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Fondazione Brf, Stahl a Lucca per parlare di disturbi psichiatrici

sstahl“Al mondo sono 450milioni le persone che soffrono di disturbi neurologici, mentali e comportamentali. La loro sofferenza spesso è aggravata dall’esclusione sociale di cui sono oggetto. Divulgare una cultura scientifica è il primo passo per la comprensione”. Così Armando Piccinni, presidente della Fondazione Brf Onlus, che il 25 novembre organizza a Lucca, all'auditorium San Romano, una giornata di studi dedicata al cervello. Protagonisti saranno esperti della psichiatria mondiale che verranno da tutta Italia e, nel caso dell’ospite d’onore Stephen M. Stahl che insegna all'università di San Diego e a Cambridge, dagli Stati Uniti. “Sono vent’anni – precisa ancora Piccinni – che Stahl non mette piede nel nostro Paese. Proporrà una lectio magistralis sull’evoluzione della malattia mentale attraverso i tempi e i luoghi. Si tratta di un percorso che spiegherà i cambiamenti neuronali e psicologici dell’uomo, e traccerà un quadro interessante e a tratti inquietante dell’isolamento di cui chi soffre di una malattia psichiatrica è vittima”.

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Lucca fra le città con il tasso più alto di depressione

depressed 810x540Più si sale lungo lo stivale, più si soffre di depressione, mentre scendendo nelle province del Sud la quota di italiani depressi si riduce di oltre la metà. È quanto emerge da uno studio incrociato svolto dalla Fondazione Brf sulle ricerche in neuroscienze tra ottobre 2016 e marzo 2017. La ricerca, coordinata da Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa, e dal sociologo della salute Mario Campanella, ha coinvolto 1800 persone (51,7% donne e 48,3% uomini) tra i 18 e i 70 anni di Udine, Mantova, Piacenza, Perugia, Lucca, Ancona, Campobasso, Salerno, Foggia, Siracusa, Cosenza e Cagliari.

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Suicidi in aumento tra i giovani, Piccinni (Fondazione Brf Onlus): "Imparare ad ascoltare i ragazzi"

giovanidepressioneNelle ultime settimane il suicidio giovanile sta tornando al centro del dibattito. La lettera di Michele, il dramma del giovane di Lavagna e del 22enne di Rovigo che ha scelto di morire il giorno prima della (finta) laurea, sono solo alcune delle tragiche storie che la cronaca ci restituisce, e che raccontano un fenomeno poco considerato. Nonostante se ne parli molto poco, nel nostro Paese il suicidio è infatti la seconda causa di morte tra i ragazzi sotto i 20 anni. In Italia sono 4000 i decessi legati a questo gesto estremo, il 12% dei quali tra giovani e giovanissimi, ossia quasi 500 ogni anno. “Sono dati drammatici, ma tante giovani vite - spiega il professor Armando Piccinni, presidente della Fondazione Brf Onlus di Lucca - si potrebbero sicuramente salvare se ognuno di noi, nel suo rispettivo ruolo, svolgesse con passione e diligenza il proprio compito. Il ragazzo che ha deciso di uccidersi fugge da questa realtà. Così facendo ha perso la vita e la partita. Ma ancora di più abbiamo perso noi adulti. Noi genitori, noi medici, noi specialisti. Noi come Paese, che ci troviamo brutalmente privati della più grande ricchezza di cui possiamo disporre: la forza, l’energia e la continuità della vita che proviene dalle nuove generazioni”. Le storie che si impongono sulle pagine dei giornali, fanno riflettere rispetto alla situazione psicologica che i giovani attraversano e che spesso viene poco considerata, se non del tutto ignorata.

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