Vertenza Hydro, Enel fa marcia indietro sulla cessione delle dighe a terzi: plaude Cisal Federenergia

Il sindacato: “Un grande risultato dato che in questi ultimi anni abbiamo veramente messo in campo molteplici iniziative di protesta”
Dopo la vertenza Hydro Enel fa marcia indietro sulla cessione delle dighe a terzi. Il sindacato Cisal Federenergia aveva infatti espresso più volte preoccupazione agli enti competenti dopo la cessione di diga Verdiana e la possibile cessione anche di diga Villacollemandina, diga di Isolasanta, diga Trombacco e diga Pontecosi.
“La perseveranza e la caparbietà della Cisal Federenergia, nel portare avanti una vertenza che resiste dal 2019, ha procurato una battuta d’arresto di Enel sulle ulteriori terziarizzazioni delle dighe e la cessione della guardiania a terzi – spiegano dal sindacato -. Una vertenza che ha riguardato impianti dislocati in tutta Italia e per cui non intendiamo fermarci, perché riteniamo che le dighe cedute a terzi, debbano ritornare presidiate da dei guardiadighe specializzati e interni alle aziende concessionarie. In primis perché lo prescrivono le varie leggi sulla materia, si tratta di un fatto di sicurezza per i lavoratori, per le comunità a valle dei bacini, ma è anche problema di occupazioni nei territori dove insistono le dighe, per cui vennero stipulati accordi precisi da parte dei concessionari con gli enti locali”.
Nell’incontro tenuto il 21 maggio scorso Enel Green Power ha dichiarato di fare marcia indietro sulle ulteriori cessioni delle dighe e all’accorpamento dei Pt.”Un grande risultato – prosegue Cisal FederEnergia – dato che in questi ultimi anni abbiamo veramente messo in campo molteplici iniziative di protesta, massiva comunicazione con i media, coinvolgimento delle istituzioni, della politica, delle amministrazioni, delle comunità montane e dei comitati. In modo esclusivo abbiamo intrapreso questa vertenza. Riteniamo che questa attuale pausa di riflessione aziendale appena dichiarata, debba essere ritenuta un fatto positivo e crediamo si possa definire ascrivibile all’azione sindacale posta in essere da questa federazione”.
“L’azienda ha inoltre tenuto a precisare, che non intende avviare un riassetto delle rinnovabili, ma una ottimizzazione in ragione degli impatti dovuti all’applicazione dell’articolo 4. Al momento si stimano circa 30 future uscite dal processo produttivo, che saranno totalmente sostituite, sarà inoltre analizzata la situazione generale delle dighe con risoluzione prioritaria di alcune situazioni pregresse dovute a carenza di organico – prosegue la nota -. Saranno pertanto realizzate nuove immissioni, ma anche verifiche su posizioni da ricollocare provenienti dal redeployment, analizzate le candidature provenienti da altre aree. L’azienda ha inteso dare un segnale concreto, di attenzione mirata a tutte le tecnologie, in particolar modo al miglioramento del clima nei luoghi di lavoro, in linea con le sensibilità che questo sindacato ha trasferito all’azienda negli ultimi tempi. Altro impegno aziendale, riguarderà il percorso operaio tecnico con ulteriore allargamento della platea dei colleghi che potranno accedervi. Ma anche alcune valutazioni che riguarderanno aspetti di manutenzioni su Wind e Solar oggi svolte da terzi, che potrebbero rientrare in azienda”.
“Inoltre si stanno realizzando investimenti e ottimizzazioni sulla control room. Altro capitolo riguarderà la geotermia, per cui l’azienda intende partire con il percorso operaio tecnico, ma anche riportare all’interno alcune attività manutentive. L’impresa, si è impegnata a monitorare per l’intera durata dell’art.4 (2021-24), affinché si possano valutare anche a livello regionale gli impatti, le soluzioni a eventuali problematiche che potranno eventualmente generarsi – conclude il sindacato -. In chiusura, l’azienda ha anticipato di voler prossimamente riprendere con il tema della Task Force emergenziale, temporaneamente sospesa per via della pandemia. Altro elemento, su cui l’impresa intende aprire una discussione, riguarderà l’estensione dell’accordo pooling di manutenzione in sostituzione di quello Mts central maintenance. Alle volte opporsi ad alcune scelte aziendali, mettendo in atto vertenze lunghe e pesanti, interessamento continuo delle istituzioni e della politica ma solo per il bene dei lavoratori, con intelligenza e buonsenso può portare a raggiungere grandi risultati. Non arretriamo poiché crediamo che tutte le dighe debbano essere sorvegliate da personale interno alle aziende concessionarie”.