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Carta d’identità elettronica: iniziato il rilascio anche a Seravezza

20171121 carta identita elettronica 8686È stata la vicesindaco Valentina Salvatori ieri mattina (20 novembre) a sperimentare per prima a Seravezza l’emissione della carta d’identità elettronica, nuovo documento che va a sostituire la classica versione cartacea. Da ieri infatti, il Ministero dell’interno ha autorizzato il Comune di Seravezza ad avviare il rilascio del nuovo documento, che tra le sue prerogative ha quella di comprovare in modo certo l’identità del titolare, sia sul territorio nazionale che all’estero, oltre ad essere più sicuro, anti contraffazione e resistente rispetto a quello rilasciato fino ad oggi. Cessa quindi l’emissione del documento cartaceo, che d’ora in avanti potrà essere rilasciato, come prevede il ministero dell’interno, solo in casi eccezionali di reale e documentata esigenza per motivi di salute, viaggio, consultazione elettorale o partecipazione a concorsi o gare pubbliche. Le vecchie carte di identità cartacee mantengono in ogni caso la loro validità fino alla scadenza. Con la carta d’identità formato tessera cambiano radicalmente anche le modalità di rilascio.

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Piani di bacino: prosegue il percorso partecipativo a Seravezza

20170527 partito l iter dei piani di bacinoRegole e criteri per l’escavazione marmifera, ma non solo. La fase partecipativa del percorso di definizione dei Piani di bacino che si sta svolgendo a Servezza sta fornendo indicazioni interessanti su temi più ampi rispetto alla semplice regolamentazione delle attività di cava, oggetto primario dei Piani, investendo anche ambiti come la valorizzazione ambientale e turistica delle Apuane, la mappatura dei sentieri e degli antichi manufatti e la tracciabilità della filiera produttiva lapidea. Nel secondo dei due incontri previsti, tenutosi lunedì (6 novembre) con le associazioni sindacali, politiche, economiche, professionali e di categoria sono emersi aspetti legati agli impatti socio-economici dell’estrazione lapidea come la necessità di affidare la certificazione delle quantità e delle qualità escavate a soggetti terzi, un’efficace sistema di tracciabilità della filiera produttiva, i criteri per la definizione delle quantità sostenibili in assenza di un Piano regionale cave, che non sarà pronto entro la scadenza del termine triennale previsto invece per l’approvazione dei Piani di bacino.

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