
Arriva primo per ben due volte a una selezione pubblica e in entrambi i casi il bando viene annullato con decreto in autotutela dall’ente che lo ha emesso per “inesattezze” in esso contenute. Un episodio indubbiamente singolare accaduto a Massimo Salotti, insegnante lucchese di pianoforte, che ha affidato a Facebook il suo sfogo ironico proprio oggi (13 aprile) che è stato emesso un terzo bando per il medesimo posto, quello di pianista accompagnatore al liceo musicale Passaglia per l’anno scolastico in corso.
Scrive Salotti sul social network: “Lucca, storie di un 2017 qualunque. Un bel giorno decido di partecipare ad un bando per una selezione pubblica. Incredibilmente risulto vincitore e unico idoneo. Risultato effettivo: bando magicamente annullato. Si richiede un’integrazione: integriamo e risulto vincitore per la seconda volta consecutiva. Risultato effettivo: bando magicamente annullato”. Raggiunto telefonicamente, il pianista aggiunge: “Ho scritto a Le Iene perché quanto è accaduto ha del paradossale. Si trattava di una selezione per titoli: la prima volta sono risultato l’unico idoneo e l’integrazione richiesta al secondo giro ha fatto sì che anche altri partecipanti risultassero idonei e io, ancora una volta, primo. Ma anche questa volta il bando è stato annullato e ne è stato pubblicato un terzo, il tutto nel giro di un mese esatto (il primo avviso di selezione è stato pubblicato il 13 marzo, ndr). Non credo che parteciperò più – ha spiegato Salotti – e mi amareggia constatare che la superficialità di un ente pubblico finisca con l’inficiarne la credibilità. Temo sia mancata professionalità nel pubblicare e gestire il bando”. Alla prima selezione avevano risposto cinque insegnanti; alla seconda, che attribuiva un punteggio ulteriore per specifici concerti, corsi di perfezionamento e attività didattiche, i partecipanti sono stati tre (oltre a Salotti, il lucchese Simone Rugani e Alessandra Dezzi). Adesso non rimane che vedere in quanti si presenteranno alla terza selezione e se Le Iene si interesseranno alla vicenda prima della sua risoluzione.
Elisa Tambellini