Terremoto, Mariani: “Garfagnana modello per la ricostruzione”

La ricostruzione dopo il terremoto del giugno 2013 in Garfagnana e Lunigiana “è un modello” per quello che deve accadere ora nei terrritori colpiti dal sisma in centro Italia. Lo sottolinea l’onorevole del Pd Raffaella Mariani, che mette in rilievo anche la grande mobilitazione scattata in provincia di Lucca e non solo per aiutare il terremotati. “In queste ore drammatiche seguite al sisma che ha colpito il centro Italia il primo pensiero va alle vittime, ai loro familiari e a tutti i cittadini che hanno perso beni essenziali e hanno visto la propria vita sconvolta. Il dolore immenso per le vite spezzate ha coinvolto totalmente la nostra comunità. Mentre assistiamo all’opera febbrile della macchina dei soccorsi che col coordinamento essenziale della Protezione civile – sottolinea Mariani – sta svolgendo un lavoro encomiabile per salvare vite umane e garantire a chi ha perso tutto il sostegno necessario in questa prima fase dell’emergenza, le offerte di disponibilità a partecipare direttamente ai soccorsi ed a raccogliere ogni forma possibile di aiuto si moltiplicano in modo straordinario”.
“Anche il nostro territorio, grazie all’esperienza maturata sul campo, sta portando un contributo importante alla catena di solidarietà che si è messa in moto. Tecnici, volontari delle associazioni sono partiti e partiranno per dare una mano. Il governo – ricorda la Mariani – ha stanziato i primi fondi, 50 milioni di euro, destinati alla fase di emergenza, cui seguiranno azioni decise per il ripristino ed il ritorno alle normali condizioni di vita. La sequenza di calamità succedutesi negli ultimi anni ha rafforzato nei legislatori la convinzione che assieme alla gestione di una macchina dei soccorsi che non ha eguali in Europa, nel nostro Paese sia ora importante investire con continuità nella cultura della prevenzione con azioni concrete che devono responsabilizzare in primis le istituzioni locali ma anche i cittadini, le professioni, le imprese, la comunità scientifica per rendere noti e condivisi comportamenti, organizzazione e pratiche edilizie volte alla riduzione del rischio in aree altamente sismiche.
In questo senso tengo a sottolineare come l’esperienza della gestione dell’emergenza e della ricostruzione seguita al terremoto verificatosi in Garfagnana e Lunigiana nel giugno 2013 sia da considerarsi un modello virtuoso e da esportare. Per la prima volta infatti lo Stato è intervenuto in tempi molto rapidi mettendo a disposizione le risorse (quantificate in 5 milioni di euro ed erogate nell’aprile 2014), non solo per la fase di prima emergenza, ma anche per la cosiddetta fase 2, quella della ricognizione del fabbisogno per il ripristino dei fabbricati danneggiati e della ricostruzione vera e propria in soccorso degli enti locali ma anche dei privati cittadini ed delle imprese cui furono destinati altri16 milioni nel luglio 2014, dopo un lavoro attento del Commissario delegato Menduni in coordinamento con i sindaci e i tecnici locali e della Regione Toscana. Questa esperienza è stata fino ad oggi il primo esempio per tutto il Paese in quanto finanziata sia nella prima che nella seconda fase, a seguito dell’intervento di adeguamento normativo che il Parlamento ha disposto nel 2013 dopo il grave sisma dell’Emilia Romagna. Questo metodo oggi permetterà ai territori devastati dal sisma di ripartire con risorse certe e tempi che ci auguriamo tutti siano altrettanto rapidi. Dobbiamo anche ricordare che grazie a quella cultura della prevenzione la nostra Regione ha consentito negli anni la messa in sicurezza antisismica degli edifici strategici e favorito interventi su abitazioni private per la riduzione del rischio nei nostri Comuni. La legge di riforma della Protezione civile approvata alla Camera e in discussione al Senato e di cui sono stata relatrice mira proprio a questo: rendere omogenea l’applicazione delle norme nella gestione e nel superamento delle emergenze, indicando le misure per favorire il ritorno alla normalità, coordinare al meglio le responsabilità centrali e locali, recuperare i ritardi e costruire le condizioni per una prevenzione dei rischi costante ed efficiente. E proprio la prevenzione deve essere al centro degli sforzi del legislatore: in questo senso l’estensione delle detrazioni fiscali del 65% alla messa in sicurezza antisismica è un fatto importante che dovrà essere confermato e potenziato nei prossimi provvedimenti anche con i necessari correttivi e le semplificazioni che il governo ha già annunciato per condomini e multiproprietà. Servono norme più semplici ed efficaci, serve la generosità dei cittadini, serve la consapevolezza del rischio che corriamo in molta parte del nostro territorio assieme a risorse adeguate e istituzioni credibili. Il nostro Paese deve diventare un esempio da questo punto di vista e con questa forza e determinazione potremo aiutare quei territori colpiti a rinascere ed a credere nel futuro”.