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Workshop Fai sul Nottolini: si superi la frattura dell'A11

NottoliniLa buona notizia è che l'acquedotto del Nottolini non ha bisogno di interventi strutturali, ma soltanto di lavori di riparazione e consolidamento degli archi in prossimità dell'interruzione operata all'intersezione dell'A11. È quanto è emerso durante i lavori del workshop organizzato dal Fai di concerto con il Comune di Lucca che si è svolto ieri (20 aprile) nella sala intitolata a Vincenzo Da Massa Carrara del complesso di San Micheletto. Non solo: l'acquedotto neoclassico è in grado di reggere ai terremoti che potrebbero interessare la nostra zona.

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A Lucca convegno verso l'osservatorio locale del paesaggio

foto80L'obiettivo è quello di creare un luogo di dibattito fra sensibilità diverse ma con un oggetto comune: la tutela del paesaggio. E' per questo che l'ordine degli architetti della Provincia di Lucca, su idea di Ilaria Tabarrani, con mesi di lavoro ha messo intorno a un tavolo, in vista della firma di un protocollo di intesa per la costituzione dell'Osservatorio locale del paesaggio lucchese, dodici realtà, ordinistiche e associative del territorio. Architetti, biologi, agronomi, geologi, Fai, Italia Nostra, Legambiente, PerlAmbiente, Slow Food, Associazione At&Na - Territorio e Natura, Associazione delle ville e dei palazzi lucchesi e Centro Culturale del Compitese si ritroveranno venerdì (20 marzo) per un convegno e una tavola rotonda per mettere le prime basi per la nuova realtà. Che così presenta Elvio Lucchesi, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Lucca nella sede di piazza San Giovanni: “Di solito la questione del paesaggio - dice - si vede solo in termini emergenziali, ma senza una reale consapevolezza condivisa con il mondo dell'associazionismo, che troppo spesso percorre binari paralleli anche se per perseguire lo stesso fine di tutela. Quello che cercheremo di fare con la costituzione dell'osservatorio è creare una cultura condivisa del paesaggio, per evitare scelte fatte per inconsapevolezza o per ignoranza che poi determinano cambiamenti irreversibili sul nostro territorio”. “Il cambiamento d'altronde - spiega Cecchini. non si determina con i regolamenti ma intervenendo sulla qualità del dibattito e sulla cultura. Spesso c'è molta paura che le leggi possano imbrigliare lo sviluppo economico e invece tutto può essere fatto o non essere fatto, dipende solo dal come”. “Lo scopo dunque - spiegano Cecchini e Tabarrani - è quello di istituire un tavolo di confronto fra chi è propenso alla tutela del paesaggio e gli ordini professionali che sono interessati a una trasformazione di qualità. Un obiettivo non certo semplice, perché il territorio non ha esperienze di questo tipo come il Piemonte o il Veneto ma che potrebbe aprire anche un canale di dialogo con gli enti locali e le amministrazioni e non solo nel senso della salvaguardia, ma anche dello sviluppo”.

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