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Venezuela, Del Bianco (Unaie): "Preoccupati per i nostri connazionali"

Del Bianco Foto“Le notizie che giungono dai nostri conterranei in Venezuela sono estremamente allarmanti e confermano le crescenti preoccupazioni per gli sviluppi della crisi in atto, che rischia di sfuggire di mano”.
Ilaria del Bianco, presidente della Lucchesi nel Mondo ha raccolto i sentimenti dei nostri connazionali in Venezuela di cui, in veste di presidente dell’Unaie (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati), con circoli, famiglie e sodalizi in ogni parte del mondo in cui vivono comunità italiane emigrate, si è fatta portavoce al Governo italiano e alla rete diplomatica invocando massima allerta e capacità d’intervento. “Riconosciamo al Governo di essere attento e vicino alla grande comunità italiana in Venezuela, come testimoniano lo stanziamento di 1 milione di euro per far fronte alla crisi alimentare e umanitaria – sostiene la presidente nel comunicato stampa dell’Unaie – ma occorre fare di più sul piano politico per fermare la spirale crescente di tensioni alimentate dall’atteggiamento del Governo e dagli scontri tra opposte fazioni. I mezzi d’informazione hanno gli occhi puntati soprattutto su quanto accade a Caracas, ma dalle nostre associazioni in Venezuela ci giunge notizia delle violenze e delle manifestazioni che dilagano in altre regioni del Paese”.

L’intervento del ministro degli esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano di pochi giorni fa al Senato, non è stato certamente rassicurante: “Il ministro ha rimarcato le violazioni dei diritti umani e i rischi che corre il Venezuela, che potrebbero sfociare in una tragica guerra civile, così come l’impoverimento che colpisce la popolazione”. L’Unaie, così come la Lucchesi nel Mondo, ha sottolineato la presidente – ha un “forte radicamento regionale e abbiamo assistito con sconcerto ai tentativi operati da alcune Regioni di portare aiuti umanitari e sanitari ai nostri connazionali, non andati a buon fine a causa delle restrizioni decise dal Governo venezuelano”.
Da qui la richiesta di un forte impegno diplomati per fermare gli scontri, un passo fondamentale per difendere e rilanciare le prospettive di democrazia in Venezuela.

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