Salanetti, avanti l’iter per il nuovo impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti: “Zero impatto sull’ambiente”
La Regione non ha ritenuto necessaria la Via. Ercolini: “Poco più che una lavanderia industriale. Nessun rischio per odoro e inquinamento”
Il nuovo impianto per il riciclo di prodotti assorbenti a Salanetti? Poco più di una lavatrice industriale, in grado, inoltre, di recuperare plastica e cellulosa da avviare al riuso.
Dopo il primo passaggio di screening ambientale della Regione Toscana, che ha escluso l’assoggettabilità dell’infrastruttura dalla valutazione di impatto ambientale per la quantità limitata di materiale trattato sono il Comune di Capannori e il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, assieme ad Ascit e a Sistema Ambiente, a voler fare chiarezza su un iter che è già entrato a pieno titolo al centro della campagna elettorale per le amministrative 2024. Anche perché il candidato sindaco, Giordano Del Chiaro, è l’attuale assessore all’ambiente quindi uno di coloro che ha portato avanti negli anni l’idea sponsorizzata proprio dal Centro di Ricerca sui rifiuti che ha sede a Capannori.
Sono proprio l’assessore Del Chiaro, il presidente del Centro di Ricerca Rifiuti Zero Rossano Ercolini, il presidente di Ascit Ugo Salvoni e il presidente di Retiambiente Daniele Fortini a rispondere alle polemiche delle ultime settimane e ad anticipare dubbi e problematiche che emergono dal territorio.
La piattaforma per il riciclo dei prodotti assorbenti (pannolini, assorbenti igienici, pannoloni), che rappresentano quasi la metà del rifiuto indifferenziato prodotto nel territorio del comune di Capannori, sarà realizzata da RetiAmbiente in collaborazione con Ascit Spa, secondo un progetto condiviso con il Comune di Capannori, in un edificio industriale nell’area di Salanetti. Un capannone esistente con una superficie di 6800 metri quadrati, che ospiterà anche un centro di selezione di rifiuti tessili, già dotato di impianto fotovoltaico che contribuirà ad alimentare il fabbisogno energetico degli impianti.
“La piattaforma per il riciclo dei prodotti assorbenti – come è stato spiegato nella presentazione del progetto a cui era presente anche l’assessore all’ambiente, Giordano Del Chiaro – sarà una grande ‘lavatrice’ realizzata con una innovativa tecnologia, in grado di trattare questi materiali, totalmente all’interno dello stabilimento senza alcuna emissione e senza alcuna produzione odorigena non trattandosi di incenerimento di rifiuti assorbenti, ma solo del loro trattamento attraverso il lavaggio e la sterilizzazione. Dopo questo procedimento i rifiuti assorbenti saranno trasformati in plastica e cellulosa da riutilizzare come materie prime seconde, in piena linea con la strategia rifiuti zero”.
Caratteristiche per cui la Regione Toscana non ha ritenuto necessario chiedere la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale). La piattaforma sarà interamente finanziata con fondi Pnrr per un importo di 10 milioni di euro, quindi senza alcun costo per il Comune, e sarà in grado di trattare 10mila tonnellate di prodotti assorbenti l’anno, di cui il 30 per cento già raccolti da Ascit e la restante parte proveniente dal territorio di RetiAmbiente, prevalentemente dalla provincia di Lucca.
“Si tratta – ha spiegato ulteriormente Del Chiaro – di un miglioramento della situazione rispetto all’attuale. L’impianto, infatti, non ha nessun impatto: è collegato all’acquedotto e alla fognatura, non ha emissioni in atmosfera. Semplicemente lava e sterilizza il materiali, che già attualmente viene tenuto in quella zona in un piazzale all’aperto, pur trattato con le dovute cautele, e separa la carta dalla plastica per avviare il riciclo. Dal punto di vista dei trasporti, invece, sostituisce un magazzino di logistica dove arrivavano dei camion, quindi non crea ulteriore impatto rispetto a quello esistente, anzi”.
“La piattaforma di riciclo dei prodotti assorbenti rappresenta un’importante opportunità per il territorio di Capannori e per gli altri territori che la utilizzeranno, perché avrà la funzione di avviare a riciclo pannolini, assorbenti igienici e pannoloni usati, separando carta, plastica e Sap (prodotto assorbente) che rappresentano ben il 45% del residuo non riciclabile della raccolta domestica effettuata da Ascit, evitando così che finiscano in discarica e abbattendo quindi i costi di smaltimento – spiega il coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero, Rossano Ercolini – Questa grande ‘lavatrice’ sarà assolutamente non inquinante, perché non produrrà alcun tipo di emissione né di odori, poiché, è bene precisare, non si tratta di incenerimento dei rifiuti assorbenti, ma solo del loro lavaggio e sterilizzazione utilizzando una tecnologia altamente innovativa ed ecologica. Un ulteriore e significativo salto di qualità nella gestione dei rifiuti sul territorio e nella direzione verso il traguardo Rifiuti Zero, in un’ottica di economia circolare, in grado anche di creare nuova occupazione”.
“Siamo soddisfatti di avere superato, dopo 7 mesi di istruttoria regionale, lo screening ambientale per il polo impiantistico di Salanetti con la conferma da parte di tutti i soggetti chiamati ad esprimere il proprio parere che la nostra proposta impiantistica non ha impatti ritenuti rilevanti – dichiara il presidente di Ascit, Ugo Salvoni -. La selezione del prodotti tessili ed il trattamento dei prodotti assorbenti, per i quali RetiAmbiente come altre realtà sul territorio nazionale ha ottenuto finanziamenti della Linea C del Pnrr, ci permetteranno di migliorare ulteriormente la gestione dei rifiuti nel territorio servito da Ascit, eliminando gran parte dei rifiuti che ad oggi costituiscono una percentuale rilevante del rifiuto secco residuo e permettendo di raggiungere in questo modo i massimi standard europei in termini di raccolta differenziata. Ma non solo, il nuovo polo andrà a colmare un deficit impiantistico che permetterà di recuperare materie prime seconde dai prodotti assorbenti, da reimmettere nel mercato garantendo appieno una vera economia circolare. Il tutto senza combustione, né altri significativi impatti sulle varie matrici ambientali. Questo intervento, assieme ad altri già compresi nel piano industriale 2023-2025 della capogruppo RetiAmbiente e dalla stessa finanziati sul territorio di competenza Ascit, permetteranno di garantire trasferenze e trattamento dei rifiuti urbani che gravitano nella zona industriale di Salanetti, realizzati completamente in ambienti coperti e confinati, migliorando quindi lo stato attuale dell’attività ed i relativi impatti sul territorio sotto tutti i punti di vista. Questi interventi guardano al futuro della nostra comunità, e sono sostenuti dalle associazioni ambientaliste sia del territorio che su scala regionale e nazionale”.
“Nello screening ambientale – dice Salvoni – sono arrivare una ventina di osservazioni. Il decreto della Regione Toscana è di un paio di settimane fa e ci porta raccomandazioni e suggerimenti. Abbiamo attivato anche il dialogo anche con le realtà del territorio, cui abbiamo spiegato, in particolare, che l’impianto lavorerà al chiuso, con trascurabile impatto odorigeno e il residuo dei liquidi sarà smaltito in fognatura”.
“Questo impianto finanziato dal Pnrr e che probabilmente sarà anche cofinanziato dalla Regione Toscana, sarà realizzato nel territorio di Toscana Costa, che lo ha approvato, così come in altre tre regioni italiane – afferma il presidente di Reti Ambiente, Daniele Fortini – Si tratta di un piccolo impianto che consentirà di riciclare e restituire all’impiego migliaia di tonnellate di rifiuti che altrimenti sarebbero destinati a discarica o incenerimento. Saranno adottate tutte le migliori pratiche e tecniche disponibili affinchè si abbia la massima efficienza perseguibile con risparmio di acqua, energia e additivi nelle lavorazioni. Il processo di trattamento è un processo semplice, conosciuto da secoli, salubre, sicuro e di nessun impatto ambientale, né interno allo stabilimento, né all’esterno. Di questo vi è la massima certezza e non può essere oggetto di speculazioni. La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini per un soggetto pubblico come RetiAmbiente non è mai messa in discussione, poiché non perseguiamo fini di lucro, non dobbiamo distribuire dividendi, non dobbiamo gonfiare i nostri portafogli. La nostra missione è una missione sociale che ci hanno affidato 100 Comuni per produrre servizi efficienti, gestire impianti sicuri e moderni e contenere i costi riversati in tariffa. Ovviamente siamo pronti a qualunque confronto in qualunque momento. Confidiamo come sempre nel protagonismo sociale dei nostri cittadini che potranno trovare di intesa con le istituzioni e con noi il modo di partecipare da protagonisti al progetto ricevendo il massimo delle informazioni e utili confronti nella trasparenza”.
“Al momento – spiega ancora Fortini – il materiale va in un impianto di trattamento meccanico biologico. Quello che si va a realizzare è, invece, un impianto di recupero. Pensiamo di recuperare fondamentalmente carta, ma soprattutto i superassorbenti. Questi ultimi per produrli dalla materia vergine costano tantissimo. In questo senso per studiare le possibilità siamo in contatto con una università Usa e con le cartiere locali per il recupero in situ della cellulosa”. “L’impianto – conclude Fortini – sarà prevalentemente a servizio della provincia di Lucca, ma potrà accogliere materiale dalle province limitrofe. Di sicuro non sarà un impianto di ambito: è assai probabile, infatti, che si vada verso una replica altrove. Le critiche? Non ci spaventano: siamo pronti a un tavolo di discussione in massima trasparenza”.
I lavori per la realizzazione della piattaforma saranno affidati entro fine anno e si concluderanno entro il 2026.