Assicurazione catastrofale obbligatoria, Confindustria: “Un gravame, ma può garantire la continuità operativa”
L’obbligo scadrà il 31 marzo ma l’associazione di categoria degli industriali chiede una proroga di due mesi
Entro il 31 marzo le aziende che hanno sede legali in Italia o che comunque si trovano stabilmente sul territorio italiano, dovranno sottoscrivere obbligatoriamente una polizza assicurativa contro eventi catastrofali. Per capire come è stata recepita questa nuova normativa da parte delle aziende della lucchesia, abbiamo chiesto al direttore generale di Confindustria Toscana nord,Giovanni Moschini.

“Questo obbligo nasce dal fatto che ormai i nostri territori sono toccati da questi eventi straordinari, appunto catastrofali, che hanno caratterizzato un po’ il corso degli ultimi anni e c’è questa volontà a livello nazionale di cercare di porre un argine da punto di vista finanziario ai rimborsi che lo Stato dovrà dare per effetto di questi danni – spiega il Direttore generale -. Sicuramente trasferire sulle imprese l’obbligo a contrarre una polizza da un punto di vista della copertura dei danni, è un gravame e le imprese questo purtroppo lo dovranno subire. E’ anche vero però che è un modo per mettere in sicurezza l’azienda e garantire una continuità operativa, perché quando ci troviamo in situazioni delicate, il rischio è che poi l’azienda debba cessare l’attività e quindi questo è un elemento sul quale, pur vivendolo con una dimensione di appesantimento, può essere un qualcosa che poi dà la possibilità di un recupero, di un ripristino dell’attività”.
Chiaramente sarà un costo in più che peserà sulle casse delle aziende. Tutto però dipende dalla spesa che dovranno sostenere.
“La spesa dipende molto dalla singola azienda e dalla sua localizzazione – spiega Moschini -. Ogni azienda si troverà in una parte del territorio che può essere o meno a rischio, con un rischio maggiore, minore, alto, basso per q esto tipo di eventi molto particolari (si parla di alluvioni, inondazioni, frane, terremoti) quindi ogni area del territorio lucchese ha caratteristiche diverse rispetto ad altre”.
“Inciderà sul premio anche la singola caratteristica dell’azienda – prosegue -, un’azienda vulnerabile, perché non ha mai pensato di effettuare investimenti per mitigare un rischio ambientale, è sicuramente un elemento di debolezza e quindi questo potrà avere un impatto anche sul costo del premio. Va detto che ci sono già dei prodotti che offre il sistema nazionale di Sace Bt, che sono prodotti standard che hanno costi tutto sommato accessibili. Naturalmente questi sono prodotti standardizzati e quindi bisogna valutare attentamente in funzione della propria tipicità, se sono perfettamente coerenti con i bisogni di un’attività che magari deve essere valutata, forse anche in modo più attento e articolato”.

Queste polizze cosa copriranno?
“La legge parla di obblighi di copertura su tutto ciò che riguarda la struttura produttiva – sottolinea il Direttore di Confindustria Toscana Nord -. Dal terreno, all’immobile, all’impianto, al macchinario e alle attrezzature industriali e commerciali. Sono elementi importanti per garantire la continuità produttiva. Fuori da questi obblighi ci sono le merci di magazzino. Quindi anche nella scelta del prodotto assicurativo, ricollegandosi un po’ al discorso di prima, bisogna capire bene che cosa effettivamente conviene assicurare. Per un’azienda che ha tante merci in magazzino potrebbe essere necessaria una copertura anche per quelle. Noi consigliamo di studiare attentamente la situazione della propria azienda e chiedere informazioni ai propri consulenti assicurativi”.
Come procede la sottoscrizione di polizze sul nostro territorio?
“Diciamo che le aziende di più grandi dimensioni sono già abbastanza coperte, il problema sorge per le realtà di più piccole dimensioni – dice Moschini -, dove la propensione a coprire questo tipo di rischio fino ad ora non è stata molto alta. Il provvedimento ha delle zone grigie che non danno certezza su come potrebbe essere poi l’applicazione concreta. Per questo Confindustria a livello nazionale sta chiedendo con forza di posticipare l’entrata in vigore del provvedimento dal 31 marzo al 30 di giugno”.
“Chi, al momento dell’entrata in vigore, non sarà in possesso di una polizza di copertura su eventi catastrofali, rischia di vedersi negare la possibilità di accedere a bandi e agevolazioni di natura pubblica, sia a caratteri locale, sia a caratteri nazionali – aggiunge -. Per di più, ancora non è chiaro se questo abbia addirittura un effetto retroattivo, quindi anche sulle concessioni già ottenute in precedenti bandi o in precedenti misure, o comunque anche per esempio sulle garanzie che hanno assistito dei finanziamenti ottenuti in passato”.
Transizione energetica, cambiamenti climatici, energia green sono tante le sfide delle nostre imprese stanno affrontando in questo particolare momento storico.
“Diciamo che il territorio lucchese da sempre è stato sensibile agli aspetti della sostenibilità, quindi è un elemento sul quale c’è molta attenzione – dice Moschini -. Quello che invece è importante è che ci sia una continuità anche per quanto riguarda gli strumenti che possano da un lato lavorare per cambiare un po’ i costi energetici che in questa fase hanno visto di nuovo delle impennate. Certi incentivi, come per esempio transizione 5.0, che vanno nella direzione di aiutare le imprese verso la transizione verde, possono essere un po’ semplificati e resi più accessibili dal nostro sistema produttivo – conclude -. Proprio perché questo momento è importante ed è bene incoraggiare chi ha già una destinazione e un’impostazione votata a questi aspetti”.