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Vaccini obbligatori a scuola, genitori lucchesi dicono no

consiglioregionaledueIl gruppo per la libertà di scelta vaccinale Lucca Versilia si rivolge, con una lettera, ai membri della commissione regionale sanità dove approderà la legge varata dalla giunta regionale e che rende obbligatori i vaccini per l'accesso alle scuole dell'obbligo. "Siamo un gruppo di genitori della provincia di Lucca che abbiamo deciso di non aderire al calendario vaccinale momentaneamente. Siamo spaventati come tanti altri genitori in Toscana, al solo pensiero che possa essere varata una legge che impedisca ai nostri figli di continuare il suo percorso educativo e formativo, in età cruciale per lo sviluppo delle capacità fisiche, cognitive e intellettuali come la stessa Maria Montessori sosteneva", scrivono i genitori.

"È proprio l’età da 0 a 6 anni, l’età dove i bambini impareranno, a camminare, a correre, a fare attività manuali, a leggere, scrivere, calcolare, pensare, socializzare, sviluppare le sue passioni, predisponendo il loro cervello ad affrontare la vita in modo libero e autonomo  - si legge nella nota -. Decidere di escludere una determinata fascia di bambini dalla vita sociale di una collettività non farebbe altro che creare un grave squilibrio sia al bambino che al futuro adulto della società che lo accoglierà ed ora lo esclude.  Vi immaginate dei bambini affacciati alla vetrata di un asilo che vorrebbero entrare per partecipare alle attività e si trovano una persona che nega loro l’accesso con un secco: no, tu non puoi entrare, non sei vaccinato? Si può immaginare l’effetto psicologico e la frustrazione che tutto ciò potrebbe avere? Sarà la Regione Toscana in grado di mettere a disposizione luoghi e percorsi scolastici alternativi solo per i non vaccinati, garantendo loro il diritto allo studio previsto dalla costituzione, oppure verranno lasciati al loro destino alimentando così l’analfabetismo, delinquenza e ignoranza che la mancanza di educazione provoca? La legge che la Regione Toscana si appresta a mettere in atto, ai nostri occhi si presenta come una decisione punitiva verso chi ha deciso tra tanti dubbi, paure e valutazioni, di non seguire il calendario vaccinale. proposto da Federfarma ed in seguito adottato dal Ministero della salute. Tale decisione ci lascia il sapore di un atteggiamento che risulta ostile e controproducente basato sul concetto 'adesso vi facciamo vedere noi' e la convinzione che riuscirà a cambiare poco o nulla per chi di paure ne ha già tante e che invece di rassicurazioni, si trova davanti muri e diktat. Senza entrare nel merito del raggiungimento dell’obbiettivo, bisogna dire che, a fronte di 40.000 contagi, 1.000 ricoveri e 4 morti, nel 2002 tale campagna informativa studiata ad hoc, ha aumentato la percentuale dei vaccinati a livello nazionale dal 77.6 % al 87.4 %. Stiamo parlando di un aumento a due cifre percentuali senza indurre alcun obbligo. Cosa succede a livello comunicativo e politico che vi induce a utilizzare tale forza con una portata mai vista prima? La forza si applica quando l’impotenza comunicativa prevale! Ciò non farà altro che aumentare la sfiducia nelle istituzioni che devono vigilare sul rispetto dei diritti umani compreso quello della libera scelta terapeutica. Non sono certo io a dover ricordare a qualcuno che il diritto di scelta terapeutica è tutelato dalla convenzione di Oviedo. Non riusciamo a capire il motivo dell’obbligo alla vaccinazione dei nostri bambini con 13 vaccini di cui solo 4 obbligatori (non disponibili in formulazione tetravalente) in una totale assenza di epidemie se non solo mediatiche. Non ci convince la teoria dell’immunità di gregge poiché ci sono paesi dove la soglia di vaccinazione è nettamente inferiore all’Italia e non riscontrano affatto l’insorgenza di epidemie di malattie in assenza di vaccinazioni".

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