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Il sindacato giornalisti scrive ai candidati sindaco: "Una volta eletti applicate la legge sugli uffici stampa"

urnaIn vista delle prossime elezioni amministrative, l’Associazione Stampa Toscana, sindacato unitario dei giornalisti, ha scritto a tutte le candidate ed i candidati sindaci, di ogni orientamento politico, per chiedere di impegnarsi a far sì che, una volta eletti, nei propri Comuni si possa attuare quanto prevede la legge 150/2000.
La legge 150/2000 istituisce e regolamenta, nella pubblica amministrazione, la figura dell’ufficio stampa, distinguendone profili, professionalità e funzioni in rapporto sia al portavoce politico che all’Ufficio relazioni con il pubblico, e regolamentando i rapporti con l’organo di vertice dell’amministrazione. Obiettivo: garantire trasparenza e informazione nei confronti della cittadinanza, ma anche visibilità e risalto all’azione dell’amministrazione.

Tale legge si inserisce nel percorso di innovazione legislativa che dalla legge 241 del 1990 (che rinnovò e rese visibile il procedimento amministrativo) fino al recente Foia italiano (decreto legislativo 97/2016), fa della trasparenza della pubblica amministrazione il cardine dello sviluppo delle istituzioni italiane in un’ottica europea e internazionale.
"Ciò nonostante - dicono il presidente Ast Sandro Bennucci e il presidente del Gruppo Uffici Stampa, Dario Rossi - la legge 150/2000 è ancora oggi disattesa in molti Comuni toscani. Dal censimento realizzato da Ast e Anci tra 2015 e 2016, risulta che solo la metà dei Comuni toscani ha un ufficio stampa, inquadrato spesso in modo fiduciario nello staff del sindaco; rapporto questo che, per sua natura, non garantisce quella libertà e indipendenza di azione auspicata dalla legge e richiesta dall’Ordine dei giornalisti. Ma la cosa più allarmante è che l’altra metà dei Comuni, che non ha ufficio stampa, svolge ugualmente attività di informazione assimilabile a quella giornalistica, demandando però tali funzioni al portavoce o alla segreteria, figure che per formazione ed inquadramento non possono garantire, nè sono autorizzate a fare, quanto previsto dalla legge 150/2000. In un’epoca caratterizzata dall’aumento esponenziale dell’informazione digitale che rende difficile per il cittadino distinguere tra informazioni ufficiali e non, dal calo di fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, la presenza nell’ente locale dell’ufficio stampa, oltre a rispondere ai dettami di legge, può fare la differenza nel riuscire a dare un’informazione corretta, e contribuisce a dare visibilità e trasparenza all’azione amministrativa, rafforzandone quindi anche l’autorevolezza":
"Consapevoli delle difficoltà che i Comuni hanno nella gestione ed assunzione del personale - scrivono i sindacalisti ai candidati - ti ricordiamo che esiste un “bando tipo” per l’istituzione dell’ufficio stampa, realizzato da Ast in collaborazione con Anci proprio per andare incontro a queste esigenze, e che per ammortizzare gli oneri connessi all’assunzione l’ufficio stampa può anche essere condiviso in forma associata tra due o più comuni (indipendentemente dal fatto che i suddetti Comuni abbiano o meno rapporti di collaborazione o gestione associata per altri tipi di servizio). Ti inviamo quindi la presente per chiederti un impegno concreto in questa direzione e per darti fin da ora, qualora tu venga eletto, la nostra gratuita collaborazione e disponibilità per studiare insieme le soluzioni possibili".

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