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M5S Camaiore: "Il peracetico non funziona, vogliamo soluzioni"

IMG 1148Francesco Ceragioli, consigliere del M5S al Comune di Camaiore, attacca sulla qualità delle acque di balneazione. "Mentre l’estate è nel suo pieno svolgimento, il sindaco Del Dotto pensa - si legge - a come distrarre la gente dai seri problemi che gravano sul nostro comune, come la balneazione nel tratto di costa di competenza. Ciò che doveva garantire una serena e tranquilla estate nelle nostre acque marine territoriali è miseramente naufragato. La sperimentazione del peracetico per disinfettare le acque di balneazione è fallita, ma questo lo si nasconde ai bagnanti e ai gestori degli stabilimenti balneari, mentre i rischi per la salute umana e per l’ambiente sono elevati. Nel frattempo però la farsa dell’amministrazione camaiorese continua con grave danno anche per l’immagine di un comune che un tempo deteneva meritatamente la bandiera azzurra".

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Lago di Massaciuccoli, M5s: "Dove sono finiti i 21 milioni per il tubone?"

GGiannarelliIl Movimento 5 Stelle chiede conto alla giunta regionale dei ritardi relativi agli interventi di tutela del lago di Massaciuccoli.
“Il lago di Massaciuccoli - segnala Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S, vicepresidente della commissione ambiente e territorio e firmatario dell’interrogazione sul tema - è lo specchio lacustre più grande della Toscana. Dal 2003 è zona di criticità ambientale e vulnerabile ai nitrati per tre noti problemi: gli scarichi fognari non depurati che finiscono nel lago - prima causa di inquinamento secondo lo studio del S.Anna - i pesticidi usati nelle campegne vicine che vi confluiscono, il grave deficit idrico di circa 32 milioni di metri cubi d’acqua dal quale deriva la destabilizzante immissione di quella marina con annesso problema di salinizzazione. Su alcune questioni - continua - le istituzioni sono intervenute, su altre latitano. In particolare abbiamo appreso dalla risposta ad un’interrogazione Ue che per la protezione del lago di Massaciuccoli non sono stati erogati finanziamenti nell’ambito del fondo di sviluppo regionale europeo dal 2000 al 2013”.

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Compensi Imt: Inesattezze e falsità su professor Casini

casini1Inesattezze e falsità nelle affermazioni della ex consigliera comunale e attività del Movimento Cinque Stelle, Laura Giorgi, sui compensi ai professori di Imt Casini e Catoni. Così si legge nella richiesta di rettifica arrivata dallo studio legale Gattegna di Roma, che pubblichiamo integralmente ai sensi della legge sulla stampa.
L’articolo dal titolo Imt, Giorgi (M5SS) all’attacco sui compensi dei professori Casini e Catoni, pubblicato in data 16 luglio 2016 contiene diverse inesattezze e notizie non vere riguardanti il professor Casini, ordinario di diritto amministrativo alla scuola Imt Alti Studi dal 14 dicembre 2015.
In via preliminare si evidenzia che l’interrogazione dell’onorevole vacca, ha trovato risposta da parte del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Tutto è pubblicato on line nei resoconti parlamentari.
Quanto all’articolo si rappresenta che il professor Casini non presiede la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, né ha alcun rapporto con tale ente, come invece è indicato nell’articolo; il professor Casini è in regime di tempo definito alla scuola Imt Alti Studi di Lucca e percepisce uno stipendio di circa 2050 euro netti al mese, il che equivale a circa 26600 euro netti l’anno e a circa 47400 euro netti lori annui, comprensivi della tredicesima mensilità. Di conseguenza il compenso annuo indicato dall’articolo, di 80mila euro, è falso; anche se ha optato per il regime a tempo definito il professor Casini adempio comunque allo stesso carico didattico per i docenti a tempo pieno; il professor Casini svolge l’incarico di consigliere giuridico del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo dall’aprile 2014, ossia da ben prima di essere chiamato come professore alla scuola Imt. Il compenso annuo per il suddetto incarico, che ha natura di consulenza a termine, è di 98miila euro lordi annui per l’anno 2017, mentre per l’anno 2016 e l’anno 2015 il compenso è stato di circa 80mila euro lordi annui; il professor Casini mai ha uindi percepito, dal ministero e da Imt, la cifra complessiva di 180mila euro l’anno indicata nell’articolo
In conclusione sfuggono le ragioni per le quali l’articolo, oltre ad aggredire situazioni fisiologiche nella docenza universitaria, come il fatto che le competenze di un professore possano essere messe al servizio anche delle istituzioni, abbia omesso di pubblicare i dati corretti, per di più facilmente reperibili on line.

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