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Confische agli ebrei durante la guerra, conferenza a Imt

esposizione IMTIl dramma delle comunità ebraiche insediate nella regione dell'Alpe Adria durante la seconda guerra mondiale narrato attraverso la ricostruzione delle requisizioni di cui furono vittime in quegli anni. Questo il tema affrontato dal team internazionale di studiosi provenienti da università e istituzioni culturali di Croazia, Germania, Italia, Slovenia e Austria che si è riunito in questi giorni alla scuola Imt per il seminario internazionale Transfer of cultural objects in the Alpe Adria Region in the 20th Century (TransCultAA). Il workshop, in corso fino al pomeriggio di oggi (19 settembre), si è focalizzato in particolare sull’appropriazione dei beni culturali di proprietà ebraica durante la seconda guerra mondiale nel territorio che comprende Slovenia, Carinzia, Stiria, Friuli Venezia Giulia e Croazia. Un capitale simbolico, oltre che materiale, fatto di quadri, opere d’arte, collezioni di libri, ma anche di oggetti di uso comune di cui è importante ricostruire le vicende per comprendere la storia e i cambiamenti più profondi della società europea.


Il progetto che vede la partecipazione di Imt con il professor Emanuele Pellegrini, coordinatore del programma di dottorato in beni culturali della scuola, e con Daria Brasca, nel ruolo di post doc, intende analizzare la complessità del fenomeno dell’appropriazione e della gestione del patrimonio appartenuto agli ebrei a livello transnazionale e confrontare le diverse pratiche amministrative, cercando anche di documentare gli oggetti presenti o in transito nei vari territori coinvolti. L’evento fa parte del progetto europeo Hera - Humanities in the european research area (Le scienze umanistiche nell’area europea della ricerca, ndr), un partenariato tra 24 consigli di ricerca di tutta Europa, nato per garantire alle scienze umanistiche uno spazio e un’attenzione specifici nei programmi quadro della Commissione europea. Parte essenziale del workshop è la mostra allestita nel chiostro di San Francesco. Si tratta di dodici manifesti realizzati dal gruppo di studiosi afferente al progetto HERA per presentare il destino di beni ebraici durante la Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione è gratuita e resta aperta al pubblico fino al 28 settembre.

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