Celebrazioni pucciniane, tre membri del comitato contro Veronesi: “Gestione disordinata e non trasparente”. Raspini: accuse gravi, se ne deve andare. Il sindaco frena: “E’ il comitato che non funziona”

6 febbraio 2023 | 17:09
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La lettera inviata alla presidenza del Consiglio dei ministri dalla presidente del centro studi Puccini e da altri due membri: “Preventivi e consulenze a costi superiori a quelli dei normali tariffari”. Votato all’unanimità l’odg del centrosinistra che chiede trasparenza degli atti

Alberto Veronesi non è nell’aula di Palazzo Santini, ma le parole contenute in una memoria inviata dalla presidente del centro studi Giacomo Puccini, Gabriella Biagi Ravenni, insieme al vice, Virginio Bernardoni e Michele Gerardi, alla presidenza del Consiglio dei ministri, oltre che ai titolari dei dicasteri di cultura, istruzione e merito, università e ricerca, lo evocano più volte. E non risparmiano al presidente del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane, di cui gli studiosi fanno parte, critiche pesanti, lamentando, loro che del comitato fanno parte, “una conduzione disordinata e non trasparente delle attività”, “evidenziata – sostengono – da inefficienze di gestione e da irregolarità rispetto a quanto stabilito dal regolamento per il funzionamento del Comitato promotore per le celebrazioni pucciniane”.

Una lunga lettera che, inviata lo scorso 9 gennaio, è stata letta al termine degli interventi esterni al consiglio comunale richiesto dal centrosinistra in seduta aperta proprio per discutere le criticità emerse durante i primi mesi dell’organismo costituito dall’ex premier Mario Draghi per organizzare un cartellone di eventi e iniziative per celebrare il centenario pucciniano. La missiva, inviata dalla professoressa Biagi Ravenni, chiamata a intervenire direttamente ma impossibilitata a farlo, è stata letta dal capogruppo del Pd, Francesco Raspini, il quale aveva chiesto che ne fosse data lettura da parte del presidente del consiglio comunale o dal sindaco.

I tre firmatari hanno elencato una serie di episodi che, a loro parere e secondo la loro ricostruzione, starebbero a indicare una gestione “non conforme” al regolamento da parte del presidente, di cui viene anche criticato il “doppio ruolo” di guida del comitato promotore e quello nel comitato scientifico, da cui si sono dovute già registrare diverse dimissioni. Nella memoria si mette in rilievo come, a parere dei tre firmatari, “le iniziative della presidenza abbiano travalicato le prerogative meramente organizzative e di rappresentanza assegnate al presidente” dal regolamento, “esautorando – incalzano – in più circostanze il comitato promotore dai compiti ad esso specificamente assegnati”. A numerose altre valutazioni critiche i firmatari aggiungono anche che “i preventivi trasmessi a più riprese dal presidente al Comitato e proposti da professionisti per consulenze funzionali alle attività celebrative sono in molti casi di gran lunga superiori ai tariffari di riferimento degli ordini professionali per la gestione di analoghe prestazioni”. Accuse da cui il maestro Veronesi non si è potuto difendere, dal momento che non ha potuto partecipare alla seduta del consiglio comunale.

Quelle parole, però, contenute nella memoria inviata alla presidenza del Consiglio dei ministri, hanno acceso la polemica a Palazzo Santini, dove si è svolto oggi (6 febbraio) un consiglio straordinario richiesto dalle opposizioni in consiglio comunale (Pd, Sinistra Con, Lucca Futura, Lucca è un grande Noi, Lucca Civica – Volt – Lucca è popolare) per chiedere chiarimenti proprio sull’attività del comitato presieduto dal maestro Alberto Veronesi, finito al centro delle critiche di alcuni esponenti politici, anche a seguito di una serie di dimissioni di componenti dell’organo, a partire da quella del tesoriere. Dopo oltre 5 ore di dibattito, un punto fermo: il consiglio comunale si è rivelato compatto nella richiesta di trasparenza degli atti e dei verbali del comitato promotore, sui quali al momento vige l’obbligo di segretezza.

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Un lungo e acceso il dibattito, insomma, quello andato in scena a Palazzo Santini (l’assise è durata oltre 5 ore), con i consiglieri di opposizione che hanno incalzato il sindaco Mario Pardini che, con un continuo botta e risposta, ha replicato alle accuse. Il sindaco ha cercato di chiarire la sua posizione riguardo al presidente Veronesi. Incalzato dal consigliere Raspini a esprimersi se non ritenesse necessario chiederne le dimissioni, alla luce di quanto letto in aula, il primo cittadino ha invitato a spostare la questione: “Non credo – ha detto – che sia questa la vera questione. Il comitato non funziona e c’è bisogno di trasparenza come già detto in una lettera inviata il 6 gennaio. Serve cambiare rotta se no la barca non arriva in porto: e se perdiamo i finanziamenti, Lucca sarà la prima a rimetterci e non è ciò che vogliamo“.

Un dibattito andato avanti per oltre 5 ore in cui il centrosinistra è partito subito all’attacco presentando, proprio pochi istanti prima dell’avvio della seduta straordinaria, un’istanza per conoscere atti e verbali delle sedute del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane. Proprio sul tema trasparenza, il consiglio comunale ha approvato un odg dell’opposizione all’unanimità: una vittoria per il centrosinistra, che lo ha proposto chiedendo l’impegno a rimuovere il vincolo della segretezza agli atti e ai verbali del comitato promotore.

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Un consiglio straordinario richiesto dall’opposizione: le motivazioni

Tante le assenze al consiglio comunale straordinario, tra cui il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente del comitato per le celebrazioni pucciniane Alberto Veronesi e il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.

A spiegare le motivazioni della richiesta di un’assise straordinaria sul tema è stato il consigliere Daniele Bianucci (Sinistra civica ecologista): “La nostra città e il nostro territorio si possono permettere di perdere l’occasione che, per il suo rilancio culturale e musicale e quindi poi economico e turistico, rappresenta il lavoro portato avanti dal comitato nazionale per le Celebrazioni pucciniane? Da questa domanda, che da mesi è quella che si fanno tante cittadine e cittadini, è partita la richiesta di Consiglio comunale aperto, che i gruppi consiliari di centrosinistra hanno presentato in maniera unitaria, come contributo fattivo e propositivo per dare una svolta ad una situazione che preoccupa noi e la nostra comunità tutta, e con la speranza che da questo importante momento istituzionale si esca non con un gioco delle parti, e quindi con un nulla di fatto che significherebbe ancora una volta la palude, ma semmai con un dispositivo forte e un mandato concreto e chiaro che il Consiglio comunale della nostra Città può e deve esprimere, per ripartire nella chiarezza, nella trasparenza, nell’efficacia. Ogni soluzione diversa da questa, noi siamo convinti, sarebbe una ferita mortale per Lucca, per il nostro territorio e per tutti i soggetti coinvolti nel comitato”.

“Ricapitolo per sommi capi la questione – prosegue Bianucci -. Da mesi apprendiamo da vari articoli sulla stampa locale e nazionale, delle crescenti preoccupazioni espresse da molti componenti del comitato in merito a serie criticità circa la gestione dello stesso da parte del suo Presidente; nel corso degli ultimi due mesi si sono succedute varie dimissioni dal Comitato stesso da parte di alcuni suoi autorevoli esponenti – tra gli altri il tesoriere Nicola Bellini della Scuola Superiore S. Anna di Pisa e la Presidente del Conservatorio Cherubini di Firenze Rosa Maria Di Giorgi – tutti hanno esplicitamente e pubblicamente motivato la loro scelta ricollegandola a gravi carenze gestionali del Presidente arrivando a dichiarare che ‘non ci sono le condizioni per un lavoro proficuo’ e che il Comitato stesso fosse ‘privo di una visione e di una strategia complessiva’; tali preoccupazioni sono state espresse, seppure con accenti diversi, dal nostro sindaco di Lucca, e dai sindaci di Viareggio e Pescaglia quali rappresentanti dei territori interessati dalle celebrazioni pucciniani del 2024. E non possiamo che prendere atto che il giudizio negativo sulla gestione del Comitato da parte del suo presidente è condiviso in modo trasversale visto il tenore delle dichiarazioni di molti esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e, perfino della maggioranza che esprime l’amministrazione comunale lucchese. Cito ad esempio il consigliere della Lega Baldini, che ha formulato un’interrogazione al presidente della Regione affermando che ‘la capacità gestoria del comitato da parte di Alberto Veronesi pare del tutto inadeguata e ha già seriamente pregiudicato il funzionamento dell’ente che rischia un flop internazionale […]’. Abbiamo appreso che in varie occasioni si è verificata la mancanza del numero legale richiesto per la validità delle sedute del Comitato e che la causa di tale circostanza sarebbe da collegarsi alla contrarietà di molti componenti che hanno deciso di non partecipare alle riunioni dell’organo per segnalare la propria opposizione alle modalità di conduzione dello stesso da parte del presidente Veronesi; cose del tutto simili, ci risulta, sarebbero accadute pure nell’ultima riunione del comitato. C’è un malumore ed è ormai evidente anche in città dove molti cittadini s’interrogano in merito alle ragioni delle problematiche emerse in seno al Comitato e vivono con profonda inquietudine la scelta, adottata fin dagli indirizzi costituitivi del Comitato stesso, di mantenere secretati i verbali delle sue riunioni e contenuti delle scelte adottate. E lo stallo che si è creato, oltre ad essere poco edificante, rischia soprattutto di depotenziare completamente le azioni culturali che con l’attività del centenario possono essere realizzate sul nostro territorio, fino ad arrivare alla minaccia ormai concreta di un risultato finale costituito da un’immensa occasione persa per il rilancio della nostra area di cui ho parlato in premessa e addirittura dalla perdita di almeno una parte delle risorse che per esso sono state stanziate e quindi a disposizione”.

Abbiamo la necessità e l’urgenza, appunto, di riportare il percorso del comitato su un binario di trasparenza, efficacia, proficuo rapporto tra istituzioni e realtà culturali locali e nazionali, e ciò a nostro avviso non può prescindere da un netto cambio di passo. E c’è un elemento politico che non è possibile non prendere in considerazione – continua Bianucci -. Il dottor Veronesi è stato candidato sindaco solo alcuni mesi fa nella nostra Città, e il suo appoggio a Mario Pardini al ballottaggio è stato decisivo per la vittoria della destra alle comunali. Inoltre il dottor Veronesi è oggi uomo di fiducia del sindaco, in quanto lo rappresenta alla presidenza della Fondazione Puccini. E quindi oggi apriamo un dibattito da noi promosso, intanto con la speranza e l’auspicio che ci sia una discussione franca e aperta, e nessuna difesa di ufficio che nasca da riconoscimenti politici ed elettorali pregressi che noi abbiamo segnalato perché ci sono sembrati evidenti e che ancora rischiano di non essere finiti. Ringraziamo tutti gli ospiti che oggi intervengono al Consiglio aperto, a partire dagli esponenti istituzioni che onorano il nostro Consiglio”.

Ci spiace che il dottor Veronesi abbia deciso di non partecipare, e nella conferenza dei capigruppo abbiamo appreso dall’amministrazione comunale che tale assenza sarebbe dovuta verosimilmente alla sua campagna elettorale per le regionali in Lombardia. Ferma restando la piena libertà politica del dottor Veronesi, che nessuno di noi mette in dubbio e che i cittadini giudicheranno come credono, ci pare, e lo vogliamo dire, poco rispettosa la sua scelta di non essere qui oggi. Nei confronti dei cittadini lucchesi, visto che il Consiglio è la più importante istituzione della Città. Nei confronti del sindaco Pardini, che è legato appunto al dottor Veronesi da rapporto fiduciario per la Fondazione Puccini; nei confronti anche del suo impegno di presidente. Noi amiamo infatti una politica che non abbia la bulimia di nuovi incarichi e di elezioni, ma che con spirito di servizio porti avanti compiutamente l’impegno negli incarichi già ricoperti. In merito alla presenza di Veronesi, abbiamo poi assistito, e qui ci pare giusto sottolinearlo, ad un poco comprensibile avvitamento da parte del sindaco Pardini: che prima aveva chiesto ufficialmente alla capigruppo di convocare un secondo Consiglio la settimana prossima per ascoltare appunto Veronesi, e poi si è tirato indietro. Da parte nostra, e vogliamo spiegarlo a tutti, abbiamo per la convocazione richiesto il rispetto della tempistica prevista dal Regolamento del Consiglio comunale e dal Tuel, perché crediamo sia urgente confrontarci su quali azioni intraprendere per superare lo stallo del comitato, e non crediamo che la Città e il territorio debbano per questo mettersi in fila ad aspettare gli esiti delle competizioni elettorali in corso nel nostro Paese. Ascolteremo oggi i contributi che arriveranno con molta attenzione; al termine della parte aperta del Consiglio – conclude Bianucci -, abbiamo il desiderio di farci promotori di iniziative consiliari per superare lo stallo in essere. Un primo passo lo abbiamo già compiuto, abbiamo come consiglieri presentato istanza di accesso civico per avere a disposizione gli atti e i verbali del comitato oggi secretati. Una battaglia di trasparenza e partecipazione che, ci auguriamo, possa diventare battaglia di tutto il Consiglio”.

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Gli interventi

Il primo intervento è quello del presidente della provincia di Lucca Luca Menesini, il quale ha presentato al comitato una delibera per la trasparenza di atti, sedute e concessioni di finanziamenti. Una proposta firmata dal presidente Menesini che sarà discussa e votata in una delle prossime sedute: “Trasparenza sull’operato del comitato per le celebrazioni pucciniane e azioni condivise nell’interesse della città di Lucca, dell’intero territorio provinciale e della promozione di Giacomo Puccini. Sono questi – ha infatti osservato Menesini – i due elementi cardine su cui si potrà fondare un buon lavoro del Comitato, che fino ad oggi ha stentato a partire, e quindi una buona promozione della città e di tutti i territori della provincia che rappresentano i luoghi di Puccini. Per questo motivo porterò in votazione alla prossima riunione del Comitato una proposta di deliberazione – già inviata a tutti i membri e illustrata nell’ultima seduta – che impegna il Comitato stesso alla massima trasparenza su atti, affidamenti e contratti, esattamente come funziona per ogni amministrazione che gestisce soldi pubblici. Il ricordo di Puccini non è soltanto di chi già lo conosce e lo ama, il ricordo di Puccini è di tutti i cittadini della nostra provincia e la sua storia, la sua arte, la sua musica devono diventare patrimonio pubblico condiviso. Puccini deve entrare in ogni casa, in ogni scuola, in ogni luogo di aggregazione per grandi e piccini; quando un turista arriva a Lucca deve sentire subito di essere nella terra del Maestro”.

“Per questo è stato istituito il Comitato e a questo deve quindi lavorare, proponendo un programma di iniziative e di interventi di riqualificazione dei luoghi di Puccini – prosegue Menesini -, seguendo le indicazioni degli esperti e gli approfondimenti di studio, ma anche aprendosi all’ascolto dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni attraverso collaborazioni con le scuole. La memoria non può essere un qualcosa di fermo, men che mai la memoria di un artista. E’ pertanto fondamentale darsi il metodo della trasparenza e della massima pubblicità, su tutti i siti istituzionali degli Enti coinvolti, delle azioni e degli atti del Comitato istituito per rendere omaggio a Puccini ma anche alla sua musica, ai suoi luoghi, alla cultura a lui legata. Come Provincia siamo orgogliosi che la legge ci abbia inserito fra i soggetti costitutivi del Comitato per le celebrazioni, perché costituisce una grande opportunità per far emergere e valorizzare quel filo conduttore che lega la Piana di Lucca, la Valle del Serchio e la Versilia in modo indissolubile sotto il profilo culturale, turistico e sociale. E siamo pronti a fare la nostra parte, messo in chiaro il metodo da adottare e ristabilite – e perseguite – le finalità del Comitato. Con la trasparenza e le azioni condivise nell’interesse dei territori, il binomio ‘Lucca-Puccini’ diventerà realtà”.

Critico il sindaco Pescaglia Andrea Bonfanti, che ha chiesto un cambio di registro e ha attaccato il presidente del comitato Alberto Veronesi: “Le mancanze di questo comitato sono originate da un peccato originale, la decisone di allargare il comitato ad un numero estremante alto di membri. C’è stata totale inadeguatezza del presidente ad amministrare il comitato, c’è stata mancanza di organizzazione, correttezza e trasparenza. I lavori non sono stati mai del tutto partiti, negli ultimi mesi ci sono state 6 o 7 riunioni che sono andate deserte. Credo che abbiamo perso troppo tempo, dobbiamo richiamarci tutti ad un senso di responsabilità. Tutti vogliamo portare avanti un lavoro corretto per questo abbiamo chiesto un master plan. È il momento di parlare di contenuti per celebrare il centenario di Puccini al meglio. Va cambiato registro. Ho fatto la richiesta di cambiare il presidente perché è un problema difficilmente risolvibile, ma guardiamo avanti con speranza. Spero che un aiuto venga dal consiglio comunale di oggi. Lucca è la città di Puccini ed è voce autorevole. Siamo stanchi, spero che dalla prossima riunione del comitato di possa parlare di contenuti”.

La parola passa alla presidente dell’associazione Lucchesi nel Mondo, Ilaria Del Bianco: “Non ci possiamo permettere di perdere questa sfida. Nel 2008 la casa di Celle fu l’unico luogo della memoria di Puccini che usufruì di finanziamenti. Non nego la fatica di alcune riunione all’interno del comitato di oggi, ma vedo unità di intenti da parte del nostro territorio. Una sinergia che rappresenta lo strumento con la quale si possono superare delle difficoltà che non si possono negare. Non è vero che le istituzioni pucciniane in questi anni sono state ferme, adesso però c’è un progetto che è il terreno su cui possiamo costruire delle serie iniziative per la nostra città. L’occasione del comitato e dei finanziamenti legati a quest’ultimo non deve essere dispersa. Il nostro territorio si deve presentare unito, solo così non ci potranno essere ostacoli. Puccini è il più grande lucchese che la nostra città ha potuto far conoscere nel mondo, adesso dobbiamo essere uniti per non perdere questa occasione”.

Andrea Colombini (presidente Puccini e la sua Lucca International Festival) propone una soluzione per uscire dall’impasse: “Centenario della Turandot? Non dobbiamo cercare consensi elettorali (riferendosi all’intervento di Menesini ndr), siamo già in ritardo per organizzare il centenario. Per Puccini la prima cosa che dobbiamo fare è agire, fare. Chiediamo a gran voce che il comitato sia gestito non da partecipanti che hanno interessi più o meno velati, certo, lo dico chiaramente, legittimi, ma dai sindaci. Chiediamo che sia il potere politico a gestore il comitato sfruttando poi le competenze che ci sono sul territorio. Il sindaco Bonfant ha parlato di master plan, ma i bandi ci sono o no? Questa è un’occasione imperdibile, non sprechiamo i fondi come nel 2008. Abbiamo la possibilità di risolvere tutto, ma va risolto un problema di metodo: i sindaci devono prendere il comitato in mano. Faccio una domanda ai consiglieri di centrosinistra: perché non chiedete un consiglio comunale aperto anche per sapere negli ultimi sei anni come sono stati presi i soldi della Fondazione Puccini? Siate chiari anche su questo”.

È il capogruppo Pd Francesco Raspini, dopo la richiesta fatta al presidente del consiglio comunale Enrico Torrini, a leggere il documento inviato dalla professoressa Gabriella Biagi Ravenni (presidente Centro Studi Giacomo Puccini). Una memoria, firmata anche da Virgilio Bernardoni e Michele Girardi, che segnala gli aspetti critici all’interno del comitato pucciniano e che mette nel mirino la conduzione del presidente Veronesi. Sotto attacco, nel dettaglio, la “conduzione disordinata e non trasparente del comitato promotore, inefficienze di gestione e irregolarità rispetto al regolamento. Si evidenziano la mancata assunzione di un piano di indirizzo per le iniziative e una chiara ed efficiente organizzazione interna. Ad oggi il comitato promotore non conosce la composizione del comitato scientifico. La situazione ha prodotto le dimissioni del tesoriere Nicola Bellini. Imbarazzo e perplessità evidenziate anche dai sindaci. La situazione suscita preoccupazione e auspichiamo un intervento autorevole affinché il comitato possa conseguire gli importanti traguardi prefissati per le celebrazioni legate a Puccini”.

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Nella memoria letta in aula i tre componenti del comitato promotore per le celebrazioni pucciniane sostengono che una serie di “aspetti critici” “compromettono l’efficacia dell’azione del comitato stesso e il conseguimento degli obiettivi ad esso assegnati. Il comitato – si legge nella memoria – si è insediato il 10 ottobre 2022. A oggi il presidente ha convocato riunioni nelle date del 10 e 18 ottobre, 3, 9, 25, 28-29-30 novembre, 5, 7, 13, 16, 23 e 29 dicembre 2022. Le convocazioni del 29 e 30 novembre sono state annullate dal presidente stesso. Le sedute del 25 e 28 novembre, 23 e 29 dicembre non si sono potute svolgere a causa della presenza di un numero di membri insufficiente a garantirne la validità. In generale, i sottoscritti denunciano una conduzione disordinata e non trasparente delle attività del Comitato promotore, evidenziata da inefficienze di gestione e da irregolarità rispetto a quanto stabilito dal regolamento per il funzionamento del Comitato promotore per le celebrazioni pucciniane”.

Nello specifico viene segnalato che “le convocazioni delle riunioni” si svolgono “sempre e solo in modalità d’urgenza – si sostiene nella lettera -, con sistematica messa a disposizione ritardata della documentazione connessa all’ordine del giorno, in contraddizione con l’articolo 5 comma 4 del regolamento”. “Non è pervenuta – si legge nella missiva – la documentazione relativa ai punti 2 e 3 dell’ordine del giorno della seduta del 9 novembre, ai punti 3, 4, 5 degli ordini del giorno delle sedute del 5 e 7 dicembre e ai punti 2, 3 e 6 dell’ordine del giorno della seduta del 16 dicembre”.

Nel mirino, sempre stando alla ricostruzione fornita da Biagi Ravenni, Bernardoni e Girardi, finisce così anche “l’ammissione alle sedute del 10 e del 18 ottobre di persone non nominate nel Comitato e non delegate a rappresentare gli enti che lo compongono”. Oggetto di critica anche “la redazione dei verbali delle riunioni in forme minimali, che non danno conto delle discussioni svolte e riportano in modo incompleto, o non riportano affatto, le espressioni critiche in merito agli argomenti all’ordine del giorno e alle proposte oggetto di votazione” oltre che “la trasmissione non tempestiva dei verbali delle riunioni svolte, il mancato aggiornamento dei medesimi a seguito dei rilievi presentati e l’assenza completa di informazioni in merito alla loro approvazione secondo quanto previsto dall’articolo 9 comma 2 del regolamento”.

I tre membri, nella loro ricostruzione, contestano anche il fatto che sarebbero state fornite “informazioni insufficienti al Comitato promotore in merito alle convocazioni del comitato scientifico e la condivisione incompleta col Comitato promotore dei verbali delle riunioni del comitato scientifico”.

“Nello specifico – si legge ancora nel memoriale -, si rileva come le iniziative della presidenza abbiano travalicato le prerogative meramente organizzative e di rappresentanza assegnate al presidente, esautorando in più circostanze il Comitato promotore dai compiti ad esso specificamente. Nella seduta di insediamento del 10 ottobre il presidente ha proposto di proprio arbitrio un elenco di diciassette componenti il comitato scientifico che ha suscitato nei membri del Comitato promotore perplessità di metodo e di merito non registrate al punto 3 del verbale di tale seduta. Nella riunione del 18 ottobre il presidente ha ripresentato la medesima lista integrata da altri tre componenti estratti a suo imponderabile giudizio da una rosa di altre diciassette candidature proposte dai membri del Comitato. Ai voti la proposta del Presidente non ha ottenuto la maggioranza qualificata prevista dall’articolo 8 comma 4 del Regolamento approvato all’unanimità nella riunione del 10 ottobre”.

Accuse pesanti sul fronte della gestione delle convocazioni e delle sedute del comitato. “Nella riunione del 3 novembre – sostengono i tre firmatari della lettera – il Presidente ha introdotto una modifica di Regolamento che ha trasformato in maggioranza semplice la maggioranza qualificata prevista dall’articolo 8 comma 4 e ne ha applicato ex post gli effetti alle votazioni effettuate nella riunione del 18 ottobre, stravolgendo la volontà chiaramente espressa in quella sede dal comitato promotore in merito alla formazione del comitato scientifico. Si considera inoltre – prosegue la lettera – un eccesso di potere e una prevaricazione alla libera funzione di indirizzo assegnata al comitato scientifico la auto-nomina del presidente in tale organismo. Si ricorda infatti che il Comitato promotore non ha potuto discutere, né valutare gli indirizzi elaborati dal comitato scientifico, come richiesto, per esplicita volontà del presidente nel suo doppio ruolo. Inoltre, indirizzi sono stati successivamente integrati di volta in volta e anche in questo caso sottoposti alla valutazione del comitato promotore, come a volere predeterminare le decisioni di quest’ultimo”.

Ma non finirebbe qui, secondo la ricostruzione che dei fatti fanno Biagi Ravenni, Bernardoni e Girardi. “Pur non rivestendo il presidente alcuna funzione gestionale diretta o delegata – si legge nel loro memoriale – , ha emanato due bandi senza sottoporli all’approvazione preventiva del Comitato promotore. Ottenuta dal comitato nella riunione del 3 novembre una deroga speciale per impostare la pratica di selezione dei progetti pervenuti in risposta all’avviso pubblico, nella riunione del 9 novembre il presidente non ha ritenuto necessario fornire al Comitato l’elenco completo dei progetti e dei soggetti concorrenti, i criteri applicati nella sua prevalutazione e il resoconto analitico dei punteggi riportati da ciascun progetto. La pubblicazione nel sito del Comitato dell’esito di questo bando, esplicitamente prevista dall’avviso pubblico, non è ancora avvenuta. Vale la pena ricordare che in quella stessa seduta il revisore dei conti chiarì che sarebbe stato sufficiente definire un programma di spesa entro il 31 dicembre 2022, laddove il Presidente aveva comunicato come data ultimativa per l’impiego delle risorse in competenza 2022 il giorno 8 dicembre. Soltanto a posteriori abbiamo appreso che il presidente ha un incarico dirigenziale in un ente che nella seduta del 9 novembre ha ottenuto il finanziamento di due propri progetti e sempre a posteriori abbiamo riscontrato l’affidamento al presidente della direzione d’orchestra dei concerti di Capodanno” che – è l’accusa dei tre membri del comitato promotore -, sarebbero stati “finanziati con risorse del comitato”. Un aspetto che il sindaco ha subito smentito in aula, quando ha preso la parola: spiegando che in quella seduta, da cui il Comune di Lucca, per ovvi motivi di opportunità, si è astenuto, sarebbe stato votato un sostegno economico per i Puccini days, cosa che non ha nulla a che vedere con Veronesi.

Restano tante le critiche rivolte al maestro dai tre membri nella lettera alla presidenza del Consiglio dei ministri (e a tre dicasteri): “Il presidente – sostengono Biagi Ravenni e gli altri due membri firmatari – non ha condiviso col Comitato promotore forme e contenuti né del sito, né delle altre azioni comunicative intraprese. Si ritengono trascuratezze rilevanti a detrimento della trasparenza e della responsabilità pubblica la mancata informazione nel sito dell’organigramma del Comitato promotore e del comitato scientifico e dei nominativi di coloro che vi esercitano funzioni di controllo, così come l’assenza di riferimenti alla funzione della segreteria amministrativa incardinata presso il Dica della presidenza del Consiglio. La situazione fin qui descritta ha prodotto, in data 19 novembre 2022, le dimissioni del professor Nicola Bellini, rappresentante designato dal ministero dell’Istruzione, incaricato dal Comitato delle funzioni di segretario e tesoriere. Dimissioni accompagnate dalla constatazione da parte del professor Bellini dell’assenza di una strategia complessiva e motivate con la non compatibilità fra le proposte procedurali del presidente e principi di una buona amministrazione delle risorse pubbliche”.

Il dibattito, gli odg e la replica del sindaco Mario Pardini

Durante la fase del dibattito, non sono mancati momenti di scontro anche vivace. A leggere il primo ordine del giorno dell’opposizione, è la consigliera Ilaria Vietina (Lucca è un grande noi) che ribadisce che “la situazione non è più sostenibile” e che “Alberto Veronesi non può più essere il presidente del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane”. L’odg del centrosinistra chiede al sindaco “di assumere il ruolo di presidente della Fondazione Puccini e revocare la nomina di Alberto Veronesi; che il restauro della villa di Puccini di Viareggio sia un obiettivo principale e strategico; attivarsi con il toverno per chiedere la sostituzione dell’attuale presidente con figure di maggiore autorevolezza, il ripristino del pieno funzionamento del comitato, avviando una discussione pubblica approfondita e trasparente per delineare gli obiettivi strategici che l’amministrazione comunale di Lucca vuole perseguire sfruttando al meglio i finanziamenti per il centenario”.

Sulla stessa linea il consigliere Pd Enzo Alfarano, che attacca Mario Pardini: “Lei signor sindaco è rappresentante del comune di Lucca, la volevo richiamare alla sua responsabilità politica. Perché in questi mesi non ha ritenuto necessario condividere su questa assise quanto (non) portato avanti nel comitato promotore? Non c’è mai stata una comunicazione o un punto all’ordine del giorno. Abbiamo il diritto di essere coinvolti. C’è scarso coinvolgimento e rispetto del Consiglio”. Il capogruppo Pd Francesco Raspini passa all’attacco: “Sono sbalordito dall’esito del consiglio comunale di oggi. Qualcuno della maggioranza lo aveva anche definito inutile, ma alla luce di quello che abbiamo appreso stasera direi che forse inutile era forse la traduzione del termine ‘pericoloso’ che voleva dare la maggioranza. Sono rimasto basito dal leggere la nota data 9 gennaio firmata da Gabriella Biagi Ravenni, Virginio Bernardoni e Michele Gerardi. Il sindaco, salvo smentita, ne era quindi al corrente da un mese. Cos’è stato fatto in tutto questo tempo? Nella lettera si parla anche di reati mi sembra e che chiamano la responsabilità politica di chi certe situazioni le conosce. Sono scritte questioni di una gravità assoluta. Lo sappiamo tutti che la nomina di Alberto Veronesi è arrivata da Mario Draghi, ma è vero anche il fatto che due sindaci su tre ne hanno chiesto le dimissioni. Anche lei, caro sindaco, le può chiedere o deve attendere il conclave della maggioranza? È peccato chiedere la sostituzione di Veronesi? È possibile leggere certe cose e non leggere provvedimenti? Non va tutto bene, caro sindaco. Nell’interesse di Lucca è fare chiarezza ed è stato possibile farlo grazie a questa minoranza”.

La prima replica del sindaco Mario Pardini dopo l’intervento del capogruppo del Pd: “Io non ho mai detto che va tutto bene. Questa lettera – ha spiegato riferendosi alla missiva dei tre membri del comitato contro Veronesi – è datata il 9 gennaio e il 6 gennaio noi sindaci avevamo già denunciato la questione (ovvero che all’interno del comitato ci fosse qualcosa che non andava ndr) prima che venisse fuori questa lettera”. Ma il consigliere Daniele Bianucci (Sinistra Civica Ecologista) incalza il primo cittadino: “Occorre maggiore trasparenza adesso è il tempo di assumere delle decisioni”. Anche Gianni Giannini (Pd) mette nel mirino l’operato di Mario Pardini: “Il sindaco il 15 gennaio ha dichiarato alla stampa che ‘Veronesi non si tocca’. Nonostante la denuncia della lettera datata il 9 gennaio, lei, caro sindaco, ritiene che quei comportamenti non siano colpevolizzanti, bensì normali. A me sembra un qualcosa fuori dal mondo, spero che anche i consiglieri della maggioranza la pensino così”.

Pardini: “Veronesi? Non chiedo le dimissioni ma bisogna far lavorare il comitato”

“Quel titolo è fortemente fuorviante (riferendosi a ciò che ha detto il consigliere Giannini ndr), quelle parole non le ho mai dette – ha ribattuto il sindaco Pardini -. Non ci possiamo permettere di perdere questa occasione (rispondendo all’intervento in apertura del consigliere Bianucci ndr), ma la legge con la quale hanno istituito il comitato è fatta male perché sono previste troppe persone all’interno e manca la struttura tecnica. Il comitato ha l’obbligo di segretezza, lo dice la legge, e non l’ho deciso io. Il 16 gennaio proposi di fare un consiglio comunale al comitato, poi il giorno dopo lo avete proposto voi e ben venga. L’inutilità del Consiglio di oggi? Va detta una cosa: rimandandolo di sei giorni ci sarebbe stato anche il presidente Veronesi. Lo ripeto: c’è bisogno di un metodo di lavoro e la rimozione del presidente non risolve la questione. Per me si deve parlare del territorio e deve essere valorizzato il nostro teatro per primo. C’è bisogno di più ascolto del territorio, così il comitato non funziona e l’ho già fatto presente a Roma. E sono il primo a dire che va tolto il segreto sugli atti”.

Ma il consigliere Raspini (Pd) continua ad incalzare il primo cittadino: “Veronesi si deve dimettere o no? Ci deve rispondere”. Critico anche il capogruppo di Lucca Futura Gabriele Olivati: “Siamo al 100% di scelte strategiche sbagliate. Veronesi è espressione di questa amministrazione e il suo fallimento è il fallimento di questa amministrazione. Capisco che questa maggioranza sia in difficoltà. Bisogna tornare indietro su un errore strategico e pensare al bene di Lucca”.

Olivati: “Così Pardini umilia Lucca e Puccini. Il sindaco faccia rimuovere Veronesi”

Anche il consigliere di maggioranza Elvio Cecchini(Lucca Civica) esprime le proprie perplessità, in un intervento preoccupato sulla situazione del comitato promotore: “La lettera resa nota questa sera contiene delle cose che non possono non essere prese in considerazione, sono questioni gravissime. Credo che ci sia materiale affinché qualcuno intervenga in maniera forte. Pensavo che fosse una questione di metodo, invece sembrerebbe qualcosa di più. Non ho parole. No comment”.

Il capogruppo Fdi Lido Fava boccia l’odg della minoranza: “Noi l’odg presentato dalla consigliera Vietina lo bocceremo, è una critica a 360 gradi al presidente Veronesi senza che lui possa difendersi. Sapevamo che questo consiglio sarebbe andato in questa direzione, per questo volevamo farlo la prossima settimana garantendo la presenza del presidente Veronesi. Così la seduta è un po’ monca. A me piace sentire sempre le due campane. Senza la controparte non possiamo accettare l’odg”. Il consigliere Alessandro Di Vito (Forza Italia-Udc) attacca l’opposizione: “Da un Carnevale gioioso in città si passa alla carnevalata del consiglio comunale di oggi, con qualcuno che intende sbugiardare il nostro sindaco su questioni false. Ancora una volta si fanno i consigli comunali e si esce dal tema con cattiveria. Qualcuno evidentemente non ha ancora superato la sbornia negativa della sconfitta elettorale. C’è ancora astio e cattiveria, non c’è volontà di dialogo. Chiedere le dimissioni del presidente della Fondazione Puccini è fuori luogo e fuori tema. Veronesi? Ha fatto le sue scelte politiche, evidentemente ha provato il disagio di stare con la sinistra, con il Pd. Non lo voglio elogiare o disprezzare, ma ha la sua competenza professionale. Questo Consiglio sarebbe stato costruttivo se fatto tra una settimana con la presenza di Veronesi, che, è bene dirlo, aveva dato il suo ok a presenziare”.

Il consigliere di opposizione Daniele Bianucci incalza ancora il sindaco: “Perché ha ritarato la richiesta di un secondo consiglio comunale sul tema di martedì prossimo con la presenza del presidente Veronesi?”. Il capogruppo della Lega Armando Pasquinelli replica all’opposizione: “Ho sempre ritenuto che il vero obiettivo dell’opposizione, sfruttando legittimamente una situazione scabrosa, fosse il sindaco Mario Pardini, non il presidente Veronesi. Sono delle critiche sbagliate e ingiuste nei confronti del nostro primo cittadino. Non voglio fare una difesa d’ufficio, non è necessaria, ma nel comitato si svolge tutto in maniera segreta e riservata. Noi, come maggioranza, siamo tranquilli: la trasparenza e il sorriso di Mario Pardini ha stregato la città. La minoranza ci deve incalzare su argomenti veri e concreti e spero che arrivino quantomeno prima. Parlo di bilancio e piano triennale, le cose che interessano davvero ai cittadini. La prima mozione del centrosinistra è del tutto irricevibile e voteremo no (quella relativa alle varie richieste al sindaco ndr), sulla seconda mozione invece (quella relativa alla maggiore trasparenza ndr) voteremo sì”.

Il primo odg dell’opposizione, quello letto in Consiglio da Ilaria Vietina, viene bocciato con 11 voti favorevoli e 14 contrari.

Il secondo ordine del giorno presentato dal centrosinistra, letto dal capogruppo Pd Francesco Raspini, in breve chiede maggiore trasparenza e di rendere pubblici atti e verbali delle sedute del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane. Raspini torna ad attaccare il sindaco: “La necessità di segretezza riguarda gli atti del comitato, non una lettera scritta da tre componenti. Di fronte a lettere del genere, oltre a sorridere, si fa qualche atto? Di fronte a questa lettera il sindaco di Lucca cosa ha fatto? Faccio anche io un off-topic: il Carnevale l’ho apprezzato, così come il Natale, ma organizzare bene le feste non fa risultare accettabile rendere un carnevale anche il comitato per le celebrazioni pucciniane. Tutta la maggioranza si è nascosta dietro l’assenza di Veronesi, l’unico che si è esposto è stato il consigliere Cecchini. Questo livello di discussione non può finire qui. Ora nessuno di voi può far finta di nulla, tutto quello che accadrà da ora in poi sarà anche figlio dell’iniziativa portata avanti dalla minoranza”.

La parola passa a Valentina Simi (Lucca Civica – Volt – Lucca è popolare): “I cittadini sono molto preoccupati e questo consiglio comunale era necessario. Abbiamo sentito molte parole, ma dove sono la trasparenza e l’efficacia? Oggi è un giorno spartiacque: da ora in poi nessuno si può girare dall’altra parte, servono risposte certe”.

Lucca Civica, Volt, Lucca è popolare: “Veronesi, il sindaco ostaggio degli accordi preelettorali”

Il sindaco Mario Pardini torna a ribadire la sua posizione: “Non ho chiesto due consigli comunali, ho detto semplicemente che era fondamentale la presenza del presidente Veronesi”.

È stato dato, invece, un primo chiarimento su un passaggio della lettera dei tre membri del comitato promotore in cui si faceva riferimento ad una seduta svoltasi il 9 novembre scorso, in cui sono stati tirati in ballo i concerti di Capodanno eseguiti dal maestro Veronesi.

“La questione del teatro del Giglio non è vera – ha poi sottolineato il primo cittadino -: non ha ricevuto alcun finanziamento dal comitato pucciniano per il concerto di Capodanno e a confermarlo è anche il presidente del teatro, qui presente e con il quale abbiamo appena parlato. Andrebbero ascoltate tutte le campane. Il comune di Lucca ha fatto una lettera come quella letta questa sera dicendo le stesse cose, anche se in forma diversa. C’erano delle grandi perplessità sulla trasparenza e sulla modalità di funzionamento e abbiamo ricevuto una risposta, ma non è il caso di tirarla fuori qua oggi. Il comitato non funziona e c’è bisogno di trasparenza. Il comune di Lucca è sempre stato presente e all’interno del comitato ha sempre detto la sua e lottato alzando anche la voce. È sbagliato ridurre tutto alla rimozione del presidente, non è solo quello il problema per questo non rispondo al consigliere Raspini (riferendosi alla richiesta di dimissioni di Veronesi ndr). Ripeto, la lettera noi l’abbiamo mandata il 6 gennaio e una risposta è arrivata. Ci vuole una soluzione? Certo e io ci sto mettendo la faccia. Serve trovare il metodo, non ho mai detto che va tutto bene. Il comune di Lucca è sempre stato in prima linea e abbiamo già detto che c’è mancanza di visione e trasparenza”. Ma Raspini incalza il primo cittadino: “Prendiamo atto che il sindaco non risponde alla mia domanda, continua a coprire Veronesi”. Il consigliere Fdi Luca Pierotti si appella alla minoranza: “Serve usare prudenza su questo che è un tema importante”.

La parola torna al sindaco Mario Pardini, che risponde al capogruppo Pd Raspini: “La lettera dei tre saggi equivale a quella dei tre sindaci, non ho coperto Veronesi. Nessuno vuole che Veronesi non venga, dopo un consiglio comunale di oltre 5 ore non credo serva ascoltare una sua missiva. Lo ripeto: serve cambiare rotta se no la barca non arriva in porto“.

Dopo un accesso dibattito, si passa alla votazione del secondo odg sulla trasparenza: con 22 voti favorevoli, viene approvata all’unanimità.