Lucca, sale la febbre del “gratta e vinci”: in un anno spesi 600 milioni nelle lotterie istantanee

Guida la classifica delle spese in giocate Altopascio. Careggine il territorio meno spendaccione
Sale sempre di più la febbre da gratta e vinci, che dopo le slot è il “gioco più giocato” dagli italiani, ma è sempre più difficile non scivolare verso la ludopatia, oltre agli allarmi anche recenti della commissione parlamentare antimafia che chiudendo i suoi lavori alla fine della scorsa legislatura ha ammonito tutti sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata in un giro d’affari che ha sfondato già da tempo i 100 miliardi, per attività di riciclaggio. E in Toscana e Lucchesia gli incassi per il gioco legale da parte dei Monopoli di Stato sono in crescita con dati decisamente inquietanti.
Secondo l’Agimeg (agenzia di stampa mercato dei giochi) il 2023 è iniziato alla grande per gli appassionati del Gratta e Vinci. Nei primi quattro mesi dell’anno, infatti, ben 24 persone hanno cambiato vita grazie a vincite milionarie. In pratica, il Gratta e Vinci ha creato mediamente 6 neo milionari al mese. In totale, solo i tagliandi milionari (quindi senza tutti i premi minori) hanno fruttato premi per 58 milioni di euro.
La fortuna si è distribuita in maniera diversa per quanto riguarda il territorio. In particolare le 24 vincite milionarie sono state tutte ottenute in città diverse. Per quanto riguarda invece le regioni, sono state 13 quelle ad aver ospitato almeno una vincita a 6 zeri. Il primato alla Lombardia, con 4 vincite milionarie. Seguono la Campania ed il Piemonte con 3. “Due vincite a testa per Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Veneto. Un milionario invece per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Toscana (a Prato nello scorso mese di marzo con un tagliando da 20 euro un fortunato giocatore ha vinto il premio massimo 5 milioni di euro) e Trentino Alto Adige”. Sette invece le regioni ancora a secco di premi milionari al Gratta e Vinci e precisamente: Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Sicilia e Sardegna. Per quanto riguarda invece gli importi milionari vinti, troviamo in prima posizione a pari merito Campania e Lombardia, con vincite totali per 8 milioni di euro (nei grafici proposti, le regioni sono evidenziate per importi totali vinti).
I dati i n Toscana e Lucchesia
In Italia nel solo 2021 gli italiani infatti hanno “giocato” oltre 110 miliardi di euro, tra gioco fisico e on line o telematico. In Toscana il totale è pari a oltre 5 miliardi e 600mila euro, (quinta regione italiana) in provincia di Lucca circa 600 milioni di euro. Numeri impressionanti e anche pericolosi, sia per la salute dei cittadini-giocatori sia per l’appetibilità di queste cifre mostruose da parte della criminalità organizzata. E il trend è in costante aumento, ovunque, anche in Lucchesia e in Toscana. Il monopolio ha già previsto di sfiorare quota 120 miliardi per il 2022. Dati che saranno pubblicati nelle prossime settimane.
Tra i principali Comuni della Lucchesia si segnalano come giocato totale: Altopascio, 33.690.788,93 di euro; Camaiore, 95.938.867,23 di euro; Capannori, 74.794.554,15 di euro; Castelnuovo di Garfagnana, 6.630.661,27 di euro; Forte dei Marmi, 10.718.660,61 di euro; Massarosa, 16.251.797,73 di euro; Pietrasanta, 19.413.051,04 di euro; Porcari, 12.546.364,85; Seravezza, 15.868.869,10 di euro; Viareggio, 82.858.758,60. Per un totale a livello provinciale di tutta la Lucchesia di ben 525.738.853,22 milioni di euro di solo giocato fisico in 12 mesi. E i dati sono in aumento. Il Comune di Careggine è quello che ha speso di meno, circa 10mila euro, ma ha anche solo 505 abitanti. Questi i dati ufficiali, relativi all’ultimo anno monitorato ufficialmente dai Monopoli e cioè il 2019, numeri in costante aumento. Ognuno potrà trarne le conseguenze che ritiene più opportune.
L’Istituto superiore di sanità e il numero verde per la ludopatia, quando il gioco prende il sopravvento
Il disturbo da gioco d’azzardo è descritto dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm-5) come uno stato che compromette sia la salute psico-fisica del giocatore sia la sfera lavorativa e relazionale dell’individuo, a causa dei problemi economici e legali conseguenti. E’ stato riclassificato tra i disturbi correlati alle sostanze e dipendenze per le sue similarità con i disturbi propri delle dipendenze da alcol e le altre sostanze d’abuso e, in particolare, è stato posto nella sottocategoria disturbo non correlato all’uso di sostanze. La denominazione viene modificata dal Dsm-5 da gioco d’azzardo patologico a disturbo da gioco d’azzardo.
Le persone affette da gioco d’azzardo patologico o disturbo da gioco d’azzardo giocano frequentemente e ripetutamente, spinti da una necessità impellente di giocare, difficile da controllare, e hanno un’importante attrazione e concentrazione su idee e immagini relative al giocare e alle circostanze che si associano all’atto stesso. Questo comportamento arriva a dominare la vita del giocatore e porta al deterioramento dei valori e degli obblighi sociali, lavorativi e familiari. Il giocatore con disturbo da gioco d’azzardo può mettere a repentaglio la propria occupazione, indebitarsi per grosse cifre e mentire o infrangere la legge per ottenere denaro o evitare il pagamento dei debiti. Queste manifestazioni spesso si intensificano nei momenti di maggiore stress. Per contrastare tale fenomeno nella sua complessità e multidimensionalità il Centro Nazionale Dipendenze e Doping, grazie ad un’équipe multidisciplinare, realizza studi basati sulle evidenze scientifiche, promuove il network dei servizi di cura sul territorio e propone interventi di formazione, informazione e sensibilizzazione. Inoltre, il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo (800 558822), e la piattaforma web “usciredalgioco” (a breve in linea) dedicata a coloro che vogliono uscire dal gioco d’azzardo patologico, facilita l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi di cura e delle risorse sul territorio.