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Morti nel fiume, trovato il corpo del disperso

  • Pubblicato in Cronaca

IMG 1715E' stato trovato anche il corpo del disperso del fiume Serchio che si trovava a bordo della Passat finita in acqua ieri dopo aver abbattuto il parapetto del ponte di Ripafratta (Articolo e foto). Il cadavere è stato individuato dall'elicottero dei vigili del fuoco di Arezzo che stava sorvolando il corso del fiume alla ricerca del terzo occupante dell'auto. Gli altri due erano stati recuperati privi di vita ieri dai sommozzatori dei vigili del fuoco, intervenuti di primo mattino a Ripafratta, dopo la segnalazione della polizia municipale. I tre stavano rientrando a casa (due dei tre vivevano a poche decine di metri dal luogo della tragedia) quando per cause in corso di accertamento chi guidava ha perso il controllo del mezzo andandosi a schiantare contro il parapetto del ponte che ha ceduto, facendo precipitare l'auto nel fiume.

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A S. Alessio un incontro alla riscoperta del fiume Serchio

fiume buono 9 3 17Giovedì (9 marzo) alle 21 alla canonica annessa alla Chiesa di S.Alessio, nell'ambito degli incontri culturali organizzati per il primo semestre del 2017 dall'associazione culturale e ricreativa La Bubbara, in collaborazione con l'associazione Paesi e Quartieri Lucca, il professor Paolo Fantozzi organizza l'incontro su Il fiume serchio, le storie, le tradizioni e le leggende: si parlerà della storia e delle tradizioni del fiume strettamente connesse con la cultura della terra.

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A Palazzo Pretorio il libro di Oriano Landucci "La gran botta del 1430"

  • Pubblicato in Libri

lagranbottaDomani (3 febbraio) si presenta il romanzo storico di Oriano Landucci dal titolo La gran botta del 1430 sul fiume Serchio tra lucchesi e fiorentini. I protagonisti portano il nome Andrea di Landuccio, Giovan Domenico Puccinello detto Pulce, Caterina di Mindo, Nestore di Nuccio, ma fra i tantissimi personaggi di questo corposo romanzo storico scritto da Oriano Landucci, La gran botta del 1430 sul fiume Serchio tra Lucchesi e fiorentini, (Pacini Fazzi, collana Storica) occhieggiano nomi certo più noti alla grande storia come Alfonso d'Aragona, principe di Castiglia, il  capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, il nobile fiorentino Cosimo De' Medici, Nicolao degli Onesti, Vicario di Montecarlo, il duca di Milano Filippo Maria Visconti, così come anche gente del popolo sconosciuta ai più e addirittura animali come Rinaldo, il cavallo frisone di Ser Teodoro Neri o Chiarina, la capra di Landuccio. Tutti insieme a comporre un grande affresco che rievoca con vivace verosimiglianza l'ambiente del contado lucchese dei primi decenni del Quattrocento quando precisamente nel 1430, sul fiume Serchio scoppiò la “gran botta” la strepitosa vittoria di Lucca su Firenze che per tanti secoli ha lasciato traccia nella memoria collettiva dei lucchesi che l'hanno celebrata annualmente fino all'avvento di Napoleone.

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