Bilancio preventivo ad Altopascio, l’opposizione: “Su le tasse e anticipazione dell’avanzo evidenziano la difficoltà dell’ente”

Duri i consiglieri di centrodestra: “Il Comune è in equilibrio precario e l’amministrazione in fortissimo affanno”
Il consiglio comunale che ha sancito l’approvazione del bilancio preventivo 2023/2025 del comune di Altopascio, è stato caratterizzato dalla dura contrapposizione fra maggioranza e opposizione, con quest’ultima che ha contestato anche la politica di tassazione dell’amministrazione D’Ambrosio.
Nel mirino soprattutto l’aumento dell’addizionale comunale Irpef, oltre alla reintroduzione della tassa sui passi carrabili per le attività produttive “che era stata eliminata, negli anni Novanta – ricordano dall’opposizione – dall’amministrazione guidata dal sindaco Maurizio Marchetti”.
“In particolare occorre evidenziare – dice l’opposizione altopascese – che per mantenere servizi essenziali, tra i quali il nido, la giunta ha dovuto ricorrere all’applicazione di avanzo presunto per diverse centinaia di migliaia di euro adottando un preconsuntivo che, secondo legge, consente di applicarne parte in anticipo. Una sana programmazione e una sana gestione dei soldi pubblici permette automaticamente di far fronte al mantenimento dei servizi essenziali con la mera approvazione del bilancio di previsione, in primo luogo, e secondariamente di non dover ricorrere ad aumenti indiscriminati di tasse e tariffe con modalità che non hanno precedenti nell’amministrazione altopascese, e che, attualmente, non sono stati rinvenuti nemmeno in altri comuni toscani”.
“Tutti elementi che confermano una gestione non corretta delle risorse dell’ente nel corso di questi anni – prosegue la not a- con l’utilizzo ripetuto di entrate vincolate per il finanziamento di spese correnti, fatto che altera gli equilibri ed evita l’emersione di situazioni deficitarie, dovute anche al mantenimento di risorse attive non esigibili”.
“Purtroppo il consiglio comunale non lo segue nessuno, e la comunicazione fatta dalla maggioranza, che è al solito autocelebrativa e fuorviante, gioca su questo fatto per raccontare una realtà molto lontana dalla sua effettiva consistenza – dicono i consiglieri di opposizione Valerio Biagini, Fabio Orlandi, Maurizio Marchetti, Francesco Fagni, Simone Marconi e Luca Bianchi – Ormai è chiaro che il comune di Altopascio vive momenti di grande difficoltà per la tenuta del bilancio grazie alle “prodezze” di questa amministrazione comunale che evidentemente ha speso molto senza concludere nulla, a meno che non si possano considerare risultati eclatanti l’intervento di via Cavalieri di Vittorio Veneto, il taglio dell’erba e l’asfaltatura di qualche strada. Si tratta invece di una continua escalation di aumenti delle tasse: dopo quelle cimiteriali e quella costante della tassa rifiuti, arrivano ora l’Irpef al massimo possibile che colpirà tutti i cittadini e i passi carrabili ad attività e imprese”.
“Nella comunicazione dell’amministrazione comunale c’è il solito elenco di realizzazioni ipotetiche che si trascina dal 2016 – continua l’opposizione altopascese – che non trova poi riscontri in quanto effettivamente accaduto. Al di là di ogni tecnicismo, è vero che la legge attuale lo consente, ma chi ci ricorre esplicita che il suo ente è con l’acqua alla gola, a livello finanziario. Ulteriore elemento il fatto che, a precisa domanda, il sindaco, anche nella sua veste di responsabile politico del settore finanziario non ha risposto alle domande su un provvedimento adottato dalla stessa D’Ambrosio con la sua giunta, invitando la minoranza a rivolgersi agli uffici… Fatto di una gravità tale che ha costretto l’opposizione ad abbandonare i lavori consiliari”.
“Naturalmente ne chiediamo conto ufficialmente agli uffici comunali competenti – concludono – svolgendo la nostra azione di consiglieri. Cercare di “conseguire il pareggio” con l’applicazione anticipata dell’avanzo anziché ricorrere alla diminuzione delle spese, esplicita il fatto di essere in presenza di un equilibrio precario, un evidente elemento di forte sofferenza nella gestione delle finanze dell’ente. Un’amministrazione in fortissimo affanno”.