Spaccio di cocaina a Ponte a Moriano, in manette un pusher

Le indagini della polizia hanno documentato oltre 200 cessioni di stupefacente. Incastrato da un agente fuori servizio e dalle intercettazioni, nei guai anche il fratello
Spaccio a Ponte a Moriano, in manette un pusher dopo una lunga operazione investigativa della polizia lucchese.
Gli agenti hanno eseguito ieri (9 settembre) un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne per spaccio di cocaina.

La misura è stata eseguita dal personale della Squadra mobile della questura con l’ausilio dell’Unità cinofili antidroga di Firenze.
L’attività di indagine è iniziata lo scorso mese di febbraio a seguito della segnalazione di un episodio di spaccio in Ponte a Moriano. Nello specifico un poliziotto della locale squadra mobile, libero dal servizio, ha assistito ad uno scambio sospetto tra un uomo a bordo di una Audi, il cui numero di targa è stato prontamente annotato dall’operatore, ed un noto tossicodipendente della zona.
È stata avviata, quindi, un’intensa attività d’indagine nei confronti del proprietario dell’auto; in particolare, sono stati svolti numerosi servizi di appostamento nei pressi della sua abitazione e pedinamenti che hanno consentito di documentare ulteriori episodi di cessione. Successivamente, è stata avviata una attività tecnica investigativa dalla quale è emerso che i fatti si svolgevano prevalentemente tra i comuni di Lucca e Capannori.
Il modus operandi dello spacciatore consisteva nel recarsi con la propria autovettura direttamente nei pressi delle abitazioni degli acquirenti consegnando la cocaina già confezionata in dosi da mezzo e da un grammo. Appurato ciò, gli investigatori hanno proceduto al controllo dei clienti ancora in possesso della sostanza stupefacente appena ricevuta, ponendola sotto sequestro. Durante l’indagine sono state documentate circa 200 cessioni di cocaina in favore di una moltitudine di clienti, tutti cittadini italiani.
Durante le attività di intercettazione, inoltre, contestualmente alla consegna della sostanza illecita, gli investigatori hanno notato un rumore tipico di un cassettino a pressione, che ha fatto ipotizzare che l’uomo avesse ricavato un apposito vano per occultare lo stupefacente. Dalle risultanze è emerso, inoltre, il coinvolgimento nell’attività anche del fratello dell’arrestato, di 37 anni, che concorreva all’occorrenza ad effettuare alcune cessioni, ricorrendo al medesimo modus operandi, utilizzando talvolta anche altri mezzi.
Sulla scorta delle risultanze investigative, la procura del tribunale di Lucca ha richiesto al Gip l’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 35enne, misura che è stata adottata ed eseguita nella giornata di ieri.
Nel corso della perquisizione dell’autovettura, sul lato destro del cruscotto e nello specifico, all’altezza del volante, è stato individuato un vano modificato, alla cui apertura e chiusura si udiva lo stesso rumore captato nelle intercettazioni. Inoltre, in un marsupio trovato nella disponibilità dell’arrestato, c’era la somma di 1750 euro ed il cellulare utilizzato per contattare i clienti.
L’autovettura, il denaro ed il cellulare sono stati posti sotto sequestro ed all’esito dell’attività l’uomo è stato comdotto al carcere di Lucca, a disposizione dell’autorità giudiziaria