Bufera al Consiglio sul coronavirus, Colombini a giudizio per calunnia

20 settembre 2023 | 21:57
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Bufera al Consiglio sul coronavirus, Colombini a giudizio per calunnia

L’imprenditore del settore della musica era stato contro-querelato dagli ex capigruppo Cantini, Guidotti e Bianucci. La sua denuncia archiviata dal gup

Non ha mai nascosto le sue posizioni no vax, criticando pubblicamente e sui social i provvedimenti restrittivi per contenere il contagio del coronavirus contro cui ha promosso anche delle manifestazioni di piazza a Lucca.

E la propria preoccupazione per gli effetti negativi della pandemia sulla vita sociale, culturale ed economica della città e del paese l’aveva palesata anche nel corso di un consiglio comunale aperto, svoltosi online, convocato proprio per discutere della delicata fase di uscita dalla pandemia nel febbraio del 2021. Ora però Andrea Colombini, imprenditore del settore della musica, è stato rinviato a giudizio con l’ipotesi di reato di calunnia, proprio a causa di quanto seguito al suo intervento in assise.

Ad accusarlo sono i tre ex capigruppo di maggioranza della passata amministrazione di centrosinistra che lo stesso Colombini aveva querelato per diffamazione: Roberto Guidotti, all’epoca capogruppo del Pd, Daniele Bianucci, capogruppo di Sinistra Con, e Claudio Cantini, al momento dei fatti capogruppo di Lucca Civica. I tre, una volta archiviata dal gup la denuncia per diffamazione, hanno controquerelato Colombini, sostenendo che nell’atto di querela presentato contro di loro avrebbe dichiarato di non aver mai negato l’esistenza del coronavirus, tanto meno nel corso del consiglio comunale virtuale al quale aveva partecipato e da cui è sorta la bagarre finita oggi in tribunale. Una affermazione che, secondo i tre ex capigruppo, assistiti dall’avvocato Luca Cantini, non sarebbe corrispondente al vero.

Parla Colombini, la maggioranza esce dall’assise virtuale. L’artista medita la querela – Luccaindiretta

La querela per diffamazione presentata dall’artista, come ormai noto, era stata archiviata dal gup del tribunale di Lucca, anche dopo l’opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dal pm al giudice per le udienze preliminari, ritenendo insussistenti le motivazioni dell’artista. Il quale aveva denunciato Cantini, Bianucci e Guidotti, ritenendosi diffamato per il loro contegno nel corso di un consiglio comunale online aperto agli interventi della cittadinanza e avente all’ordine del giorno il futuro dopo le restrizioni legate alla pandemia del coronavirus e soprattutto per le affermazioni contenute nella nota divulgata alla stampa per chiarire i motivi del loro allontanamento dal consiglio comunale virtuale.

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Mentre Colombini stava chiarendo il suo punto di vista durante quella seduta, Cantini, Guidotti e Bianucci si erano, infatti, scollegati dal consiglio comunale, in segno di protesta per alcune affermazioni dell’ospite invitato a parlare circa le misure di contenimento dei contagi e la pandemia stessa. Contestualmente i capigruppo avevano inviato una nota chiarificatrice alla stampa in cui affermavano di uscire dall’assise virtuale in quanto non condividevano le posizioni di Colombini nei confronti dei provvedimenti per il contrasto al Covid 19. Di fronte a quel gesto e leggendo quelle parole, Colombini aveva deciso di querelare i tre capigruppo, ritenendosi diffamato ma la denuncia era finita con un nulla di fatto ed era stata archiviata. Nel testo della querela Colombini giustificava la diffamazione per il fatto che, a detta sua, non aveva mai negato l’esistenza del coronavirus, come invece lo accusavano di aver fatto i tre ex capigruppo.

A chiedere l’archiviazione di quella querela era stato il pm Salvatore Giannino e il giudice Silvestri aveva accolto l’istanza. Colombini si era opposto, assistito dal proprio legale Emanuele Fusi, ma il gup aveva definitivamente disposto con ordinanza il non luogo a procedere nei confronti di Cantini, Bianucci e Guidotti.

Dopo l’archiviazione, i tre capigruppo chiamati in causa avevano deciso a loro volta di querelare Colombini ma per calunnia, per alcune frasi contenute in querela che, secondo Guidotti, Bianucci e Cantini, non sarebbero state corrispondenti al vero.

Quella querela è finita stamani (20 settembre) sul tavolo del giudice delle udienze preliminari del tribunale di Lucca, che ha deciso per il rinvio a giudizio di Colombini. L’udienza, nella quale Colombini potrà far valere le sue ragioni e difendersi dalle accuse, è fissata al prossimo 2 febbraio.