Elettrodotto, Tambellini: “Offeso dalle illazioni di Legambiente”
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Dopo i dubbi esposti da Legambiente sulle osservazioni riguardanti il nuovo elettrodotto, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, risponde al presidente di Legambiente, circolo di Lucca, Michele Urbano dicendosi offeso delle illazioni che sono state fatte in merito all’operato dell’amministrazione comunale.
“Questa amministrazione comunale – scrive Tambellini – non ha mai nascosto niente e dunque in nessun modo posso accettare che si insinui anche solo il dubbio che vi sia mancata trasparenza o peggio disonestà da parte nostra. In vent’anni di impegno politico attivo per la mia città ho sempre cercato di agire per il bene pubblico e non avendo accumulato nessun scheletro nei miei armadi, vado avanti sereno e forte di questa serenità”. Così si esprime Tambellini nella lettera a Urbano, chiedendo di confrontarsi sulle cose e nella fattispecie sulla vicenda che riguarda l’eletrodotto, ma facendolo in maniera seria, consapevole e rispettosa, nell’ambito del ruolo che ognuno riveste. “Le due versioni del punto 11 delle osservazioni al Pit derivano in modo del tutto evidente da un errore materiale. Infatti sul sito del Comune il link al file in questione (quello con la versione completa dell’osservazione) riporta il numero di protocollo del documento inviato in Regione (quello che manca del testo): le pare, afferma Tambellini, che se volevamo nascondere qualcosa si inseriva nel link il numero di protocollo? Perché è successo questo? Semplice: nella fase di protocollazione del documento è stata indicata erroneamente la prima versione dell’osservazione, quella che non conteneva la frase che rafforzava il contrasto del progetto dell’elettrodotto con il Pit”. Nonostante ciò, non è purtroppo la prima volta che in Comune si verificano errori materiali (l’ultimo in ordine di tempo è quello relativo alla data di scadenza della selezione per il comando dei vigili urbani). “L’ente dovrebbe lavorare riducendo al minimo fisiologico la possibilità di sbagliare, ma sostenere che questi errori materiali sono dovuti a malafede o che coprano chissà quali misteri è il frutto avvelenato di un progressivo e inarrestabile processo di decadimento del dibattito pubblico e politico”. Tambellini conclude la sua lettera affermando che il Comune ha fatto tutto quello che era in suo potere per contrastare il progetto dell’eletrodotto e la prova sono le azioni messe in campo fino a qui, he vanno dalla richiesta di realizzare un’inchiesta pubblica, rigettata dal Ministero, alla formulazione di un parere negativo nell’ambito della procedura. “Il Comune ha fatto, e sta facendo la propria parte, il resto sono chiacchiere e malafede”.
Sul tema interviene anche il gruppo consiliare in Regione di Fratelli d’Italia: “La Regione verifichi se effettivamente il documento con le osservazioni al Pit inviatole dal Comune di Lucca sia diverso da quello esibito dall’amministrazione lucchese sul suo sito, adotti iniziative verso il Comune ed eventualmente stigmatizzi atteggiamenti di scarsa trasparenza”. E’ quanto chiede il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, dopo la notizia della difformità rilevata in merito ai presunti danni ambientali causati dall’elettrodotto, citati nel documento lucchese, ma scomparsi nel testo inviato in Regione. “Se ciò fosse vero – spiega, in una nota, il capogruppo Giovanni Donzelli insieme ai consiglieri Paolo Marcheschi e Marina Staccioli – ci troveremmo davanti a una situazione molto poco chiara, perché evidentemente qualcuno ha reputato opportuno non far arrivare alla Regione delle osservazioni importanti su una vicenda di stretta attualità e di elevatissima importanza per il futuro del territorio, magari per evitare che scattassero le clausole di salvaguardia previste per le lesioni temute al territorio. Entrambe le versioni dei documenti portano la firma del sindaco, ma differiscono nel passaggio-chiave. Al di là di eventuali risvolti che la vicenda potrà avere in altre sedi, non è pensabile che sull’adozione del tanto contestato Pit da parte della Regione Toscana possa gravare l’ombra di un taglia e cuci in grado far sparire elementi da cui deriva la salute dei cittadini e dell’ambiente, in primis il caso dell’elettrodotto che da mesi è al centro di una battaglia dei cittadini nei confronti di Terna e del Comune di Lucca. Continueremo a seguire la vicenda iniziando proprio con un’interrogazione in Consiglio regionale”.