Sta bene il cavallo che si è scontrato in calesse contro un’auto dopo lo scoppio di un petardo

3 gennaio 2024 | 12:36
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Sta bene il cavallo che si è scontrato in calesse contro un’auto dopo lo scoppio di un petardo

Tanti messaggi di solidarietà e vicinanza alla proprietaria. Ma c’è anche chi solleva dubbi. Italian Horse protection: “Non dovrebbero trainare carrozze in città”

Mario sta bene. Il cavallo che lo scoppio di un petardo ha fatto imbizzarrire ieri mattina (2 gennaio) in piazza Napoleone ha avuto come conseguenza un grande spavento ma le sue condizioni fisiche sono buone. Ad informarne tutti la proprietaria Marika Iavarone, che si occupa di tour turistici della città in calesse e che ieri sera (2 gennaio) ha postato una foto di Mario mentre si stava nutrendo nella sua stalla. Anche ieri il suo cavallo era assicurato al calesse quando l’esplosione di un botto lo ha fatto imbizzarrire. Il quadrupede ha percorso l’intera piazza trascinandosi dietro il calesse che si è scontrato con un’auto della vigilanza privata. Tanti i messaggi di solidarietà lasciati sui social al cavallo e alla sua proprietaria. Ma c’è anche chi solleva qualche polemica sull’episodio.

“I cavalli non devono stare a tirare carrozze in città. Lo diciamo da sempre e l’episodio accaduto a Lucca è l’ennesima dimostrazione del fatto che abbiamo ragione. Ripetiamo ancora una volta: i cavalli, per le loro caratteristiche etologiche, non dovrebbero stare a tirare carrozze in città per il divertimento degli esseri umani, è una forma di sfruttamento anacronistica che non tiene in alcuna considerazione le loro esigenze primarie”. Così Sonny Richichi, presidente di Italian horse protection (Ihp), la prima associazione italiana di tutela dei cavalli che ha sede a Montaione interviene dopo l’incidente avvenuto ieri (2 gennaio) in piazza Napoleone.

Scoppia un petardo: cavallo imbizzarrito si schianta con il calesse contro auto e panchina

“I cavalli in natura sono prede: perciò al segnale di pericolo mettono in atto la loro reazione naturale che è la fuga. E fuggono con tutta la veemenza di animali grossi e potenti. Per fortuna questa volta è andata bene e nessuno si è fatto male – prosegue Richichi -. Ma questo incidente è l’ennesima prova lampante di cosa può accadere quando si sottopongono questi animali al disagio continuo di stare fuori contesto e privati dei loro bisogni naturali: i cavalli hanno bisogno di muoversi in grandi spazi, pascolare e vivere in compagnia dei loro simili. Costringerli a fare altro mette a repentaglio la sicurezza loro e degli esseri umani che li circondano”.

“Due anni fa a Firenze si verificò un episodio analogo quando, in piazza della Signoria, un cavallo spaventato iniziò a fuggire al galoppo trainandosi dietro la carrozza che si schiantò contro l’auto dell’allora ministro dell’interno Luciana Lamorgese – dice ancora il presidente di Ihp -. Anche in quel caso l’animale venne spaventato dal contesto inadeguato nel quale era costretto a stare. Anche in quel caso, fortunatamente, la carrozza danneggiò l’auto ma nessuno si fece male. I cavalli non ‘imbizzarriscono’: questo termine suggerisce che impazziscano d’improvviso ed è completamente fuorviante, frutto di scarsa conoscenza. In realtà si spaventano: per natura e per storia evolutiva le prede davanti al pericolo scappano. Quindi i cavalli si limitano a comportarsi da cavalli. Nulla di pericoloso potrebbe accadere se fossero dove dovrebbero stare, cioè liberi in un pascolo”.