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Uccide il fratello in strada con 4 colpi di pistola - Foto

IMG 3261Ha freddato il fratello Mario mentre si allontanava in Vespa dopo un violento litigio scoppiato all'interno del ristorante storico della Darsena di Viareggio, il Mezzo Marinaio. Il ristoratore Nicola Guidotti, 59 anni, ha fatto fuoco mentre il parente e socio del locale, di 51, era in sella al motorino e lo ha ucciso, lasciandolo al suolo in mezzo alla strada. L'imprenditore non è fuggito ed è stato raggiunto dalla polizia e bloccato: caricato su una volante è stato infine condotto, con l'accusa di omicidio volontario, negli uffici del commissariato, dove ha confessato: "Sono stato io ad uccidere mio fratello". Poco prima aveva telefonato alla vittima minacciandola: "Vieni, che ti ammazzo". E qualche istante dopo ai dipendenti del suo nuovo locale in via Coppino aveva detto: "Ora camminate da soli", forse già convinto di voler dare l'epilogo che è seguito ai continui litigi con il fratello o alludendo alla possibilità di cedere l'attività.

marioguidottiIl delitto che ha impressionato l'intera città si è consumato oggi pomeriggio (20 giugno) attorno alle 18,30, in via Salvatori, a due passi dal palazzetto dello sport e davanti al ristorante. A pochi metri dalle spiagge prese anche oggi d'assalto dai turisti. Alcuni passanti, sotto choc, hanno raccontato di aver udito almeno 3,4 spari. Tanti i colpi che avrebbero attinto la vittima (nella foto a fianco), uno dei quali alla testa. Fatale. A dare l'allarme un agente della polizia stradale fuori servizio che ha riconosciuto gli spari.
Alla base del folle gesto, ci sarebbero stati litigi e dissapori legati alla gestione degli affari nei due locali gestiti dai fratelli, entrambi sposati e con una figlia. Secondo quanto trapelato, i due si erano sentiti poco prima al telefono e avevano iniziato a litigare. Alla fine, si erano anche incontrati al ristorante dove però il diverbio è degenerato. I dissidi tra i due andavano avanti da tempo e il loro rapporto si era ulteriormente deteriorato dopo l'incendio del ristorante la notte del 1 agosto 2013. Un rogo doloso su cui erano state avviate indagini da parte dei carabinieri. Da poche settimane, poi, anche a causa di queste divergenze, Nicola aveva iniziato a gestire il ristorante Il Capitano, dove prima c'era il Barcobestia.
Oggi l'ultimo, drammatico capitolo: Mario è uscito dal locale, è salito sulla sua Vespa 50 rossa ma appena si è allontanato è stato raggiunto dalle pallottole. E' caduto a terra in una pozza di sangue ed è morto.
Il presunto killer, invece, dopo aver lasciato al suolo il fratello in una pozza di sangue, è rimasto fermo, davanti agli occhi terrorizzati dei passanti che qualche istante prima avevano sentito gli spari. Gli agenti del commissariato a cui è stata subito chiara lo hanno bloccato. Dopo averlo calmato lo hanno fatto salire su una volante per condurlo in commissariato.
nicolaguidottiokL'intera Viareggio è sotto choc di fronte ad una vera e propria esecuzioni. Entrambi i Guidotti, vittima e carnefice, erano molto conosciuti per la storica attività che gestivano da tantissimi anni e anche per i loro trascorsi calcistici: Nicola aveva giocato nella formazione locale e Mario nelle giovani del Bologna. Negli ultimi anni i due avevano dovuto affrontare molte difficoltà, anche di carattere economico e legate alla gestione del ristorante. E non erano mancate le tensioni tra i due, fino ad oggi quando Nicola (nella foto a fianco) si è macchiato dell'omicidio del fratello. Secondo alcune testimonianze, i due fratelli si erano sentiti mentre Mario si trovava in passeggiata. Testimoni lo avrebbero sentito gridare infuriato al telefono che minacciava di ucciderlo. In particolare hanno sentito dire a Mario parole agghiaccianti: "Mi raccomando prendi bene la mira". Ma nonostante la discussione violentissima, la vittima era salita sulla Vespa dirigendosi al Mezzo Marinaio dove poi è arrivato anche il fratello.
Sulla scena del delitto è arrivato in serata anche il sostituto procuratore Antonio Mariotti. L'inchiesta aperta dal pm dovrà cercare di chiarire meglio il movente alla base del delitto. Il medico legale e gli uomini della polizia scientifica si sono occupati di repartare i bossoli trovati al suolo e le loro analisi saranno fondamentali per la ricostruzione balistica dell'omicidio. Nicola Guidotti, difeso dall'avvocato Massimo Landi, è stato tradotto in serata al carcere San Giorgio di Lucca. L'interrogatorio di garanzia è stato fissato lunedì mattina (22 giugno) alle 12.

FOTO - Il luogo dell'omicidio (di Iacopo Giannini)

Ultima modifica ilDomenica, 21 Giugno 2015 13:56

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