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Al Pertini l'incontro con il medico dei migranti Pietro Bartolo

pietrobartoloIl coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani promuove, domani (18 febbrraio), nei locali dell’Isi Pertini di Lucca, un incontro di approfondimento culturale, organizzato dall’area di potenziamento socio-economico e dalla professoressa Daniela Provenzano, dietro interessamento della dirigente scolastica Daniela Venturi, con gli autori del libro Lacrime di sale, Pietro Bartolo, medico dei migranti a Lampedusa, e Lidia Tilotta, giornalista Rai, da cui è stato tratto il docufilm Fuocoammare, recentemente insignito del prestigioso premio Orso d’oro al Festival cinematografico di Berlino e candidato all’Oscar come miglior film documentario. L’evento è organizzato in occasione della giornata mondiale della giustizia sociale (20 febbraio), istituita nel 2007, durante la 62esima sessione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, intende sottolineare l’importanza dell’equità nel mondo, ovvero pari condizioni tra i ceti sociali e i popoli di accedere all’istruzione, ai servizi e al soddisfacimento dei bisogni primari per l’uomo: abitazioni e alimentazione dignitose.

Sarà presente una rappresentanza di studenti appartenenti al liceo classico Machiavelli e all’Istituto professionale Giorgi di Lucca; l’evento sarà, inoltre, trasmesso attraverso una diretta streaming, alla quale interverranno anche i dirigenti scolastici, Antonella Romeo del liceo scientifico Filolao di Crotone, e Francesco Di Tursi, dirigente dell'Iis Giustino Fortunato di Pisticci.
Il percorso didattico si coniuga con le indicazioni del PNSD e tende a incentivare la partecipazione, il confronto e il dialogo diretto tra studenti appartenenti a realtà territoriali non omogenee. “Si sta assistendo – spiega Romano Pesavento, presidente del coordinamento nazionale - ad una sorta di arroccamento nei propri privilegi da parte di molti paesi, allo scopo di respingere frotte di esseri umani, colpevoli unicamente di essere nati dalla parte “sbagliata” del pianeta. Permettere a bambini, donne e uomini di sottrarsi alla morte e sperare in un futuro migliore dovrebbe, invece, costituire un valore universale. L’accoglienza non dovrebbe rappresentare un business affaristico o un’imposizione mal tollerata dai cittadini. Dovrebbe, invece, consistere in una risposta immediata di aiuto disinteressato nei confronti di soggetti autenticamente bisognosi. Ciascun individuo ha diritto a veder riconosciuti i principi fondamentali della Dichiarazione Universale dell’Uomo, ovunque sia”.

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