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Mungai: “Responsabili stupro non sono profughi”

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FrancoMungaiSedicenne stuprata a Massarosa, interviene il sindaco Franco Mungai: “In merito all’episodio di stupro di una sedicenne di Viareggio - dice il primo cittadino - avvenuto in un’abitazione in pieno centro a Massarosa prima di rilasciare dichiarazioni, ho voluto acquisire, tramite gli organismi competenti, tutte le informazioni che mi è stato possibile avere sull’accaduto, in modo da poter esprimere compiutamente le mie considerazioni. Primariamente intendo esprimere la massima solidarietà nei confronti della minore, vittima di questa vile e disumana violenza, nonché della sua famiglia, rendendomi sin da ora disponibile a dare loro supporto e sostegno con tutti i mezzi che un’amministrazione comunale ha".

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Rapine in spiaggia: nei guai minorenne lucchese

  • Pubblicato in Cronaca

polizianottelRapinavano le coppiette in spiaggia, brandendo un collo di bottiglia spezzato. E con la minaccia della violenza portavano via soldi e oggetti in oro. Ma sono stati bloccati dagli agenti delle volanti del commissariato di Viareggio proprio mentre stavano per portare a termine un altro colpo. In manette per rapina aggravata in concorso è finito il 19enne Pietro Falese, residente a Pescia mentre il suo complice, un 16enne lucchese, è stato denunciato.
Tutto è partito dalle segnalazioni di due coppiette che, mentre si trovavano sulla spiaggia lungo la passeggiata di Viareggio, erano state minacciate da due giovani italiani che con un coccio di bottiglia intimavano di consegnare tutti gli averi “per non avere problemi”. In particolare, uno impugnava il coccio della bottiglia rotta e l’altro si posizionava dietro le giovani vittime per impedire la fuga verso Piazza Mazzini.

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Talenti: "Lucca sia vigile verso nuove forme di fascismo"

talentiRiceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento del giornalista e scrittore Sergio Talenti sui recenti fatti di politica e cronaca che hanno interessato il centro cittadino.
Prima le mani alzate nel saluto fascista dei giovani di Casa Pound per festeggiare i quasi tremila voti al primo turno elettorale. Poi le mani abbassate di due adulti, mascalzoni e razzisti, su un ragazzino di 14 anni, italiano di pelle scura. Per picchiarlo sulla parola d'ordine: "Marocchino di merda". Ma le mani in realtà sono le stesse. Quelle mani alzate e abbassate secondo le circostanze raccontano una triste storia italiana lunga un secolo: dai primi omicidi politici di italiani inseguiti addirittura in altri paesi pur di farli scomparire – penso ma non solo ai fratelli Rosselli – alla guerra che portò via qualche milione di persone. Roba passata? No, roba presente. In modo diverso al momento. Amelia Rosselli, l'ultima della nidiata fuggita a Parigi, si uccise una ventina d'anni fa. Non aveva metabolizzato a sufficienza il massacro dei fratelli. Me ne accorsi personalmente dopo aver partecipato a Roma insieme a lei ad una lettura di poesie. Il suo sconvolgimento emotivo era fin troppo evidente.

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