Famiglia, bocciata la mozione di Giovanni Minniti (Lega)

15 luglio 2019 | 20:33
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Famiglia, bocciata la mozione di Giovanni Minniti (Lega)

All’ultimo punto all’ordine del giorno c’è la risoluzione del consigliere della Lega Giovanni Minniti sul tema della famiglia. Il tema è quello già proposto il 29 marzo 2019, mai trattato finora. “La famiglia – osserva – fondata sull’unione tra uomo e donna, rappresenta il nucleo fondamentale della società e, come tale, ha diritto di essere protetta dallo Stato”. Il riferimento va al congresso che si svolse a Verona, con l’invito all’amministrazione comunale per interessare il ministro competente, allo scopo di ribadire il sostegno del Comune alla famiglia come nucleo centrale della società. “Il congresso mondiale delle famiglie – afferma – ha rimesso il tema della famiglia al centro del dibattito politico. Purtroppo – ammonisce – negli ultimi anni si è fatto di tutto per distruggere il sistema della famiglia naturale”.

Anche la consigliera Simona Testaferrata (Forza Italia) riconosce che “quel congresso ha aperto un confronto interessante e ampio. Purtroppo – ricorda – non sono mancate pesanti e inopportune polemiche. Stasera vogliamo celebrare la famiglia naturale, quella che ogni amministrazione deve incentivare attraverso aiuti a livello economico e sociale. Tutti i bambini devono avere le stesse possibilità di partenza – aggiunge – e affinché accada bisogna chiederci se facciamo abbastanza. Servirebbero scuole e impianti sportivi più accoglienti, così come qualsiasi cosa atta a migliorare la vita familiare. Il tutto – continua – senza dimenticare le famiglie con disabilità”.
Sul punto interviene anche il consigliere Daniele Bianucci (Sinistra per Tambellini): “Condivido il fatto che c’è chi lavora da tempo per distruggere la famiglia, cioè questo governo. Manca un sostegno ai genitori che non arrivano alla fine del mese, si fa soltanto programmare. Se la mozione andrà in questa direzione, il consigliere Minniti avrà il mio sostegno. Lavora per distruggere le famiglie – precisa – anche chi non dimostra umanità, accoglienza e solidarietà verso le famiglie che arrivano dal Mediterraneo. Per questi motivi – conclude – riteniamo irricevibile la mozione presentata. Al contrario di loro, crediamo nella ricchezza delle differenze, tesoro di cui la città del volontariato va fiera”.
Per Donatella Buonriposi (Lei Lucca) “l’argomento resta delicato” e “nel mio programma elettorale del 2017 al centro avevo messo la famiglia, ad ogni livello. Con la felicità della famiglia, realizziamo anche la felicità della società. D’altro canto – specifica – non possiamo nasconderci di fronte alla diversità. Non ci si può opporre al cambiamento che è sotto gli occhi di tutti: voterò la mozione precisando che dobbiamo superare le ipocrisie. Non confonderei, invece, il tema della famiglia con quello dell’immigrazione”.
Il consigliere Fabio Barsanti (Casapound) sembra sulla stessa lunghezza d’onda: “Voterò questa mozione, anche se non sposo del tutto la visione del Congresso di Verona. Anche per me, voglio rimarcarlo, il tema non c’entra nulla con l’immigrazione. A livello mediatico – continua – si tenta di far passare tutto in secondo piano. Siamo in Toscana, la terra del Forteto: sono rimasto sconvolto da quello che accadeva in quel mondo di sinistra, così come a Bibbiano. Quando accade qualcosa – accusa – relativamente a membri di altri partiti non esiste mai la presunzione d’innocenza. Responsabilità dell’amministrazione? Contrastare la teoria del Gender insegnata nelle scuole, il baby pride, la possibilità per l’orco del Forteto di rimanere a contatto con i minori. La tutela della famiglia passa di qua: anche in questa città nessuno si è espresso sullo schifo che si è verificato in Emilia. Il silenzio è grave, c’è bisogno di parlare di più di queste tematiche”.
Il consigliere Enrico Torrini (SiAmo Lucca) rileva come “non ci sia altra cosa oltre la famiglia. Essa è fondamentale per l’economia dello Stato italiano. Il matrimonio? Per noi è solo quello tra moglie e marito. Per questo voteremo a favore della risoluzione Minniti”. Il consigliere Bianucci però non ci sta: “Condanniamo i comportamenti disonesti – dice – senza alcun problema. Nessuno di noi, inoltre, si permetterebbe mai di disconoscere la nostra Costituzione. Crediamo che il riferimento alla famiglia debba aprirsi anche alle altre articolazioni familiari presenti nella pure nostra città”.
Disco rosso per la risoluzione: solo 8 voti favorevoli (15 contrari).

Paolo Lazzari