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Cinque anni 'in diretta' ma senza perdere la rotta

luccaaltoQuando si inizia a invecchiare, per mitigare l’effetto, non si dice più l’età o si tenta di nasconderla. Non è così nel caso di Lucca in Diretta che questa notte, proprio mentre si svolgeva la Luminara di Santa Croce, ha compiuto il suo primo lustro. Cinque anni, che sembrano pochi ma che, per chi ci lavora dall’inizio ma anche per chi è salito in corsa (e che corsa), sembrano un’eternità. A volte, anche nella percezione dei lettori, infatti, sembra di avvertire che Lucca in Diretta, quotidiano on line nato da esperienze diverse nel mondo dell’editoria tradizionale e della televisione locale, esista da sempre.


E invece sono solo, o già, cinque anni. In cui abbiamo raccontato la cronaca, la politica, gli eventi culturali grandi e piccoli, le polemiche, le contraddizioni, gli scontri, i vizi e le virtù di una città e di una intera provincia. E non ci siamo accontentati di questo. Perché da due anni, e con la stessa soddisfazione, è nato Il Cuoio in Diretta, che racconta il quotidiano del comprensorio del Cuoio, in provincia di Pisa. E da poco più di due mesi esiste un altro gemello, piccolo ma pieno di prospettive, che ha deciso di dedicare un focus a tutto quanto accade nella Valle del Serchio. Tutto questo a dimostrare che cinque anni non sono passati crogiolandosi su quanto già raggiunto e che il futuro riserva tante ed altre sfide e sorprese per i nostri lettori fedeli e per tutti quelli che, ancora, verranno.
Come lo facciamo? Come lo abbiamo fatto? Con poche ma rigide linee guida a cui non intendiamo rinunciare. La prima delle quali è quella del dubbio. Chi legge Lucca in Diretta avrà la possibilità di esercitare il proprio pensiero critico. Non riceverà, da chi scrive, una semplificazione dei fatti, né vi ritroverà pensieri fissi e ossessivi, che solo perché trasformati in mantra non diventano una interpretazione più adeguata della realtà. Ciascuno, comparando, confrontando, leggendo, approfondendo le notizie, scorrendo le pagine e le sezioni, sceglierà e deciderà la propria posizione su questo o quell’altro argomento. Senza artifici, senza forzature, senza ricevere, mai, certezze assolute né verità. E senza che nessuno di coloro che scrivono e lavorano per Lucca in Diretta si permetta di fornire come oro colato la verità del ‘sentito dire’.
L’arte del dubbio che nasce, dunque, dal fornire elementi di conoscenza, senza i quali nessun dibattito nascerebbe, nessuna opinione si potrebbe formare, nessun confronto potrebbe decollare. Anche chi critica, anche aspramente, non lo potrebbe fare senza partire da una notizia e da una informazione. E senza queste, che hanno una loro genesi, una loro verifica e una loro analisi prima della pubblicazione, sarebbe il regno del chiacchiericcio, spesso disinformato e inutile, di cui si nutrono, fra l’altro, i social network.
Questo non significa, ovviamente, che in cinque anni non abbiamo mai sbagliato o che in futuro non sbaglieremo. Prendendocene, però, le responsabilità, mettendoci la faccia, in pubblico e in privato, essendo riconoscibili, raggiungibili e criticabili, peraltro in tempo reale, come il nome delle testate ci impone.
Sarà forse questo, ma anche qui l’interpretazione è aperta, che i contatti dei nostri quotidiani on line sono in perenne crescita. Quanto a Lucca in Diretta l’ultimo anno, il quinto, ha visto (dal 13 settembre 2016 al 13 settembre 2017) un totale di 2.104.561 utenti unici (da Ip diversi), che diventano oltre 7,8 milioni di sessioni e quasi 13,3 milioni di visualizzazioni di pagina. Visualizzazioni che portano i nostri lettori, peraltro, a visitare in media il quotidiano on line per circa un minuto e mezzo, e quindi non a limitarsi a leggere il titolo o ad attrarre i clic automatici di qualche robot.
E non basta. Proprio in nottata il numero di like sulla pagina Facebook è arrivato al considerevole numero di 33mila, senza averne ‘acquistato’ neanche uno con campagne a pagamento. Con interazioni settimanali (ovvero persone che, rispetto ai post, compiono un’azione, che sia un commento, un like o una condivisione) che superano i 13500.
Numeri, freddi ma non troppo, che non hanno uno scopo né autoreferenziale né celebrativo. Ma che aumentano, nella nostra convinzione, la responsabilità nel continuare a fare questo tipo di informazione. Che non è quella delle verità rivelate, delle risposte scontate, dei pensieri fissi e a un tanto al chilo. Ma quella del dubbio. Un dubbio che, per ora, dura da cinque anni.
Buon proseguimento di lettura.

Enrico Pace

Ultima modifica ilVenerdì, 15 Settembre 2017 13:44

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