Giorno del ricordo: un libro ricorda i profughi istriani a Lucca
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In occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio), l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca, su impulso delle presidenze dei Consigli provinciale e comunale, ha realizzato un Dvd Gli esuli istriani, fiumani e dalmati a Lucca e un libro scritto da Armando Sestani Esuli a Lucca. Il Dvd è già in distribuzione nelle scuole, mentre il libro sarà in vendita in tutte le librerie a partire dai prossimi giorni e sarà presentato martedì (10 febbraio) alle 17 al Real Collegio, alla presenza dell’autore, di Andrea Palestini e Matteo Garzella (presidenti dei consigli provinciale e comunale), Gianluca Fulvetti (direttore dell’Istituto Storico della Resistenza) e di due esuli, Sergio Maraschin e Nadia Casalino Sabatti. Spiega Sestani: “Il mio lavoro è diviso in cinque capitoli: il primo riguarda la guerra e il dopoguerra a Lucca visto dalla parte degli sfollati; il secondo riporta alle vicende sul confine orientale italiano ed è collegato al terzo, in cui si racconta l’esodo degli esuli da Pola a Lucca nel 1947. A seguire, il capitolo più lungo, quello sull’inserimento dei profughi nella loro nuova realtà, gli aspetti identitari, i problemi di vita quotidiana come il lavoro e la casa o l’attività religiosa. Il libro si chiude con un breve capitolo che fa una quantificazione precisa del fenomeno”. Armando Sestani è figlio di due profughi, Silvio Sestan (il cui cognome viene italianizzato nel 1932 per decreto del prefetto di Pola) ed Elvia Fanucco, nati a Pola e poi, per nove anni e fino al 1956, vissuti in un campo profughi a Taranto prima di approdare a Lucca alla fine degli anni Sessanta. E’ in questa storia familiare, che rende la città di Pola un luogo magico e fantastico, che si fonda la storia narrata dall’autore. Un lavoro meticoloso e documentato, ricco di numeri e di date, per ricostruire la storia degli esuli che, dopo il 1947, arrivarono a Lucca e vissero molto a lungo dentro il Real Collegio facendo i conti con l’esperienza della vita in comune e con le difficoltà dell’inclusione sociale. Un’opera che ben si integra con il Dvd e che diventa anche uno strumento per fare giustizia, alle vittime e ai sofferenti, finalmente restituiti a una narrazione pubblica.