Renato Genovese, nuova fatica letteraria: con “La Torre delle polveri” continuano le avventure di Michele Sacelli
Il libro fa parte della serie “Le città labirinto” ed è ambientato nel 600 in varie città europee tra la Boemia e la Germania
Proseguono le avventure di Michele Sacelli, il personaggio nato dalla penna di Renato Genovese, volto noto a Lucca, che ha dato il via all’epoca d’oro di Lucca Comics & Games. Renato Genovese con questo nuovo romanzo storico, che fa parte della serieLe città labirinto, dal titoloLa Torre delle polveri, esplora un’altra epoca d’oro, quella della città di Praga del 1600 e non solo. Avevamo lasciato Michele Saccelli, giovane lucchese, coinvolto nelle vicende che si susseguirono durante la Guerra dei Vent’anni (1618-1648) e in questo nuovo volume proseguirà il suo viaggio in altre città europee.
“Le città che visiteremo in questo nuovo volume della serie Le Città labirinto sono: Praga, Ingolstadt, una città della Germania, dove avverranno delle cose importanti per il nostro personaggio e poi Hegher una città al confine tra la Boemia e la Germania – spiega lo scrittore Renato Genovese -. Hegher è il luogo in cui Wallenstein, grande generale dell’imperatore Ferdinando II, viene ucciso dai sicari inviati appunto dall’imperatore che pensava ad un suo tradimento. Cosa c’entra Lucca? Se voi andate in Comune a Palazzo Orsetti, salendo la scalinata, dove si svolgono i matrimoni, c’è un enorme quadro, da parete a parete, dove viene ricostruito l’assassinio di Wallenstein. Questo è solo uno dei tanti riferimenti alla nostra città che potete trovare nel libro”.
La grande cura che Genovese mette nella caratterizzazione dei personaggi, ed in particolare di Michele Saccelli, ha decretato il successo del primo volume della serie Anno Domini 1630.
“Michele inizialmente è un personaggio molto giovane, ha avuto un’educazione estremamente ristretta ha studiato da diacono, al massimo è stato nella sua casa di Farneta, dove poi tra l’altro è stato veggente, perché ha preso la peste , però è riuscito a sopravvivere – racconta Genovese -. Per un ex voto da portare alla chiesa della Santa Croce di Lucca che si trova a Napoli, inizia la sua crescita, la conoscenza di se stesso che lo porterà ad innamorarsi di un uomo. Questo non significa che lui necessariamente abbia omosessualità ‘estesa’, la questione è più sentimentale, ama lui non amerà nessun altro. Tutto questo però è una cosa gravissima nel seicento e lui per pudore e sicurezza, lo terrà sempre nascosta”.
Nelle vicende di Michele Saccelli il legame con Lucca è evidente, la partenza per la Germania avverrà da qui, la sua è una famiglia di mercanti, che ha molte caratteristiche con quella che è stata la storia della nostra città. Nel suo viaggio Michele incontrerà un soldato lucchese,Giulio Prazzi, una persona arrogante un soggetto veramente poco raccomandabile.
“Sono infatti tantissimi i Lucchesi che in quegli anni viaggiavano per il mondo, non solo per commercio, ma anche come soldati, in genere per l’imperatore del Sacro Romano Impero – precisa lo scrittore -. Nella caratterizzazione dei personaggi e nello scrivere un libro è normale fare riferimento a qualcosa di sé stesso, perché noi siamo le persone che abbiamo incontrato, i dischi che abbiamo ascoltato, i film che abbiamo visto e i anche i libri che abbiamo letto, dentro di noi c’è quindi un bagaglio che fuoriesce. In questo libro c’è molta musica direi, con momenti in cui si ascolta o si fa della musica, che è una delle cose più importanti della mia vita. Qualche parola, qualche frase è stata presa da alcune delle canzoni che mi hanno maggiormente affascinato, in particolare quelle di Ivano Fossati. Quindi se e quanto vale una voce del coro del vento che trovate nel libro, viene di l’album di Fossati La pianta del tè”.
Quali saranno i suoi progetti futuri?Proseguiranno le avventure di Michele Sacelli?
“Ho molto tempo libero, quindi potrei permettermi di fare molte cose legate alla scrittura, nella mia vita ho sempre scritto, articoli, saggi e molto altro. Posso proseguire e dare un seguito alla serieLe città labirinto e ho già delle idee in mente – conclude Renato Genovese -. Oppure potrei cambiare completamente argomento scrivendo di una finta biografia che parla di un ragazzo napoletano e di un suo amico, innamorati di Sherlock Holmes”.