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Unione Comuni Mediavalle, i sindaci: "Pretestuose le polemiche delle opposizioni"

andrea bonfanti parlamento europeoPolemica nell'Unione dei Comuni della Mediavalle del Serchio, intervengono i sindaci di centrosinistra, che definiscono "fuori luogo e pretestuose le accuse mosse ai sindaci della Media Valle del Serchio dai gruppi consiliari di opposizione dei due Comuni di Coreglia Antelminelli e Borgo a Mozzano". "Accuse - spiegano - che denotano una scarsa conoscenza del funzionamento dell’ente e soprattutto un tentativo di trasformare in bega politica quella che è una legittima scelta totalmente a vantaggio dell’ente, effettuata da tutti i consiglieri seduti nei banchi del Consiglio dell’Unione nella seduta del 30 dicembre scorso, con il solo voto contrario del consigliere Frati di Coreglia ma con il voto favorevole non solo di tutte le maggioranze comunali ma anche delle minoranze dei Comuni di Bagni di Lucca, Barga e Pescaglia".

“E’ necessario dare continuità amministrativa all’ente in un momento di profonda trasformazione dell’assetto istituzionale che coinvolge soprattutto le Unioni dei Comuni nel rapporto con la Regione Toscana – ha affermato il sindaco di Barga, Marco Bonini - Cambiare adesso vorrebbe dire paralizzare l’Unione dei Comuni della Media Valle per almeno sei mesi, sei mesi fondamentali per la sopravvivenza dell’Ente. Ed è assolutamente fuori luogo che vengano portate nel Consiglio dell’Unione, dove tutti dovrebbero venire per rappresentare i propri Comuni, le beghe da bottega legate alle diverse appartenenze politiche. Che le polemiche tra maggioranze e minoranze comunali rimangano nei consigli Comunali, qui si viene per lavorare insieme, senza alcuna distinzione politica, per il territorio”.
“Avevamo stabilito la durata del mandato nella prima versione dello statuto elaborata all’indomani della riforma delle Unioni dei Comuni e dell’ingresso di Pescaglia e Bagni di Lucca all’interno dell’Unione – ha aggiunto il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti - Noi avevamo scelto due anni, con già l’idea di rivedere la durata del mandato qualora si fosse rivelata insufficiente per dare stabilità all’ente; io ero stato tra quelli che auspicava un mandato più corto, salvo poi ricredermi con il passare del tempo, potendo verificare personalmente quanto sia necessario dare stabilità e continuità all’Ente. Trovo poi singolare e pretestuoso che si dica che la scelta di modificare la durata del mandato del presidente sia legata a non si sa bene quale strategia del Partito Democratico, visto che il sottoscritto non appartiene certamene a quell’area politica”.
“Il problema non è se il presidente si chiama Bonfanti o con un altro nome – ha dichiarato il presidente in carica e sindaco di Pescaglia, Andrea Bonfanti – il problema è dare continuità all’azione amministrativa di un ente strategico per i nostri Comuni, non solo adesso ma anche per il futuro. Due anni sono un periodo che si è rivelato insufficiente per il compimento dei progetti avviati. La giunta dei sindaci, con cui ho condiviso tutte le decisioni prese in questo biennio, ha deciso all’unanimità di modificare la durata in tre anni. Figurarsi che altre Unioni, ad esempio la Garfagnana, ha stabilito la durata del mandato in addirittura 5 anni”.

 

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