Nuovi lavori di restauro a Palazzo Ducale, il Tar annulla l’aggiudicazione

5 giugno 2024 | 09:17
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Nuovi lavori di restauro a Palazzo Ducale, il Tar annulla l’aggiudicazione

Secondo il tribunale amministrativo la società indicata come effettiva esecutrice non ha i requisiti. Si riparte da zero per il cantiere lungo un anno e mezzo e da 2,2 milioni di euro

Restauro di Palazzo Ducale, annullata l’aggiudicazione dei lavori per oltre 2,2 milioni di euro.

Lo ha deciso il Tar della Toscana che ha dato ragione al ricorso della Sapit Srl contro Invitalia e ministero della cultura che lo scorso 22 febbraio avevano assegnato l’appalto per restauro e conservazione della copertura dell’ala juvarriana del palazzo al Consorzio Italiano Costruzioni Manutenzioni e Servizi Società coooperativa (Consital), che ha sua volta ha dichiarato che l’effettiva esecutrice dei lavori sarebbe stata la sua consorziata Pro.Ge.Co.

Sotto la lente del tribunale amministrativo l’interpretazione dei requisiti richiesti alla ditta aggiudicataria e a quella consorziata. La tesi che ha prevalso nella sentenza è quella della ricorrente Sapit secondo qui la legge prevederebbe il possesso della qualifica necessaria anche alla ditta esecutrice dei lavori al 100 per cento, in questo caso la Pro.Ge.Co.

“La finalità di tale disciplina – spiega il Tar – è quella di evitare che l’intervento sui beni culturali sia effettuato da soggetti non qualificati, a prescindere dall’esistenza di un soggetto che se ne assuma la responsabilità nei confronti dell’amministrazione. Si tratta di un profilo che attiene alla funzione di tutela dei beni culturali, che giustifica, sul piano della comparazione dei valori, anche una limitazione della regola della concorrenzialità, con il suo portato del favor partecipationis”.

Il collegio, composto dal presidente Alessandro Cacciari e dai primi referendari Alessandro Cacciari (estensore) e Andrea Vitucci ha così accolto il ricorso e annullato l’aggiudicazione impugnata. Invitalia dovrà provvedere a pubblicare un nuovo bando di gara. Si allunga così la durata della conclusione del cantiere, che è già prevede un anno e mezzo di lavori.