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A Ferruccio De Bortoli il premio Arrigo Benedetti

debortoliUn premio all'insegna dell'autonomia e dell'indipendenza di giudizio, proprio come il giornalista a cui è dedicato. Che non si lascia condizionare dalla cronaca ma che valiuta l'attività complessiva di un professionista per poi premiarne i meriti.
Quest'anno il premio giornalistico Arrigo Benedetti - Città di Barga va all'ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, agli onori delle cronache per il libro Poteri forti (o quasi) e alla giornalista di Repubblica Federica Angeli. L’iniziativa di prestigio e alto valore culturale, organizzata dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Barga, in collaborazione con il Centro Europeo di Studi Arrigo Benedetti, la famiglia Benedetti, e il sostegno di Toscana Energia, vedrà la premiazione sul palco del teatro dei Differenti di Barga, mercoledì (31 maggio) alle 11.

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Del Grande: “In prigionia ho raccolto altre storie”

  • Pubblicato in Cronaca

delgrandedue"Per quanto portatore sano di una storia insana, il mio posto è altrove. Il mio posto è in viaggio". Sono parole di Gabriele Del Grande, il blogger e documentarista lucchese che era stato fermato dalle autorità della Turchia mentre si trovava al confine con la Siria domenica (9 aprile) scorso, per raccogliere materiale per il suo prossimo libro. Del Grande partirà con la moglie Alexandra D'Onofrio per la Grecia, su un volo che lunedì lo porterà verso nuove sfide. Lo dice lui stesso con un post su Facebook nel quale ringrazia tutti della solidarietà ricevuto.

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Del Grande è tornato: "Detenzione illegale"

  • Pubblicato in Cronaca

delgrandealfanoE' atterrato intorno alle 10,30 all'aeroporto di Bologna Gabriele Del Grande, il giornalista italiano detenuto in Turchia, al confine con la Siria, per circa venti giorno e liberato stanotte (Leggi). Una folla di giornalisti, amici e familiari lo hanno atteso allo scalo bolognese dove era anche il ministro degli esteri Angelino Alfano: "Sto bene - sono state le sue prime parole - Per me la parte più difficile è stata la privazione della libertà. Sono stato vittima di una violenza istituzionale e di una detenzione che considero illegale e mi muoverò in questo senso con i legali per denunciare la cosa. Ringrazio la società civile, la mia famiglia, la stampa, chi si è mosso anche fra le istituzioni turche. Oggi fortunatamente sono libero e sono tornato a casa ma mando un pensiero caro a tutti i detenuti e ai giornalisti che sono in condizioni anche peggiori della mia in Turchia e in altri paesi del mondo. Tengo comunque a precisare che non mi è stato torto un capello e non mi è stato fatto nessun tipo di violenza da quelli che erano agenti in borghese, non son riuscito a capire se poliziotti o militari. Della liberazione sono venuto a sapere, comunque, soltanto stanotte".

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