al tentativo dei migranti di salvarsi da guerre, fame, povertà e sfruttamento. Un impegno che, in occasione della realizzazione del film-documentario Io sto con la sposa (che racconta il viaggio attraverso le frontiere europee di alcuni migranti al seguito di un corteo nuziale), non si è fermato neppure di fronte al rischio di incorrere nell’assurdo reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla minaccia di 15 anni di carcere".

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