I custodi degli alberi e del suolo: “Tagli boschivi in programma a Barga, si teme lo scempio”

L’associazione dopo l’annuncio di Asbuc: “La montagna barghigiana è un tesoro secolare per tutti i residenti”
Il comitato Asbuc di Barga, che gestisce i beni civici di tutti gli abitanti del comune di Barga, ha recentemente affidato a una ditta l’incarico di effettuare tagli boschivi per complessivi 32,9 ettari, di cui 8 ettari di taglio a raso che saranno avviati nei prossimi mesi.
Sul tema interviene l’associazione de ‘I custodi degli alberi e del suolo’. “Si tratta di tagli molto estesi e consistenti – si legge in una nota – e, di conseguenza, molto preoccupanti. Oltre a questi tagli già affidati, l’Asbuc sta cercando di organizzare ulteriori tagli per altri 10-15 ettari circa. Il rischio è davvero di esagerare. Oltretutto la maggior parte dei tagli previsti riguardano una zona bellissima che va dalla Vetricia alla Caciaia, zona attraversata dalla storica via dei Remi, un tracciato di alto valore storico. Il timore è quello di uno scempio. Sperando poi che il piano di assestamento forestale che è in preparazione per i boschi del versante emiliano non preveda ulteriori tagli… Per questo molti cittadini si stanno allarmando e pensano che sarebbe meglio essere più prudenti. Bisogna considerare infatti che troppi tagli rendono più fragili i versanti mentre il bosco integro mantiene gli equilibri idraulico-forestali nei casi, sempre più frequenti, di eventi meteorologici estremi. E poi, il turismo leggero e lento della montagna, a cui tutti teniamo, non rischia di essere danneggiato da tutti questi interventi? Chi cerca bellezza, fresco, pace, funghi e mirtilli non rischia di trovare troppi tagliatori e, sulle strade della nostra montagna, troppi camion per il trasporto della legna e troppi boschi diradati o scomparsi?”
“La montagna barghigiana è un tesoro per tutti i residenti del comune di Barga – dicono ancora – Si tratta di proprietà collettive di origini immemorabili (risalenti forse ai liguri apuani) di cui i barghigiani sono ancora titolari e beneficiari di diritto. Proprio per questo è essenziale conservarle e custodirle con cura: ci sono state tramandate dai nostri avi e noi dobbiamo preservarle per le generazioni che verranno”.
“È importante aprire su questa questione – conclude la nota – un dialogo franco, ampio e democratico-partecipativo che possa arricchire tutti. È importante diffondere le informazioni e le conoscenze per poter decidere consapevolmente e per costruire insieme una nuova cultura basata sulla cura dei beni comuni. La magia dei nostri boschi è fatta di relazioni, equilibri e armonie: per mantenere tutto questo è necessario recuperare un sano senso della misura“.