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Sicurezza sul lavoro, Bindocci (Uil): “Serve un vero impegno: addetti sono pochi e forse demotivati”

13 novembre 2024 | 17:20
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Sicurezza sul lavoro, Bindocci (Uil): “Serve un vero impegno: addetti sono pochi e forse demotivati”

All’Hotel Napoleon l’assemblea del sindacato territoriale verso lo sciopero del 29 novembre: “Serve aumento salari dopo inflazione pazzesca”

Si è svolta stamani (13 novembre) all’Hotel Napoleon l’assemblea della Uil territoriale provincia di Lucca. Argomenti al centro del dibattito, la sicurezza sul lavoro, dopo i tragici fatti di ieri (12 novembre) e lo sciopero indetto assieme a Cgil del 29 novembre contro la manovra del governo Meloni.

Presente, tra gli altri, il Segretario generale regionale della Uil Toscana Paolo Fantappiè e il segretario generale della Uilcom, Massimiliano Bindocci.

“Il 29 novembre faremo uno sciopero generale insieme alla Cigl in Toscana, con una grande manifestazione a Firenze – dichiara il Segretario generale regionale della Uil, Paolo Fantappiè -. Una manifestazione con corteo a cui parteciperanno tantissime persone. Sostanzialmente lo sciopero è indetto perché esistono ancora delle diseguaglianze enormi in questo paese, anche in Toscana, che non vengono sanate da queste leggi di bilancio. In termini di salari, noi chiediamo degli aumenti, perché c’è stata un’inflazione pazzesca e il potere di acquisto è crollato. Chiediamo il recupero di questa azione che non c’è nella legge di bilancio, c’è solo un taglio al cuneo fiscale che era già stato fatto tre anni fa. Non ce lo possono rivendere ogni anno”.

“I salari di gennaio del 2025 – continua -, praticamente saranno molto simili, anzi uguali a quelli dell’anno precedente. Noi abbiamo fatto delle richieste diverse, abbiamo chiesto di detassare gli aumenti contrattuali sui rinnovi contrattuali. Quindi, quando si fa un nuovo contratto, detassarlo fortemente, sia quello, sia la contrattazione di secondo livello integrativa, sia la tredicesima. Lì sarebbero stati veramente soldi in tasca importanti ai lavoratori. Chiedevamo anche un recupero delle pensioni serio, non quelle 3 o 4 euro di aumento sulle pensioni minime. I soldi poi, sullo Stato sociale, sulla sanità, si ci sono, ma sono solo per il recupero inflazionistico. Non ci sono i soldi per assumere medici, infermieri e Oss, cioè tutto il personale sanitario che serve. Ricordiamoci che in Toscana servono 5.000 persone per avere una sanità pubblica efficiente edefficace. Insomma, c’è tante cose da fare, non c’è una riforma previdenziale, ancora si va tutti in pensione, alla stessa età a 67 anni. Ricordiamoci dell’infortunio qui a Lucca, una persona che aveva 69 anni, cioè qui dobbiamo mettere un punto fermo. Ad una certa età si deve andare in pensione”.

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Le richieste di Uil, secondo il segretario regionale, sono state disattese, come ad esempio la tassazione sugli extraprofitti delle banche.

“Non è un problema ideologico – conclude Fabtappiè -, è un problema della nostra Costituzione che dice a chi guadagna di più di dover pagare di più”.

Il segretario Massimiliano Bindocci si è invece concentrato sul problema dei troppi infortuni sul lavoro. Ultimo dei quali alla Cartiera Modesto Cardella ieri (12 novembre) che ha visto la morte di un operaio di 69 anni.

“La battaglia della Uil da anni si chiama Zero morti sul lavoro e la cosa più importante è uscire dal posto di lavoro come si entra – tuona Bindocci -. Per noi è successa una tragedia, tra l’altro nel mio settore che è la carta, una tragedia enorme che non accadeva danni nel settore cartario a Lucca. Siamo tutti molto colpiti e toccati. Al di là dello sciopero che è stato fatto oggi, che è un segnale emotivo di risposta, dobbiamo andare in prefettura, chiamare la Regione, chiedere all’Asl di Luccache ci sia qualcuno che fa davvero sicurezza, perché sono rimasti veramente due gatti. Pochi e forse demotivati”.

“Sulla prevenzione la Toscana deve recuperare – aggiunge Bindocci -, bisogna che la Regione intervenga. Poi c’è anche un problema culturale in aziende medio piccole, soprattutto dove pur di produrre vale tutto. Bisogna intervenire con formazione, procedure e però anche controlli, che sono stati abbandonati”.

Come mai un operaio a 69 anni lavorava?

“Io tecnicamente non lo so – dice Bindocci -, è una cosa che non doveva accadere. Posso capire un docente universitario o altro, ma a 69 anni una persona ha tutto il diritto di riposarsi. Credo inoltre che in un piazzale dove ci sono i muletti che girano non ci si deve lavorare. Sopra una certa età, un lavoro in produzione e in piedi non si può fare.”