Una sezione in meno alla scuola dell’infanzia di Lammari, protestano i genitori

Lettera all’ufficio scolastico regionale e provinciale: “Scelta inopportuna in un momento storico che vede distanziamento e dispositivi di protezione come salvavita”
Una sezione in meno alla scuola dell’infanzia Gianni Rodari di Lammari, i genitori protestano. Lo fanno scrivendo agli uffici scolastici regionale e provinciale e informando l’associazione genitori di quella che è ritenuta una “scelta inopportuna in un momento storico che vede distanziamento e dispositivi di protezione come salvavita”.
“Siamo consapevoli – scrivono i genitori – che l’argomento delle classi numerose non riguarda solo la ‘nostra’ scuola ma affligge tutto il sistema scolastico italiano da anni. E se è vero che si parla sempre di numeri consentiti per legge (esistono anche numeri minimi e non solo massimi), è vero anche che questi numeri sono stati pensati in un momento molto lontano dalla realtà dei fatti di oggi, per una scuola che non doveva affrontare una pandemia e un’emergenza sanitaria e che non doveva preoccuparsi di contenimento dei contagi, di focolai, o di numero di morti giornalieri. Con la decisione presa dall’Ufficio scolastico regionale, i nostri figli di 3, 4 e 5 anni, si troveranno a dover convivere in classi più numerose di prima, senza nessun dispositivo di protezione e senza il distanziamento previsto per gli studenti più grandi. Per loro non esiste nemmeno, per ora, la possibilità di un vaccino. L’unica loro difesa, passando il tempo per lo più al chiuso, è, e resta quella, di convivere in gruppi più piccoli possibile. In tutta sincerità la decisione di rinunciare ad una sezione funzionante in grado di accogliere almeno 10 dei nuovi bambini in arrivo, e alleggerire così il peso sulle altre, ci sembra una scelta inopportuna, dettata da criteri economici piuttosto che dalla ricerca del benessere e della sicurezza dei bambini. La decisione non è giustificabile a nostro avviso nemmeno dal decremento demografico“.
“Negli ultimi mesi la scuola è stata chiusa e aperta a più riprese, gli studenti sono rientrati solo parzialmente in frequenza, e si stanno valutando misure straordinarie per rendere sicuri gli esami di Stato – si legge ancora nella lettera dei genitori delle sezioni gialla, arancione, rossa, verde, blu e bianca – Tutto questo ci dice che la situazione non è ancora, purtroppo sicura nemmeno quando s’indossano mascherine e si mantiene il distanziamento. Come si può pensare d’incrementare il numero di bambini per classe? Bambini che per la loro età anagrafica sono esclusi dall’indossare la mascherina o mantenere il distanziamento, bambini la cui unica protezione è quella di trovarsi in una classe con il numero minore d’individui possibile. Bambini che si trovano in una struttura che già è predisposta per questo e dotata di sei sezioni con sei spazi esterni divisi e proprio materiale didattico e con insegnanti di ruolo. Noi genitori non chiediamo di sconvolgere l’assetto edilizio dell’Istituto per trovare nuovi spazi e affrontare spese di arredo e acquisto di forniture scolastiche (peraltro denaro pubblico speso appena due anni fa quando è nata la sesta sezione), chiediamo solo di mantenere quanto è attualmente in uso”.
“Eliminando di fatto una classe, un alto numero di bambini, provenienti da nuclei famigliari diversi – dicono ancora – si troverà quotidianamente fianco a fianco, senza mascherina, senza vaccino. Ad ora sappiamo che il vaccino, al quale non tutti avranno ancora accesso per settembre, non blocca la diffusione del virus e c’è ancora l’incognita sulla durata dell’immunizzazione e della sua efficacia sulle varianti che, per il momento, sono state individuate. Quale dunque il vantaggio di accedere alla struttura con percorsi separati e avere aree di gioco distinte se si rinuncia ad un’aula già attrezzata e funzionante con personale docente già assegnato? Perché privare i bambini della possibilità, peraltro già esistente, di imparare meglio e in modo più sicuro? Perché affollare le aule quando è possibile non farlo? Perché rinunciare a una sezione che può sgravare la pressione su tutte le altre?”
“Persino il nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 – conclude la nota – sta premendo perché la Scuola si organizzi per tempo per il riavvio di settembre. Conferma ancora l’uso di mascherine, distanziamento, sanificazione e screening ripetuti. Questo non ci sembra voler dire che il momento di preoccuparsi sia finito e che si possa tornare alla formazione delle classi come in epoca pre-pandemia. Persino il sito del provveditorato di Lucca ha un banner che informa che per l’emergenza sanitaria espleterà le sue funzioni in smart-working. Chiediamo quindi una revisione della strada intrapresa, il mantenimento di tutte le sezioni (6), e una distribuzione dei nuovi iscritti per classe al fine di creare sezioni meno numerose così da dare ai nostri bambini la possibilità di frequentare la scuola in sicurezza“.