Anche a Lucca il garante per i diritti dei detenuti

24 marzo 2015 | 16:02
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Anche a Lucca il garante per i diritti dei detenuti

Il garante dei diritti dell’infanzia e dei detenuti diventano realtà anche a Lucca: la, pratica, discussa ed emendata in corso di consiglio, è stata accolta all’unanimità (24 voti favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti), ottenendo così anche la maggioranza qualificata necessaria per ogni modifica staturaria del Comune di Lucca. Una figura, quella in parola, ancora latente a Lucca, ma presente già in moltissime realtà. “Potevo procedere in autonomia alla nomina del garante – spiega il sindaco Alessandro Tambellini – ma ho preferito che la scelta passasse per il consiglio comunale. Nessun gruppo, ad oggi, si è opposto alla modifica statutaria che è necessaria per tale introduzione, essendo la pratica passata all’unanimità nella commissione competente”.
A spiegare la ratio della proposta di delibera è il consigliere Renato Bonturi (Pd), presidente della commissione partecipazione: “La commissione – dice Bonturi – ha esaminato la pratica in seduta congiunta con la commissione sociale. Si individua in questo modo la figura del garante dei diritti dei detenuti, precedentemente non prevista, ma prevista a tutti i livelli, comunale, provinciale e regionale, in 14 regioni”. La consigliera Diana Curione (Lucca Civica) ricorda invece gli incontri della commissione con il direttore del carcere con la commissione sociale in un percorso di civilità per la dignità dei detenuti del carcere San Giorgio di Lucca.

Le criticità arrivano dalle parole di Pietro Fazzi, ex sindaco e consigliere comunale di Liberi e Responsabili: “Senza dubbio – commenta Fazzi – si tratta di una iniziativa meritoria. Ma devo porre in rilievo alcuni aspetti. Innanzitutto la titolarità della designazione, ovvero qual è il soggetto che, in definitiva, nomina il garante affinché non sia semplicemente un atto burocratico. Altra questione è quella del voto: nel testo che andiamo ad approvare si parla infatti di una nomina a maggioranza assoluta. Ritengo che in questo tipo di nomine occorrerebbe coinvolgere anche le opposizioni in Consiglio, per raggiungere una maggiore condivisione. Sarebbe utile, insomma, almeno un tentativo di elezione a maggioranza qualificata. Non si parla, poi, dei criteri sulla base dei quali effettuare la nomina di un personaggio di specchiata competenza sul tema. Infine non è previsto in alcun passaggio un’ipotesi di revoca del garante né le modalità della stessa. Un esempio ci potrebbe venire, per esempio, dalle norme per l’elezione del difensore civico regionale, la cui nomina avviene a maggioranza qualificata e la cui revoca, invece, può essere fatta a maggioranza semplice”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca il consigliere Luca Leone (Impegno Comune) che si chiede se non sia necessaria una riflessione ulteriore prima dell’approvazione del testo: “Anche perché – ricorda Leone – nello statuto si parla anche di un garante dei diritti dell’infanzia che non mi sembra, nonostante la previsione, che sia mai stato attuato”.
Sulla questione interviene anche la consigliera Valentina Mercanti (Pd): “La delibera di oggi non è certo un atto blindato – precisa – Non è nostra abitudine arrivare in Consiglio con dei pacchetti predefiniti e siamo aperti a valutare tutte le proposte. Non vogliamo una nomina politica: proprio con questo spirito abbiamo spostato la scelta dal sindaco al consiglio comunale. Serve una figura che sappia fare da intermediario tra quello che succede dentro e quello che accade fuori dalla casa circondariale, su questo non si discute. Per quanto riguarda i criteri e gli altri aspetti tecnici saremo pronti a tornarci nel prossimo futuro, con altri atti”.
Orgoglioso di partecipare a questo passaggio in Consiglio il consigliere ed ex assessore Angelo Monticelli, componente anche della commissione sociale: “Volevamo che il garante fosse inserito nello statuto – ha detto – per far sì che una fascia debole di popolazione potesse interfacciarsi con una figura oggi non presente. La realtà del San Giorgio richiede grande sensibilità: serve una figura di provata affidabilità ed esperienza. Per questo, nei prossimi passaggi, dovremmo specificare bene i criteri di nomina”.
A seguito delle proposte dei consiglieri di minoranza, e dopo una sospensione del Consiglio si è raggiunto un accordo su alcune modifiche del testo presentato nella delibera: “Viene in particolare apportata un’aggiunta all’oggetto della delibera – ha detto leggendo il nuovo testo il presidente del Consiglio, Matteo Garzella – inserendo anche la questione del garante dei diritti dell’infanzia oltre che dei detenuti. Precisazioni in corso d’opera anche riguardo all’articolo 15: in questo caso si afferma che il garante viene eletto a scrutinio segreto dai componenti del consiglio, con la maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni, poi a maggioranza assoluta nelle successive. Inoltre i garanti potranno essere revocati con votazione a scrutinio segreto dal consiglio medesimo su proposta di almeno un quarto dei consiglieri comunali”.

Paolo Lazzari