Chiosco ‘Bono Bao’, il comitato: “Schiamazzi fino a tarda notte, non riusciamo a dormire”

11 marzo 2024 | 15:28
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Quattordici famiglie in protesta: “Abbiamo già inviato diversi esposti. Serve una stretta sugli orari”

“Dal 2014 abbiamo inviato diversi esposti per la situazione legata alla paninoteca ‘Bono Bao’, non riusciamo a dormire a causa degli schiamazzi che vanno avanti anche fino alle 6 di mattina. È giusto che il Comune metta dei paletti legati all’orario“. È questa, in estrema sintesi, la posizione del comitato condominio ex Bertolli, un gruppo di cittadini che abita vicino al chiosco e che desidera chiarire la propria posizione in seguito anche alla raccolta firme lanciata per cercare di salvare l’attività piazza Martiri della Libertà.

Una raccolta firme per evitare la chiusura del chiosco Bono Bao: la deadline è il 30 aprile

Il comitato è composto da 14 famiglie e a lamentarsi della situazione ci sarebbero anche due attività che fanno da bed and breakfast e affitta camere: “Queste attività hanno ricevuto delle recensioni negative a causa dei rumori notturni e questo influisce negativamente sul loro lavoro – afferma il comitato -. Una confusione che si protrae anche fino alle 6 di mattina. Non è vero che non si è mai lamentato nessuno: sono dieci anni che il nostro comitato porta avanti questa battaglia e nel corso del tempo abbiamo incontrato anche sindaci e assessori. Noi non vogliamo che la paninoteca chiuda e che non lavori, ci mancherebbe altro, chiediamo semplicemente di mettere dei paletti relativi all’orario“.

Nel frattempo la giunta Pardini sta lavorando per arrivare alla pubblicazione di un nuovo bando per affidare la gestione del chiosco che, tra le altre cose, prevede una stretta sugli orari di chiusura: le 24 nei giorni feriali e l’1 di notte per i festivi e prefestivi. Al vaglio anche l’ipotesi di spostare l’attività in piazzale Don Baroni: “È giusto che il chiosco lavori, ma noi vogliamo dormire – afferma il comitato -. Va data la possibilità ai noi cittadini di poter dormire sereni per poi andare a lavoro”.