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Cisadep: "Stop a tagli servizi sanità in montagna"

cisadepIl Coordinamento italiano sanità aree disagiate e periferiche (Cisadep) dopo innumerevoli e continui contatti con i diversi dicasteri che si occupano di sanità, ha ricevuto risposta da parte del Ministero della salute, a sua volta sollecitato dalla Presidenza della Repubblica, che di fatto ha manifestato “la disponibilità degli uffici tecnici ad esaminare le proposte, anche nel corso di un apposito incontro”.

Il coordinamento ribadisce, quindi, alcuni punti del proprio pensiero: "Il coordinamento - spiega - rappresenta le diverse aree interne nazionali, infatti siamo presenti in quasi tutte le regioni. Rappresentiamo aree interne periferiche che quotidianamente vivono problemi di collegamenti viari, di fatto aggravati dalle condizioni metereologiche in alcuni periodi dell’anno e da una rete viaria spesso interessata da movimenti franosi e scarsa manutenzione; territori ad alto rischio sismico, con un patrimonio artistico, culturale, enogastronomico e di biodiversità immenso rappresentiamo la tradizione e quanto di bello la nostra Italia offre. Rappresentiamo territori dove i tagli ai servizi, in nome dell’esigua popolazione, e l’impossibilità di accedervi da parte dell’utenza, a causa delle distanze e la mancanza di collegamenti, ha portato alla rinuncia alle cure delle fasce più deboli della popolazione, in particolare i nostri anziani. Rappresentiamo la presa di coscienza di cittadini comuni di fronte a problemi sempre più grandi. Non facciamo politica, denunciamo i problemi che viviamo, siamo il prodotto e la presa di coscienza di oltre 20 anni di completo abbandono da parte della politica. Tutto ciò per ribadire che abbiamo scelto di vivere queste terre, non di morire abbandonati da tutto e tutti. Educhiamo i nostri figli a vivere la vita a testa alta, vogliamo per loro un futuro fatto di servizi sanitari sicuri con le stesse possibilità di cura e sicurezza che hanno i loro coetanei nelle città".
"Chiediamo - spiega il coordinamento con le parole della presidente Emanuela Cioni - attenzione per i nostri problemi, non ci bastano disegni di legge presentati e lasciati in un cassetto. Non bastano i richiami della conferenza Stato Regione in merito all’organizzazione dell’assistenza pediatrica nelle aree disagiate e interne. Non accettiamo la chiusura dei punti nascita in nome di una sicurezza tanto decantata ma assente nella pratica. Quale sicurezza diamo ad una partoriente affidata nel momento del travaglio ad un’ambulanza del 118 in condizioni climatiche avverse e collegamenti difficoltosi? Desideriamo lavorare e collaborare con le istituzioni unicamente per garantire pienamente a tutti noi che abitiamo in queste aree disagiate e periferiche il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, mediante la progettazione, il mantenimento, l’attivazione, l’organizzazione di veri, efficienti, efficaci, adeguati e sicuri servizi sanitari di emergenza/urgenza ospedalieri, territoriali e rispondenti alle situazioni concrete dei nostri territori che consentano a tutti di poter continuare a condurre dignitosamente, prevenendo i disagi, la loro esistenza in queste aree. E’ su queste basi che, con proposte concrete e lineari, chiediamo con urgenza e in maniera pressante il confronto con il ministero della salute e poi con la conferenza Stato Regioni, onde arrivare ad un miglioramento effettivo, efficace e funzionale, del decreto numero 70 del 2015 e di tutta la legislazione relativa, che non ha affrontato compiutamente i problemi delle aree periferiche e disagiate, lasciando molte questioni irrisolte e molti aspetti incompiuti, lacunosi, soggetti alla libera interpretazione dei singoli e spesso senza indicazioni nell’organizzazione dei servizi sanitari nelle nostre aree particolari, che non possono essere ricondotte e considerate identiche a quelle urbane, come il decreto fa, cosa che sta portando all’abbandono sanitario delle nostre popolazioni e favorisce la desertificazione del territorio, per cui non c’è più tempo da perdere. Vogliamo non solo essere ascoltati da chi pratica la politica per professione, vogliamo attenzione concreta alle nostre problematiche, niente e nessuno può farci desistere, ne va del futuro e la sicurezza dei nostri figli, dei nostri padri, di noi stessi. Siamo qui per costruire fatti concreti".

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