A Lucca produzione industriale in crescita: la crisi del 2022 colpisce la moda, stabile il cartario. Vola l’export

7 febbraio 2023 | 13:12
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A Lucca produzione industriale in crescita: la crisi del 2022 colpisce la moda, stabile il cartario. Vola l’export

Confindustria guarda al 2023 lucchese con ottimismo: “Sarà un anno in cui si potrà ricominciare a costruire le basi per il futuro”

Sono positivi – nonostante gli aumenti dei costi dell’energia e dell’inflazione – i dati del 2022 relativi alla produzione industriale di Lucca. Rispetto allo scorso anno, infatti, la produzione industriale sul territorio lucchese registra un +2%, al di sopra del +1,3% che rappresenta il dati nazionale complessivo del manufatturiero. Un trend in crescita per quasi tutti i settori ad eccezione della moda (-1,8%), carta e cartotecnica (-0,4%) e il lapideo (-0,2%). A Lucca vola anche l’export dei primi 9 mesi dell’anno (non sono ancora disponibili i dati Istat dell’ultimo trimestre ndr), che tocca il +20%.

Sono questi i principali dati forniti questa mattina (7 febbraio) da Confindustria, che ha fatto il punto sull’andamento economico tra il bilancio del 2022 e le prospettive future. Presenti il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini, il vicepresidente dell’associazione con delega all’energia, oltre che presidente della sezione carta e cartotecnica, Tiziano Pieretti, il componente del consiglio di presidenza e consigliere delegato per i rapporti istituzionali Giorgio Bartoli, il vicepresidente di Ance Toscana Nord-sezione edili Oliviero Del Debbio, il componente del consiglio generale per la sezione metalmeccanica Giovanni Gambini, il direttore generale di Confindustria Marcello Gozzi ed Enrico Mongatti del centro studi di Confindustria.

Ad entrare nei dettagli dei dati del comparto lucchese è il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti: “L’incremento di produzione del manufatturiero lucchese che si è registrato nel 2022 rispetto al 2021 è del +2%, un valore che si può considerare senz’altro molto positivo considerando anche che il 2021 aveva segnato a sua volta un +6,4% totalmente compensativo di quanto perso nell’anno pandemico 2020. Con la sola eccezione della moda, che ha registrato un -1,8% comunque non clamorosamente negativo per un settore che in questo anni è stato particolarmente esposto a problemi produttivi di mercato, tutti gli altri settori sono nettamente positivi o sostanzialmente stabili. Dal +7,2% della nautica e di altri mezzi di trasporto, +5,3% della metallurgia, +3,4% della chimica plastica, +3% della produzione di macchine, +2,2% dell’alimentare, si giunge alla carta e cartotecnica con -0,4% e al lapideo con -0,2%”.

presentazione dati Confindustria

“I dati dell’export confermano la buona salute dell’industria lucchese nel 2022: la variazione totale dei primi 9 mesi dell’anno sullo stesso periodo del 2021 sfiora il +20%, dato che comunque, essendo espresso dall’Istat in valori, incorpora gli aumenti dei prezzi determinatisi nell’anno – prosegue Pieretti -. Il tema dominante del 2022 è stato l’incremento dei prezzi energetici: il quadro delle quotazioni ora è decisamente più stabile, ma questo non è l’unico fattore che può farci stare tranquilli. Le tensioni che ci sono state hanno accelerato processi di transizione energetica che vanno verso una minore dipendenza del gas, e in particolare da quello russo, con un riequilibrio complessivo delle fonti; il circolo vizioso prezzi elevati-incertezza-corsa agli stoccaggi che si autoalimentava nel recente passato non ha più motivo, in questo clima più sereno, di innescarsi nuovamente. Pur con tutti i problemi geopolitici e inflattivi, almeno nella sua seconda parte il 2023 fa ben sperare“.

presentazione dati Confindustria

Dal tavolo di Confindustria, quindi, filtra ottimismo per il futuro: “La crisi energetica, a mio avviso, forse nel 2023 ci lascerà un po’ più di spazio – afferma Pieretti -. Il 2023 sarà un anno in cui si potrà ricominciare a costruire le basi per il futuro“. C’è ottimismo anche nelle parole di Giorgio Bartoli: “La flessione del mercato energetico darà stabilità e consentirà una programmazione agli imprenditori. Oggi abbiamo bisogno di fiducia, ma guardiamo al 2023 con ottimismo”.

Un cauto ottimismo anche per quanto riguarda il settore dei macchinari per le cartiere: “L’aumento dei costi legati all’energia ha inciso anche sul settore cartario e sui macchinari – afferma Giovanni Gambini -. C’è stato un rallentamento della produzione soprattutto nei primi mesi del 2023, coloro che dovevano fare investimenti si fermati in una fase di attesa. Gli investimenti, è bene sottolinearlo, non stati annullati. Ma è una fase gestibile, sono cautamente ottimista. Il 2022 si è chiuso con risultati non troppo positivi e il 2023 sarà un anno di transizione per pensare a ripartire nel 2024 in maniera più forte. Dobbiamo investire su ricerca e sviluppo”.

Il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini è intervenuto anche in merito alla delicata situazione della Körber di Mugnano, con la multinazionale che ha annunciato 80 esuberi: “Si tratta di un unicum sul territorio, in generale i dati occupazionali sono positivi. Quella relativa alla Körber è una situazione particolare che stiamo gestendo e attendiamo una soluzione positiva. Però, ripeto, va visto il dato totale: la situazione occupazionale ha fatto un salto in avanti sul territorio, c’è addirittura difficoltà a trovare dipendenti. Sul tema occupazionale a Lucca c’è ottimismo. Faremo di tutto affinché occupazione e aziende restino sul territorio”.

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Confindustria, infine, lancia un appello alla politica per “dare una risposta agli imprenditori che hanno affrontato anni difficili in maniera eroica” e per dare risposte sul tema delle infrastrutture anche a Lucca.

Chiusura del 2022 e alle prospettive per il 2023: il commento del presidente Daniele Matteini

Per Daniele Matteini il 2023 sarà un anno di progettazione per il futuro: “L’industria di Lucca, Pistoia e Prato ha dimostrato ancora una volta tutta la sua capacità di lavorare bene ed efficacemente. Come è accaduto durante e subito dopo le fasi più acute della pandemia, così nel 2022 segnato dalla guerra e dai gravi squilibri dei costi energetici, di materiali e servizi, tutti i soggetti impegnati in azienda, imprenditori, figure manageriali, lavoratori, hanno saputo gettare il cuore oltre gli ostacoli e interpretare al meglio i rispettivi ruoli. È stata ed è molto dura, comunque. L’ultimo scorcio del 2022 ha segnato almeno per alcuni settori un rallentamento, che sembra confermarsi anche per questi primi mesi del 2023. L’inflazione è oggi forse il nemico numero uno, col suo potere di freno dei mercati; ma anche il capitolo gas ed energia elettrica non può certo dirsi chiuso solo perché siamo giunti a una relativa stabilizzazione, oltretutto, non va dimenticato, su livelli almeno tripli rispetto al punto di partenza. Men che meno possiamo sentirci tranquilli con una guerra in corso, tragica, destabilizzante e priva, ad oggi, di prospettive di risoluzione“.

“Le prospettive, comunque, al netto di queste gravi incertezze, sono relativamente positive: se non prima, dopo l’estate dovremmo assistere a una ripresa consentita dal contenimento dell’inflazione – prosegue Matteini -. L’industria, la nostra locale come quella nazionale, sta dando il meglio di sé e i risultati si vedono dal confronto con i nostri concorrenti. Ora però occorre che a livello di politiche industriali, energetiche, fiscali, creditizie, di utilizzo dei fondi Pnrr, non si compiano sbagli, né per valutazioni errate né per omissioni. Questo 2023 deve essere l’anno in cui si progetta il futuro, non quello in cui ci si limita a tirare il fiato. La nostra associazione continua a svolgere il suo ruolo di stimolo verso le istituzioni, dialogando con i rappresentanti nazionali ed europei espressi dal territorio e con le amministrazioni locali, dalla Regione Toscana ai comuni. Le imprese credono in sé stesse. Basta anche questo solo dato per attestarlo: nelle società di capitali manifatturiere di Lucca, Pistoia e Prato il grado di autonomia patrimoniale, consistente nel rapporto tra capitale proprio e totale investimenti, è passato dal 32,7% del 2011 al 41,46% del 2021. Gli imprenditori scommettono sulle loro aziende: la politica faccia altrettanto”.

Le attività di Confindustria Toscana Nord nel 2022

Molte le attività svolte da Confindustria Toscana Nord nel 2022. Oltre all’impegno sul fronte delle infrastrutture, dei temi urbanistici e di gestione del territorio, forte la focalizzazione sul tema dei rifiuti, che vede l’associazione ancora coinvolta nei lunghi e tormentati lavori dei tavoli aperti dalla Regione Toscana.

La commissione sostenibilità, istituita e guidata dalla vicepresidente Fabia Romagnoli, ha lavorato con i rappresentanti di tutte le sezioni merceologiche dell’associazione. L’impegno della Commissione si è concretizzato anche, nel mese di ottobre, nella partecipazione alla prima edizione di Pianeta Terra Festival: manifestazione multidisciplinare tenutasi a Lucca nel cui ambito Confindustria Toscana Nord, sponsor con altri soggetti dell’iniziativa, ha potuto organizzare due eventi, uno dedicato alle scuole, uno rivolto alla cittadinanza in genere.

È stata seguita con particolare attenzione la situazione dei costi energetici: il vicepresidente Tiziano Pieretti che ha la delega all’energia in Confindustria Toscana Nord e ricopre incarichi in materia anche a livello confindustriale regionale e nazionale, ha portato in quelle sedi le istanze delle industrie di Lucca, Pistoia e Prato; importante l’attività di consorzi e gruppi di acquisto legati all’associazione. I servizi per l’innovazione, condotti anche nell’ambito del Digital Innovation Hub di Confindustria Toscana, si sono concretizzati in attività informative e formative e nell’organizzazione di incontri anche personalizzati fra aziende e centri di ricerca e consulenza. È proseguita la consueta attività di consulenza e assistenza alle imprese su credito, normative in ambito commerciale, internazionalizzazione (anche attraverso i consorzi collegati all’associazione) e fisco (con particolare riguardo ai vari decreti aiuti governativi).

È proseguita anche l’attività del centro studi, che nel 2022 ha prodotto lavori per complessivi 16 rapporti elaborati. I dati forniti dal centro sono fondamentali per conoscere andamenti dei vari settori e strategie da porre in essere. Il valore del lavoro del centro studi di Confindustria Toscana Nord è alla base della rinnovata scelta di Pistoia, anche nel 2022, per il convegno annuale del centro studi di Confindustria, giunto alla sua quinta edizione.

Sono state coinvolte nelle attività formative e di apprendistato di Confindustria Toscana Nord, soprattutto attraverso il consorzio Formetica, 528 aziende e 5196 persone; a queste si è affiancata un’intensa attività di collaborazione con enti pubblici e privati per l’ampliamento dell’offerta di formazione professionale in funzione delle necessità delle aziende, con particolare riferimento ai settori tessile-abbigliamento, calzature, carta, meccanica, informatica; su questi stessi settori vi è stato anche un forte impegno per l’orientamento scolastico, sostenuto anche dalla collaborazione degli stessi imprenditori. Uno dei temi che maggiormente impegna l’area Formazione è quello della sicurezza, tanto rivolta alle imprese, cui viene prestata consueta consulenza ed assistenza, tanto ai lavoratori, sia per la prima formazione che per gli aggiornamenti periodici. Intensa anche la tradizionale attività nelle relazioni industriali, con il coinvolgimento di Confindustria Toscana Nord, oltre che nell’attività sindacale per le imprese, nei tavoli per i contratti nazionali dei settori maggiormente presenti sul territorio; nel 2022 si sono chiusi i contratti collettivi per lapideo e tessile; l’anno precedente erano stati sottoscritti quelli dei comparti calzature metalmeccanico e carta. In pratica quasi ogni settore che aderisce a Confindustria Toscana Nord ha un presidio di rappresentanza sui tavoli nazionali.

Il 2022 è stato l’anno del rinnovo dei Consigli delle sezioni merceologiche e dei loro presidenti e capigruppo: componenti fondamentali nella vita dell’associazione, animata nello scorso anno dalla ripresa delle riunioni in presenza (complessivamente 80) di Consigli di presidenza e generali, riunioni delle sezioni e dei gruppi merceologici, del Gruppo giovani e dell’imprenditoria femminile, cui si aggiungono oltre 200 fra corsi, seminari, convegni riservati ai soci.