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Martinelli: "Regione smetta di veicolare gender"

FullSizeRender 2"La Regione smetta di veicolare il gender": lo dichiara Marco Martinelli, presidente del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Lucca, con riferimento alla conferenza organizzata dal gruppo 'Si Toscana a Sinistra' che si terrà il 7 ottobre in una sala del Consiglio Regionale della Toscana, dal titolo 'Bambini in rosa' al dichiarato scopo di promuovere e normalizzare l’ideologia gender e che vede al tavolo dei relatori anche la diretta testimonianza di una minore di quattordici anni che ha assunto identità maschile. "È oltremodo ignobile ed inaccettabile- aggiunge Martinelli- che per raggiungere questo scopo si consenta il diretto coinvolgimento di un minorenne".

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"No gender", firmato il patto con i comitati

IMG 2884Santini e Martinelli si impegnano a mettere in campo azioni "a difesa della famiglia". Si è svolto oggi (16 maggio) nella sede elettorale di Forza Italia di viale Puccini a Sant’Anna l’incontro tra il candidato sindaco Remo Santini, il candidato al consiglio comunale capolista di Forza Italia Marco Martinelli e i rappresentanti locali di Generazione Famiglia Barbara Canova e del comitato Difendiamo i Nostri Figli Elisabetta Samek Lodovici (associazioni queste promotrici degli ultimi Family Day di Piazza San Giovanni e del Circo Massimo a Roma). Remo Santini e Marco Martinelli sottoscrivendo il manifesto politico delle due associazioni si sono impegnati a "rispettare e a portare avanti, se eletti alla guida di Lucca in occasione della prossima tornata elettorale - si legge in una nota -, i valori espressi nei due documenti che in sintesi riguardano, tra l’altro, il favorire e promuovere la famiglia quale società naturale fondata su un uomo e una donna, naturalmente orientata all’accoglienza e alla protezione dei figli, in particolare offrendo servizi per incentivare la formazione di nuove famiglie e la piena realizzazione della paternità e della maternità; garantire il diritto della famiglia di scegliere e indirizzare in via prioritaria l’educazione generale dei figli, in particolare per quanto riguarda corsi, progetti e ogni altra attività svolta nelle scuole sui temi della sessualità e dell’affettività; l'impegno a non finanziare né sponsorizzare progetti per le scuole fondati sulle "teorie di genere", ed altresì a promuoverela cessazione o evitare l’adesione dell’amministrazione a qualsiasi forma di partecipazione a programmi politici o sociali (come la Rete Ready) che si fondino sulla diffusione dell’ideologia Gender e sulla attuazione dell’agenda Lgbt".

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