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Dalla miseria alle torture in Libia, il dramma di Salam

salammCi sono storie che facciamo fatica ad ascoltare, ma proprio perché sono così difficili da mandare giù devono essere raccontate.
A Salam non piace essere chiamato con il suo vero nome. Preferisce Abdul, un nome che gli è sempre piaciuto e che per qualche istante, quando si presenta, lo fa sentire quasi un’altra persona. Ed è bello sentirsi qualcun altro quando il tuo passato non ti piace, quando fai fatica a ricordare e a spiegare agli altri anche solo da dove provieni. Quella di Salam è una storia che aggroviglia lo stomaco: è nato in Sierra Leone, in un piccolo villaggio del nord che a mala pena è segnato sulla cartina. Suo padre non lo ricorda nemmeno, se ne è andato quando era ancora molto piccolo e nessuno gli ha mai saputo raccontare cosa sia successo. C’è chi gli ha raccontato che è morto in guerra, chi per una brutta malattia, chi invece sostiene che sia ancora vivo, chiuso in chissà quale prigione. Fin da piccolissimo Salam ha dovuto fare i conti con le bugie e con la miseria. Ha frequentato pochi anni di scuola e poi, quando ancora non avevo imparato bene a scrivere, ha dovuto abbandonarla insieme alla sorella perché la madre si era riempita di debiti. Poi il dramma, come se la vita non gli avesse già regalato dispiaceri: un’epidemia di Ebola gli ha strappato anche le due persone che gli erano rimaste, rimanendo solo, ancora bambino, senza una casa e qualcuno con cui stare. Fino a due anni fa ha vissuto in strada, mangiando ciò che trovava per terra o nella spazzatura. Ha vissuto solo per più di dieci anni, scambiando qualche parola solo con il suo amico Mohamed.

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Musica e integrazione a S.Colombano con gli African Perfect Harmony

DSC 6580 phGiuliaBreschiVenerdì (20 ottobre) nel seminterrato della casermetta San Salvatore, sulle mura urbane di Lucca, prende il via una serie di appuntamenti musicali davvero particolari che vedranno protagonisti gli African Perfect Harmony, gruppo musicale di 11 elementi nato al centro di accoglienza delle Tagliate di Lucca nell'ambito di un progetto pilota per l'integrazione, basato su un'idea di vero scambio culturale, ideato e realizzato dalla Croce Rossa di Lucca. Gli African Perfect Harmony faranno infatti incontrare dal vivo la musica highlife, un aspetto poco noto della cultura dell'Africa occidentale e uno degli stili musicali fra i più gradevoli e divertenti, nato negli anni '20 dall'incontro fra la tradizione africana, la musica europea e il jazz. Alla casermetta San Salvatore il pubblico avrà il privilegio di incontrare l'Highlife in una forma molto simile a quello in cui lo si incontra in Ghana, Nigeria, Sierra Leone e in tutti i paesi che da nord si affacciano sul Golfo di Guinea.

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Cri e Misericordia Borgo nel Centro di sanità solidale

Faillace Fasano Brunini Ferro OdoguardiLa Croce Rossa italiana (comitato di Lucca) e la Misericordia di Borgo a Mozzano entrano nel Centro di sanità solidale (al fianco dell’associazione Amici del cuore), sottoscrivendo quote del capitale sociale. E’ la notizia diffusa oggi (10 ottobre) alla sede di via dei Pubblici Macelli, da parte del presidente dell’associazione Amici del cuore Raffaele Faillace, insieme al presidente del comitato lucchese della Croce Rossa, Enzo Fasano ed al governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini. Con loro, anche il dottor Gabriele Ferro (socio degli Amici) ed il dottor Leonardo Odoguardi (fondatore dell’associazione). Si profila, dunque, un nuova e corposa sinergia per far crescere l’offerta sanitaria gratuita e solidale per un Centro - aperto nel marzo 2015 - che eroga circa 2400 prestazioni low cost all’anno, cui devono essere aggiunte le centinaia a titolo completamente gratuito per i soggetti maggiormente indigenti.

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